L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 18 - 19 settembre 2004

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Per piacere non fate confusione


Mentre il trionfo di Internet segna il dilagare delle informazioni non sempre corrette o controllabili, riprendiamo dai messaggi che riceviamo attraverso la posta elettronica due notizie diffuse quasi in contemporanea, relative alla situazione economica locale imperniata sulla ceramica, che sembrano destinate a seminare confusione.

 

Un comunicato diffuso dall’ufficio stampa del Comune, a margine della partecipazione al Macef autunnale di alcune aziende locali (Ceramica De Silva, Ceramica Tadinate, Ceramiche Pimpinelli, Ceramiche Spigarelli, Ceramiche Dolci Fabrizio, Ceramiche Cinzia Garofoli), riporta che "la maggior parte dei partecipanti si è dichiarata moderatamente soddisfatta dell’esito della fiera e dei buoni contatti presi coni compratori, i buyers, ma anche dell’interesse dimostrato dai semplici visitatori della mostra. Tutto questo anche se un bilancio dell’andamento del Macef si potrà tirare in maniera compiuta solo alla fine del mese, quando si avranno riscontri concreti anche sugli ordinativi. Sindaco e assessore, anche sulla base di quanto è emerso dai colloqui con i vari operatori gualdesi presenti in fiera, concordano nell’affermare che esiste un primo segnale di ripresa del settore della ceramica, un segnale che va comunque colto e indirizzato, anche attraverso politiche di promozione coordinate e che sfruttino le sinergie possibili a livello cittadino, magari incrementando anche il numero degli operatori coinvolti in queste azioni promozionali e di vendita".

 

Di ben altro tenore invece appare quanto scrive la CGIL in un suo comunicato: "I primi giorni di settembre si stanno dimostrando estremamente difficili per le attività economiche del nostro territorio. Molte aziende, soprattutto della ceramica segnano il passo e si trovano ad affrontare situazioni difficilissime. Da un lato aumentano le richieste di sospensione del personale, dall’altro anche i recenti appuntamenti fieristici non sembrano aver dato i riscontri sperati dagli operatori.

 

In una situazione di questo genere si impone una netta accellerazione rispetto alle risposte da dare ad una situazione che rischia di diventare drammatica da qui a breve. A rischio c’è la sopravvivenza di tante piccole e medie imprese della ceramica e non solo, e la relativa ricaduta occupazionale che aprirebbe un problema sociale di non facile gestione, mettendo a rischio il futuro economico di tante famiglie.

 

Da un rapido giro di incontri coi lavoratori ma anche con gli imprenditori emerge chiaramente che non c’è più tempo da perdere, vanno bene i tavoli e gli incontri ma occorrono urgentemente risposte concrete, fatti, provvedimenti urgenti non più procastinabili. Alle aziende non servono soldi, ma servizi in grado di renderle competitive sul mercato, servizi a 360 gradi, che riguardino nuove tecnologie, marketing, ricerca, formazione, logistica, qualità, progettazione. Occorre pertanto ridisegnare un modello di sviluppo basato su un nuovo patto sociale fra lavoratori e imprese prima di tutto.

 

La realtà purtroppo ci dice che le difficoltà aumenteranno da qui alla fine dell’anno, come sindacato siamo pronti e da subito a fare la nostra parte, ma occorrerà fermezza assoluta per evitare furbizie o fughe in avanti, la situazione difficile ci impone un’assunzione di responsabilità forte, restando ancorati alla realtà. Occorre costruire in fretta le basi per dare il via a risposte concrete ai bisogni dei lavoratori e delle imprese, siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo, senza nasconderci dietro all’ottimismo di facciata, sapendo che da questa situazione se ne esce solo se ci sarà un lavoro sinergico di tutti i soggetti interessati, senza che nessuno debba o possa sentirsi portatore di ricette salvifiche, o peggio ancora voglia imporre soluzione non condivise".

 

Come si vede sono due versioni diametralmente opposte della stessa realtà: non entriamo nel merito di stabilire quale dei documenti sia quello veritiero, tuttavia non possiamo esimerci dal far notare l’esigenza che, trattando di cose di tale importanza, si parla di cose serie, non si sta al bar a far libagioni con gli amici per cui, per piacere, si eviti di fare confusione. Le cose serie sono cose serie, la politica è un’altra cosa!

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