L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 18 - 19 settembre 2004

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La riforma della scuola

Le novità rilevanti per i nostri alunni

 

di Riccardo Serroni


03rifscuola.jpg (17745 byte)Una prima percezione i genitori ed i bambini l’hanno avuta già con alcune spicciole anticipazioni, come l’ingresso nella scuola elementare a 5 anni e mezzo (il cosiddetto anticipo), la sperimentazione del portfolio in alcune classi ed i nuovi contenuti nei libri di testo adottati da quest’anno. E’ la riforma della scuola targata Moratti. Una riforma che ha fatto e fa molto discutere per alcune innovazioni che, per certi versi, rischiano di stravolgere la tradizionale organizzazione. Su alcuni punti (figura del tutor) si sta contrattando con i sindacati, su altre questioni si attendono indirizzi più precisi, ma la riforma sostanzialmente è partita e cerchiamo di individuarne gli elementi essenziali.

 

Le novità per alunni e genitori

 

L’anticipo

 

La novità più rilevante ed immediatamente percepibile è l’anticipo scolastico. La legge (è la n. 53 del 2003) prevede che può essere iscritto al primo anno della scuola dell’infanzia chi compie tre anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. Una successiva circolare differenzia i tempi dell’iscrizione tra chi è nato entro il 31 gennaio (che ha la precedenza) e chi è nato successivamente. La possibilità di iscrivere alla scuola dell’infanzia i bambini di 2 anni e mezzo è subordinata all’esistenza di intese tra i direttori regionali e gli enti locali per verificare se esistono le condizioni (servizi) per anticipare l’ingresso dei più piccoli. Inoltre occorrono nuove professionalità (chi gestirà i bambini di due anni e mezzo che hanno anche altre esigenze rispetto ai più grandi?). L’avvio di questa innovazione è, quindi, piuttosto difficoltoso.

 

Più facile, al contrario, l’introduzione dell’anticipo nella prima classe del primo ciclo della scuola primaria. Questa possibilità (ingresso a scuola per chi compie sei anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento) è già stata introdotta due anni fa in via sperimentale e non ha creato problemi di sorta. E’ sicuramente preferibile iscrivere a scuola un bambino un anno prima che iscriverlo direttamente in seconda come si faceva qualche volta nei tempi passati.

 

I programmi

 

Allegati alla legge ci sono anche programmi nuovi (le "indicazioni nazionali"). Salto a pié pari la diatriba ancora in corso a livello sindacale e culturale sulla loro opportunità ed efficacia. C’è di fatto che sono stati presentati come allegati alla riforma ed i nuovi testi scolastici della scuola primaria si configurano ad essi. La novità più rilevante, quella che sicuramente non sfuggirà ai genitori, è la diversa impostazione dell’insegnamento della storia. Fino a ieri nella scuola elementare si studiava la storia dai primi uomini ai giorni nostri e lo stesso programma (naturalmente ampliato) veniva ripetuto nella scuola media. I nuovi programmi prevedono un percorso unico nel primo ciclo. Quindi nella scuola primaria (ex elementare) si arriverà fino all’inizio del Medioevo e nella scuola secondaria di primo grado (ex scuola media) si proseguirà il percorso fino ai giorni nostri. Analoghe impostazioni sono state utilizzate per la redazione dei programmi geografici e scientifici.

 

Piani di studio personalizzati

 

E’ questa un’altra delle novità rilevanti della riforma e che coinvolgerà direttamente i genitori, perché saranno chiamati a decidere sull’argomento insieme agli insegnanti. Qualcuno tende a confondere il piano di studi personalizzato con l’individualizzazione dell’insegnamento, presente già nella didattica tradizionale. In realtà si tratta di due concetti e modalità di lavoro differenti. L’insegnamento individualizzato prevede un percorso differenziato ma per far raggiungere a tutti gli stessi traguardi di apprendimento. Il piano di studio personalizzato conduce, invece, a traguardi differenziati sulla base delle disuguaglianze di partenza dei bambini, sulle loro esigenze e sulle aspettative dei genitori. Il rischio è "che, mentre la strategia dell’individualizzazione risponde all’esigenza di dare di più a chi ha di meno, la strategia della personalizzazione sortisce l’effetto di dare di meno a chi ha già di meno e di più a chi ha già di più". Determinante sarà la mediazione degli insegnanti nella loro prerogativa di autonomia scolastica affinché "la differenziazione dei percorsi venga finalizzata alla riduzione degli insuccessi e alla promozione delle eccellenze per dare più efficacia agli esiti formativi attraverso l’attenzione alle diverse modalità di apprendimento (tempi, ritmi, motivazioni, stili cognitivi, ...)".

