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Ambiente | CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (86) Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino Gli uragani Che cosa sono, come si formano e perché sono devastanti i terribili compagni di Ivan
In diverse zone del pianeta, tutte comprese nella zona tropicale, per alcuni mesi lanno si formano cicloni particolarmente violenti che, a seconda delle diverse zone, assumono varie denominazioni. Colpiscono come "uragani" in primo luogo le Antille, le coste sud-orientali degli Stati Uniti, le coste atlantiche e pacifiche del Messico; come "tifoni" le coste meridionali dellAsia, dallArabia fino al Giappone, sfiorando le coste orientali africane dellemisfero australe; come "willye willye" le coste nord orientali dellAustralia. Ma si tratta sempre della stessa cosa: immani tempeste che si sviluppano unicamente dove la temperatura dellacqua del mare, per uno spessore consistente, supera i 27-28°C. Questo fatto esclude automaticamente le zone temperate - che possono essere interessate solo nella fase di esaurimento del ciclone, come gli USA e il Giappone - e soprattutto il Mediterraneo, il cui spessore di acqua calda non supera un paio di metri e in cui si formano solo "piccoli" uragani, che non risultano devastanti, lultimo dei quali nel 1995. Quando si incontra ...Limitandoci a quelli dellAtlantico, gli uragani si formano solitamente da luglio a novembre, nel periodo, cioè, di massima temperatura delle acque. Nascono come semplici tempeste al largo delle coste occidentali africane e, spinti dagli alisei - che in quota hanno una direzione est-ovest - si spostano verso il Golfo del Messico, acquistando sempre più energia proprio dal calore e dallumidità forniti dalle acque oceaniche. Come è formatoUn uragano, come tutte le tempeste tropicali, si riconosce benissimo dalle immagini da satellite (vedi foto), poiché ha un caratteristico "foro" al centro, detto "occhio", che ha un diametro che varia dai 10 ai 200 km, in cui il cielo diviene improvvisamente chiaro, a volte sereno, e dove cessano - momentaneamente - tutti i fenomeni. Tuttintorno si addensano nubi imponenti, che possono raggiungere i 16-18 km di altitudine, il cosiddetto "muro delluragano", sotto cui si verificano i fenomeni più devastanti. Più esternamente, luragano si avvolge a spire in senso antiorario nel nostro emisfero - orario in quello australe - per una larghezza complessiva che può raggiungere e superare i 1.000 km. I suoi effettiLuragano è una perfetta macchina distruttrice che, utilizzando il calore e lumidità dellaria a contatto con i mari tropicali, genera fenomeni immani. È stato calcolato che lenergia prodotta da un uragano violento in un giorno equivale a quella liberata dallesplosione di 1.500 bombe nucleari di potenza pari a quelle di Hiroshima. La sua potenza devastante è però dovuta a tre fatti. Primo: i ventiAl centro delluragano, nella zona del cosiddetto "occhio", la pressione atmosferica raggiunge valori bassissimi, scendendo a volte sotto i 900 hPa. Questo genera un "risucchio" fortissimo di aria dalle zone circostanti che, unitamente ad altri fatti concomitanti, genera venti che possono superare i 200 km/h e sfiorare i 300. Nessun edificio può restare indenne a venti di tale violenza. Secondo: londa di mareaA causa dei venti fortissimi, che "ammucchiano" lacqua del mare verso locchio del ciclone e a causa dellabbassamento di pressione atmosferica, che fa alzare la superficie delle acque, luragano provoca unonda di marea ("storm surge") che può raggiungere anche gli 8-10 m. Questo significa che il mare avanza verso la terraferma, sommergendo e devastando tutte le terre che si trovano fino a 8-10 m sul livello del mare. Per assurdo: se un uragano investisse lalto Adriatico, londa di marea sommergerebbe città della pianura Padana a decine di km dalla costa. Per fortuna qui non potrà mai succedere. Terzo: le pioggeSe non bastasse, tutti i territori che sfuggono allonda di marea, vengono poi devastati dalle alluvioni conseguenza delle piogge torrenziali che si riversano nelle zone investite dalluragano. Possono cade anche 1500 mm in un solo giorno, con conseguenze facilmente prevedibili: frane, smottamenti, colate di fango. Il tutto in zone spesso poverissime, prive di una razionale organizzazione del territorio. Luragano Mitch, ad esempio, nellottobre del 1998, causò oltre 10.000 vittime nelle zone più povere del centro America. Se lo conosci lo evitiE' dai primi anni del 900 che è invalso luso di attribuire ad ogni uragano un nome, in base allordine alfabetico. Ad esempio, il primo uragano della stagione si chiamerà Albert, il secondo Bill e via dicendo. Fino agli anni 50, era consuetudine usare solo nomi di donna. Oggi, per par condicio, si usano entrambi.
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