L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 19 - 3 ottobre 2004 | |||||
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di Leonardo Apostolico
Sabato mattina, ore 6. La radio sveglia mi ha appena ricordato che è ora di alzarmi. La tentazione di rimettermi a dormire è tanta - ieri sera ho fatto tardi ad una festa a casa di amici, ma ormai avevo già preso questa decisione. Sono le 7 quando apro la porta dellappartamento. Fa caldo. Il termometro della mia Mazda Miata, comprata usatissima ad unasta su internet, segna 27 gradi; è già ora di tirar giù la cappotta, mettere gli occhiali da sole e accendere la radio. Sulla cartina, comprata in un distributore sulla Interstate 35, le distanze sembrano brevi, quasi da scampagnata domenicale. In realtà mi aspettano diverse ore di viaggio prima di arrivare a Fredericksburg. Non ho limiti di tempo, e non ho un programma; il mio è un vero e proprio "mini" road trip, mi posso fermare dove voglio e quanto voglio.
Una volta abbandonata la I-35, mi immetto sulla statale 290 WEST. La stazione radio che mi faceva compagnia sin da Austin mi abbandona subito dopo il city limit di Johnson City, città che prende il nome da Lyndon B. Johnson, presidente degli Stati Uniti durante la guerra del Vietnam. Cerco di risintonizzarla sulla stessa stazione, o almeno una stazione radio con lo stesso tipo di musica. Quello che trovo invece sono solo stazioni che mandano in onda country music, sembra come se la radio abbia una sola frequenza.
Riprendo la strada, per lo più una lunga e dritta striscia di asfalto in mezzo a colline verdissime. Sono circondato da alberi di pesco, dappertutto ed in ogni direzione solo e sempre pesche, pesce ed ancora pesche. Dopo tre ore di macchina, arrivo a Fredericksburg, città fondata dai primi emigranti tedeschi. Main street, la via principale che sorge sulla 290, è un susseguirsi di edifici in legno dove i più vecchi hanno ancora lo stile e larchitettura originale tedesca. Tutto è rimasto intatto e ben preservato dal 1846, quando John O. Meusebach arrivò in questa zona abitata dagli indiani Comanche. Ed i nomi di chiara origine tedesca sono presenti in ogni insegna, a volte pure nei segnali stradali. In effetti sembra quasi di stare in Germania, se non fosse per i 37 gradi. Dappertutto sorgono Biergarten, dove rigorosamente si serve solo birra tedesca e si mangiano salsicciotti. Purtroppo, come ogni cittadina turistica che fa del turismo la fonte principale di sostentamento, i vecchi edifici sono diventati negozi di souvenirs made in China, di antiquariato - più o meno autentico - e oltraggiosamente costoso e di T-shirt con la scritta "I did it in Texas" (lho fatta in Texas ... immaginate voi cosa). Vale la pena visitare lantica birreria, The Fredericksburg Brewing Company, dove si può degustare la birra appena prodotta e comunque, se non si è interessati alla birra, è il mescolarsi della tradizione tedesca con lospitalità texana a valer bene una sosta.
Dopo un pranzo da Der Lindenbaum a base di salsicciotti, crauti e mostarda bavarese seguiti da un Apfelstrüdel, riprendo la macchina direzione sud-ovest per visitare la prima città fantasma in programma, la pittoresca Morris Ranch. Quello che è rimasto di questa città, sono dei vecchi (1830 circa) edifici abbandonati, di quelli che si vedono nei film western, una scuola che le guide turistiche definiscono beautiful e una targa in pietra che ne racconta lorigine. A nord di Fredericksburg, alla fine della spettacolare (veramente) stradina che per 20 miglia sale in collina, cè la città fantasma di Crabapple con alcuni edifici ancora in piedi e una chiesa datata 1801. Onestamente, lunica cosa che mi ha impressionato è la spettacolarità del luogo. La stradina, bianca, sorge in mezzo ad una fitta vegetazione di querce e cactus (strana accoppiata, vero?), attraversa in più punti un ruscello e per percorrerla completamente bisogna fermarsi per ben 14 volte ad aprire i cancelli che delimitano le proprietà dei ranches del posto.
Mandrie libere di pascolare ed una numerosa popolazione di cervi sono assidui frequentatori della stradina. A sud-est di Fredericksburg cè la città fantasma di Luckenbach. Qui le mie aspettative, oltre al lungo viaggio, vengono ripagate completamente. E' una vera e propria cittadina, con il general store che fungeva anche da post office (linsegna originale è ancora attaccata sulla parete esterna) e da saloon, una dance hall rimasta intatta, il granaio, ledificio del fabbro e un gruppo di case in legno ricavato dalle cerque. Parlare di città fantasma è un eufemismo perché è sabato pomeriggio e ci sono molti visitatori. Inizio ad essere stanco ed accaldato. Compro una coca-cola al general store e mi siedo sulla staccionata del cortile del fabbro. E' piacevolissimo. Cè un pò di refrigerio dato dallombra di due enormi querce secolari sotto le quali tre uomini suonano la chitarra. Mi fermo ad ascoltarli. Le loro ballate parlano delle leggende "metropolitane" di personaggi del posto, ai più sconosciute. Scambio qualche parola con un signore dallaria vaghissimamente cowboy (forse per gli stivali ed il cappello che indossa?): in effetti è del posto. Mi dice che viene lì ogni sabato pomeriggio e mi spiega che quei concerti sono del tutto improvvisati, nascono spontaneamente tra le persone che visitano la città: basta avere una chitarra, o un banjo o un violino e sedersi sotto le vecchie querce per ricreare latmosfera dei tempi passati.
Ormai sono le 6, è ora di cercare un posto dove dormire. Con la macchina seguo le indicazione date da un insegna di un B&B (bed and breakfast) dal nome vagamente esotico: Tin Star Ranch. Ad accogliermi, seduto su una sedia a dondolo, cè il proprietario. Ascolta musica country e con il suo accento inconfondibilmente texano mi in vita ad entrare. Mi sistema in una casina costruita con tronchi di legno e spendo la mezzora che precede lora di cena a leggere nel portico che la circonda. Per la cena, insieme agli altri ospiti del ranch, ci ritroviamo nelledificio principale: una costruzione in legno e pietra che è anche labitazione del proprietraio. Il menù prevede un delizioso BBQ (leggi barbeque) di maiale e vitello che definire squisito è semplicemente riduttivo.
Il giorno dopo riparto alla volta di Gruene, viaggiando lungo la Ranch Road 1376. La strada non è affatto scenica, per lo più sempre e solo una lunga striscia di asfalto ma lora e mezza passata in macchina è pienamente ripagata una volta arrivati lì. La città è composta sia da rovine che da vecchi edifici ristrutturati e trasformati per la gioia dei turisti in gallerie darte, negozi di antiquariato e di souvenirs. Nonostante i numerosi turisti, è ancora piacevole passeggiare tra le antiche costruzioni in legno che compongono Main Street, sorseggiare una birra nel vacchio saloon che oggi funge da concert hall, e rilassarsi sulla riva del Guadalupe river dove spendo una buona parte del pomeriggio.
Ormai è tempo di riprendere la macchina e rientrare ad Austin, e mentre lo faccio gia penso al prossimo viaggio alla scoperta del Texas. | LETTURE
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