L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 19 - 3 ottobre 2004

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  CONFCOMMERCIO  

Un centro storico da rivitalizzare

A colloquio con il presidente Goracci


08cstoric04.jpg (21864 byte)"Stiamo lavorando per rivitalizzare il centro storico, per rilanciarlo in tutti i suoi aspetti. E’ difficile, ma ci riusciremo". Così si esprimono all’unisono il presidente della Confcommercio, Francesco Goracci, ed il vice Paolo De Stradis. "Abbiamo una serie di proposte, in primis per l’Amministrazione comunale - continuano - e speriamo di vederle accolte". E, tanto per scendere nel concreto, ne elencano alcune: "La farmacia pubblica va riportata nella sede storica di piazza Martiri, devono tornare nel centro storico l’ufficio postale e gli ambulatori medici che si sono spostati al seguito della farmacia ed anche diversi uffici, come l’ufficio del lavoro; anche le case rimaste disabitate devono essere abitate, magari prevedendo incentivi ed agevolazioni ad hoc per chi le usa; chiederemo inoltre di riportare la fiera in centro almeno per quattro volte l’anno, come avvenuto la seconda domenica di settembre, considerando l’esperienza dei giorni scorsi un’iniziativa molto positiva da ogni punto di vista. Il centro cittadino gremito di gente per tutta la giornata è stato un motivo di piena soddisfazione per gli espositori e per i nostri stessi soci; un successo che è stato frutto di tante collaborazioni e va condiviso con Comune, Pro Tadino, Ente Giochi, gruppo di Protezione civile, commercianti, espositori.

 

Altre idee intanto vengono avanti per il futuro: pensiamo, per esempio, agli appuntamenti della fiera del Beato Angelo a metà gennaio ed a quella di San Michele Arcangelo dell’8 maggio. Proporremo un’iniziativa mensile per il mercatino dell’antiquariato, da portare anche in centro, come deve tornare al centro anche il mercato settimanale; a dicembre, dal 17 al 24, organizzeremo "il mercatino del Natale", mettendo a disposizione stand e gazebo per articoli in mostra-mercato con addobbi, ceramiche, presepi ed articoli attinenti il periodo".

 

I problemi aperti sono molti. "Il parcheggio di piazza Mazzini è in ritardo, doveva essere pronto per la fine del 2004, speriamo che si affrettino i lavori; stesso discorso per le altre ricostruzioni in atto".

 

Ma la Confcommercio, che ha sponsorizzato il Palio dei Giochi delle Porte, lancia proposte serie anche in proprio: da ottobre inizia un corso di formazione da vetrinistra ed uno sulla legge 626 relativa alla sicurezza e mette in programma iniziative anche a Fossato di Vico ed a Sigillo.

 

Un dato positivo, indice della vitalità dell’Associazione è l’aumento del numero degli associati che ha raggiunto la quota di 300 iscritti e si saluta con molto favore anche la riapertura in centro di un nuovo grande negozio di generi alimentari in Corso Piave: "Un segnale che ci fa sperare bene per il futuro".

 

Alberto Cecconi

 


CENTRO STORICO

 

Fra ottimismo e realismo


Centro storico: fra ottimismo e realismo

 

di Antonio Campioni


Da anni ormai si parla di rivitalizzazione del centro storico e anche dal punto di vista amministrativo è diventato un obiettivo a medio e lungo termine. Rivitalizzare il centro storico è auspicabile, è possibile, è realizzabile? Tutti interrogativi che meritano una risposta.

 

L’obiettivo si persegue non con le manifestazioni "create" in piazza, ma nel far rientrare le famiglie ad abitarlo permanentemente, a prescindere dalla ristrutturazione del Teatro Talia e dalle costruzioni del nuovo ufficio postale e della nuova farmacia Calai (con gli ambulatori di medici associati). Il centro, per tornare a vivere presuppone un maggior numero di servizi (anche di nuovo tipo) e abitazioni decenti e confortevoli libere alla disponibilità di chi vuol tornare ad abitarci (anche coppie di giovani). Ci sono queste coppie e queste famiglie?

 

Alcuni (non pochi!) sostengono che non ci sono più le condizioni perché il centro rifiorisca: chi se n’è andato via, ora, ha la sua casa o la sua villetta in periferia e se la gode e non ha né interesse né intenzione a tornare nel centro. Un conto è venire al centro nel corso della giornata per usufruire di un eventuale servizio (es. Comune, farmacia, poste ecc.) un altro è "comperare" una abitazione (che per ora non c’è) per abitarla e se la gente non ritorna stabilmente il centro storico rimarrà vuoto con ulteriori rischi di ulteriore fughe. Rivitalizzare il centro è cosa diversa dall’organizzare una manifestazione per una serata! Di conseguenza i più realisti sostengono che solo pochi sarebbero i favorevoli alla rivisitazione del centro e forse sarebbero i primi a non tornare: chi se ne è andato per mancanza di una casa decente, di servizi igienici, di garage sarebbe disposto a tornare laddove era prima, se le "cose" non saranno radicalmente e diametralmente cambiate?

 

Forse è da questa ottica realistica che nascono le vere difficoltà perché il centro torni a vivere. Che fare allora? Occorre o no lavorare per favorire un rientro al centro in grande stile?

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