L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 18 - 19 settembre 2004

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Gli amici in ricordo

di Gianluca Goracci


Su un tratto delle mura medioevali della città in prossimità di porta Todi, ho Ietto una scritta fresca di vernice. Essa gridava: Gianluca, rimarrai sempre nel mio cuore. La città è Foligno non Gualdo, ed ho pensato che non poteva essere il nostro caro, scomparso la scorsa settimana.

 

Probabilmente era un amore perduto nella girandola delle notti estive, magari quel ragazzo abitava in una casa lì intorno, e quel grido era un appello accorato a ricominciare, o forse una minaccia, o un tenero ricordo in una sosta del cammino.

 

Sono passato più volte avanti a quelle mura e ogni volta ho riletto la scritta. Nella nebbia della memoria l’ho ricordato appena laureato nel mio studio, a chiedere consigli per la specializzazione, che poi finì nel nostro reparto, grazie ad una convenzione che stabilimmo con l’Università di Perugia. Quel suo modo gentile di muoversi e parlare, quel reclinare il capo nel sorriso, Io rendevano amabile come pochi altri. Ma ogni tanto un’inquietudine turbava i suoi occhi, come il ricordo di un antico dolore o il presentimento di qualcosa di nuovo che doveva accadere e che atterriva la mente. Una volta, con pudore, gli chiesi spiegazione, lui dette mostra di meraviglia, come di chi si sente scoperto, e lasciò cadere il discorso.

 

Lavorò da noi per un anno,con un contratto temporaneo che non si riuscì a trasformare in definitivo. Portò tanta energia nel reparto e caricò di entusiasmo tutti noi. Quando venne il momento di decidere se continuare con un nuovo contratto temporaneo o accettare altre proposte di lavoro, parlammo di nuovo a lungo, come tanti anni prima. Da allora non ci siamo rivisti più, e l’altro giorno al funerale c’era così tanta gente e le istituzioni e la musica, che è stato difficile sentirsi soli con lui, per parlarsi ancora. Però quella scritta sulle mura raccontava di un amore e l’amore non ha confini di spazio, di tempo, o di persone, e dunque attraverso quelle parole, io ho parlato un’ultima volta con il nostro Gianluca, e nei suoi occhi era scomparsa ogni traccia dell’antica inquietudine.

 

Marcello Paci

LA POSTA

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