L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 18 - 19 settembre 2004

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Prigioniero di Tin.it


Non posso lanciare né una fune né un lenzuolo, e neanche segare le sbarre, perché questa è una prigione virtuale, dalla quale è più difficile uscire che da una galera reale. Sono prigioniero di tin.it, il gestore dei servizi di Internet con una linea ADSL ... sono ormai passati più di due anni dalla mia cattura, e sto a sognare l’agognata libertà. Tin.it che sta per Telecom Italia Net, non è per la verità un servizio di Telecom, il gestore telefonico di cui bimestralmente paghiamo il canone e le varie telefonate consumate in casa, ma una società diversa, quanto mai fantomatica, visto che da dicembre del 2003 tento invano di parlare con un loro amministratore. La Telecom ha anch’essa una linea ADSL ma il suo nome è Alice e trattasi naturalmente di altra cosa pur se i costi sono più o meno gli stessi. Alice la pagate in bolletta, mentre tin.it lo si paga attraverso un bollettino di versamento in c/c bimestrale, il che appunto fa capire che trattasi di gestioni diverse.

 

Da novembre 2003 fino a quasi tutto gennaio 2004 ho avuto disfunzioni sulla linea ADSL di tin.it, che mi hanno in pratica impedito di usare Internet per circa tre mesi ... ho parlato per ore con le gentili signorine di Tin.it e con molteplici tecnici che si sono via via succeduti, ma che non sono riusciti a risolvere il problema, nonostante sembrava avessero chiara la causa del disservizio. Soltanto dopo due mesi è venuto per un paio di volte un tecnico in carne ed ossa in casa mia che non ha fatto che constatare per la ennesima volta che il guasto dipendeva dalla loro apparecchiature.

 

Intanto se volevo usare Internet dovevo attivare un’altra connessione a pagamento e oltretutto molto più lenta. Quindi oltre ad aver dedicato decine di ore a tin.it per scrivere, parlare, protestare, trovare una soluzione, ho dovuto anche pagare due connessioni, quella della Tin e quella di Libero a cui ero costretto a collegarmi. Quindi molto tempo perso inutilmente e spese aggiuntive, senza che alla Tin venisse in mente di rimborsare i mesi che non ho potuto utilizzare il servizio ADSL a cui ero abbonato.

 

Alla mia richiesta di rimborso scrivono sempre che stanno esaminando il problema ... e sono passati ormai 8 mesi, quasi il tempo di un parto ... se per decidere di rimborsare un cliente la bolletta di almeno due mesi, ci vuole così tanto tempo, si vede che per fare economie hanno una sola persona che si occupa dei ricorsi dei clienti o che tali ricorsi siano qualche milione. Ho avuto un altro disservizio di 10 giorni recentemente ... impossibile usare Internet ... il tecnico è venuto il decimo giorno a constatare quello che io andavo ripetendo telefonicamente ai tecnici virtuali della Tin, e cioè che poteva quasi certamente essersi rotto il modem, in quanto i problemi erano cominciati dopo un temporale che aveva investito il paese. Bastava solo mandare a controllare subito, ma questo sembra una chimera, sono stato fortunato in fondo se la visita è arrivata dopo appena dieci giorni invece dei due mesi dell’altra volta.

 

Ho mandato disdetta perché non ne posso più di tutti i problemi creati, del contenzioso incorso e del mancato rispetto dei cittadini, i quali debbono solo pagare, quindi fare il loro dovere, ma in quanto ai diritti, non se ne parla proprio.

 

Nonostante sia il secondo anno che sono abbonato a Tin.it, la disdetta mi dicono che deve essere mandata almeno due mesi prima della scadenza del contratto ... io l’ho fatto un mese e mezzo prima credo, e per questo pare che non accetterebbero la mia disdetta ... parlo al condizionale perché non hanno mai risposto alla mia raccomandata, ma in compenso sono sempre collegato con loro e mi mandano regolarmente le bollette da pagare.

 

Non posso fuggire ... debbo rimanere prigioniero un altro anno di un gestore che non voglio, di cui non ho più fiducia. Ma è democrazia questa? Non è un abuso di potere? Una costrizione illegale verso i cittadini? Per quanto riguarda le assicurazioni da tempo è possibile andarsene quando uno vuole, perché questo principio non vale per tutte le altre cose? Come fa un onesto cittadino a ricordarsi tutte le scadenze contrattuali di tutti i servizi che gli vengono erogati? Perché se uno non ha più bisogno di quel servizio o non lo vuole più per i motivi più disparati deve pagarlo ancora per un anno? Potrei capire un blocco contrattuale di almeno un anno per il primo anno, così che i vari gestori possano rientrare delle spese sostenute, senza che i clienti se ne vadano il giorno dopo o un mese dopo, ma finito il primo anno si deve dare la libertà ai cittadini di cessare qualsiasi contratto con chiunque, altrimenti non si può parlare di libera concorrenza, perché se si è prigionieri di un gestore, risulta anche impossibile accedere ad offerte più vantaggiose che si possono nel frattempo presentare. Sembra che Alice ADSL dia libertà ai cittadini, dopo il primo anno, di mandare disdetta in termini meno perentori, garantendo un minimo di libertà ... perché Tin.it no? E perché il garante non interviene in questi casi? Perché lo Stato concede la licenza di operare a gestori che fissano clausole così vessatorie per i clienti e oltretutto non rimborsano i mesi o i giorni di mancato servizio? Possibile che viviamo ancora nella repubblica delle banane? Per pietà, liberatemi ... in qualunque modo e con qualunque mezzo, ma liberatemi dalla schiavitù di Tin.it. Non costringetemi a fare lo sciopero della fame ... sono troppo magro per permettermelo. Grazie.

 

Carletto Fiorucci

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