L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 19 - 3 ottobre 2004

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Ricordo di don Mario Nasoni


13mnasoni.jpg (4773 byte)In una visita a San Giovanni Rotondo, nel 1947, chiese a Padre Pio in confessione, quale via doveva seguire: "nell’Azione Cattolica, con i Frati o il Sacerdote". Padre Pio gli disse semplicemente: "meglio sarebbe l’abito dei frati, ma, tu diventerai sacerdote".

 

Proprio in una via di Sigillo, suo paese nativo, Gesù incontrava, anni addietro, un giovane tutto indaffarato nella sua vita d’ogni giorno, un giovane delle Acli (fu nel 1946 il primo presidente), e militante nelle fila dell’azione cattolica, con il cuore pieno della santa fiamma dell’apostolato. Gesù lo guardò, lo amò con amore di predilezione e gli disse "vieni e seguimi". Un destino era deciso. Il giovane aveva un volto ed il nome di Mario Nasoni.

 

Nato a Sigillo il 20 novembre 1920, da Feliciano e Consilia Morettini, frequentò la scuola elementare del paese; giovanetto si trovò a lavorare nella miniera di carbone di Colledelloro in provincia di Terni con il babbo, portava l’acqua da bere ai minatori; successivamente partecipò ai lavori di costruzione della ferrovia Narni-Orte. Nel 1951 entrò nel seminario di Nocera Umbra e quindi in quello regionale di Assisi e, il 26 luglio 1957, nella chiesa parrocchiale di Sigillo, celebrò la prima Messa solenne.

 

Don Domenico Bartoletti (+ 1998) in occasione della prima messa ebbe a dire: "Il sacerdote è un uomo che istruisce, incoraggia, difende i propri fratelli, un uomo che distribuisce a piene mani i tesori spirituali; un pioniere che apre la strada verso il regno dei cieli, un operaio che dalla tristezza, conduce a Dio quelli che lottano contro la disperazione. In questo mondo pieno di disonestà e di cattiveria, il Sacerdote preserva le anime dalla corruzione, è la luce del mondo, illumina con il suo esempio la strada che gli uomini devono percorrere, distribuisce a piene mani la carità, conduce i fanciulli al principio della vita, gli uomini nel fiore della giovinezza e della maturità, i vecchi ed i morenti all’alba della vita. Questo è il sacerdote, questo è Don Mario".

 

Ciò che affascina del personaggio don Mario è la sua semplicità, una dote rarissima, che, unita all’umiltà, dona al sacerdote don Mario un carisma particolare; l’uomo-prete si presentava con un’autenticità accogliente che permetteva di immaginare un approccio familiare e distaccato, al tempo stesso attraeva chi lo avvicinava per raccontargli la propria vita. Questo era don Mario "un vecchio prete con la tonaca, che ha la stessa età del Santo Padre, un cacciatore d’uomini con il fischietto".

 

Don Mari Nasoni ha ricoperto diversi incarichi in molte parrocchie, sia nell’Umbria sia nelle Marche, attualmente, oltre a Villa Scirca, Val di Ranco era titolare della Parrocchia di Palazzolo in Comune di Fossato di Vico. E’ morto nella sua Sigillo; rimarrà sempre nei nostri cuori.

 

Giuseppe Pellegrini

SIGILLO

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