L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 18 - 19 settembre 2004

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Il monumento dei caduti sul lavoro

 

Giuseppe Pellegrini


13cadlavoro.jpg (13248 byte)Il termine "monumento" nel suo valore etimologico latino "monumentum, da moneo = ricordo", serve a designare un oggetto che tramandi la memoria di persone e di avvenimenti del passato. In senso generalissimo si dice monumento ogni avanzo di epoche trascorse, che, per interesse documentario o per qualità artistica, si configuri quale duratura presenza di uomini, eventi, culture, civiltà lontane nel tempo, indipendentemente dalla sua destinazione e dalla volontà originaria di affidare ad esso un ricordo.

 

Volendo risalire alle origini della concezione dei monumenti intenzionali potremmo riconoscere, almeno teoricamente, due motivi distinti: da un lato la volontà di affermare, esaltare e divulgare il nome e il prestigio di certe personalità divine ed umane o di istituzioni e di idee religiose o politiche, anche e soprattutto nel presente; da un altro lato la volontà di tramandare il ricordo di uomini e di avvenimenti alle generazioni future.

 

L’intenzione commemorativa è dominante nei monumenti che illustrano le imprese di personaggi e di comunità a ricordo di singoli eventi storici, talvolta rappresentati con immagini, come nel caso del "monumento ai caduti sul lavoro in Sigillo", opera dello scultore Mario Boldrini di Palazzolo.

 

Sigillo, con questo monumento, ha voluto ricordare i suoi figli caduti nell’adempimento del loro dovere, in ogni parte del mondo e quindi perpetuarne la memoria nei secoli. Un documento d’entusiasmo della popolazione sigillana verso coloro che hanno sacrificato la vita per il lavoro.

 

Nel giorno di Pasqua del 1940, fu inaugurata la prima lapide commemorativa, opera dello scultore Storelli, che si può ancora ammirare nella chiesa del cimitero, poi il popolo di Sigillo ha voluto rendere omaggio ai suoi figli caduti con queste parole: "Nelle quotidiane dure lotte per la vita caddero vittime oscure del lavoro, Sigillo li esalta tra i figli più cari, ne raccomanda l’anima alla bontà del Signore."

 

Esistono altri due monumenti, costruiti dal popolo sigillano, il primo è a Prasco in provincia d’Alessandria, è stato costruito nel 1892, per grazia ricevuta, dopo lo scampato pericolo dell’alluvione di quel periodo. Quest’edicola si trova vicino al ponte della ferrovia, costruito dall’impresa Agostinelli. Identica edicola, con diverse parole, eretta nei 1906 sì trova all’ingresso della Galleria del Sempione costruita dalla stessa impresa.

 

"Eresse quest’edicola e pose questa statua a Maria Madre di misericordia l’impresario Agostinelli, perché fosse monumento di grato animo alla Vergine segno di protezione al popolo di Prasco, tutela ai viaggiatori, anno del Signore MCCCXCII il dì 8 settembre". E’ doveroso portare il nostro pensiero riverente, mesto e orgoglioso ad un tempo, a quanti dei nostri fratelli, che, lasciato il paese natio, le persone care, sospinti dal più nobile bisogno dell’uomo, a trovare lavoro e da questo i mezzi economici per una onesta esistenza, non fecero più ritorno alle loro case, stroncati da tragico destino che spezza le loro fiorenti, laboriose esistenze e insieme tante speranze e tanti affetti.

 

Ancor più doveroso, per un Municipio, è tenere ordinato questo monumento, e non lasciarlo alla mercé dell’operosa gente di Sigillo, ricordandosi soltanto, di fare una "capatina" nel giorno del Primo Maggio, accompagnati da simboli o bandiere che nulla hanno in comune con persone che hanno donato la vita per il lavoro. Ci dobbiamo vergognare, Tutti!

SIGILLO

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