 

Portfolio delle competenze individuali

 

E’ uno strumento nuovo "che dovrebbe rispondere alla duplice funzione di documentazione del percorso formativo e di certificazione delle competenze/abilità acquisite da ciascuno studente". Il documento, redatto anche con la collaborazione dei genitori e degli stessi alunni, non trova, nella legge, una sua configurazione precisa. Se, nel frattempo, non arriveranno ulteriori chiarimenti le singole scuole, nella loro autonomia, dovranno studiarne le caratteristiche e le componenti essenziali. Sarà, comunque, una documentazione (un quadernone contenente il piano di studi personalizzato, le valutazioni e le documentazioni consistenti nei lavori più significativi degli studenti) che l’alunno si porterà dietro in tutto il suo percorso formativo nei diversi ordini di scuola.

 

Il tutor

 

Ad avere una responsabilità prevalente nella predisposizione dei piani di studio personalizzati e nella realizzazione del portfolio sarà un insegnante tutor. Al momento in cui scriviamo c’è una serrata trattativa tra sindacato e governo intorno a questa nuova figura professionale che implica diverse problematiche (minore collegialità tra docenti, codificazione di questa nuova figura sul contratto, diversa organizzazione didattica perché il tutor nelle prime tre classi della scuola primaria sarà un insegnante prevalente con almeno 18/21 ore di insegnamento frontale su un gruppo classe). E’ un problema, comunque, che riguarda più gli insegnanti che non i genitori e gli alunni, anche se poi l’organizzazione del lavoro si rifletterà inevitabilmente su di loro.

 

Attività opzionali e non

 

Al fine di realizzare i piani di studio personalizzati è cambiata la proposta del tempo scuola. I genitori sono stati chiamati a scegliere, oltre le 27 ore obbligatorie, 3 ore opzionali e facoltative e fino a 10 ore di mensa per i tempi pieni. E’ in quelle tre ore opzionali laboratoriali che si caratterizzano soprattutto i piani di studio personalizzati perché gli alunni potrebbero seguire attività differenziate, tra quelle proposte dalla scuola, sulla base delle loro scelte (mediate naturalmente dai genitori) in virtù delle loro necessità, delle loro attitudini e dei loro desideri.

 

Queste, dunque, sono le novità più rilevanti della riforma della scuola. Come sempre ci vorrà del tempo perché tutte le componenti le assimilino, le digeriscano e ne facciano uno strumento di crescita degli alunni e non di un loro impoverimento culturale (secondo alcuni c’è questo pericolo). Gli insegnanti hanno tutti gli strumenti culturali e normativi (l’autonomia scolastica) per dare agli studenti quegli strumenti di conoscenze, abilità e competenze che servono loro per essere protagonisti attivi nel nostro tempo che cambia così velocemente.

 

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SCUOLA

 

Il percorso dello studente

 

Nuova preside alle superiori

 

Dal 4 ottobre la mensa

Il percorso dello studente


Scuola dell’infanzia (da 2 anni e mezzo a 6 anni)

 

Primo ciclo (da 6 a 13,5 anni)

a) Scuola primaria

Ia 6-7 anni

1° biennio (classi IIa e IIIa)

2° biennio (classi IVa e Va)

b) Scuola secondaria di primo grado

1° biennio (classia Ia e IIa)

IIIa classe (14 anni)

 

Secondo ciclo (da 14 anni a 19 anni)

Con due percorsi distinti: Liceo e Formazione professionale

 

Ma la riforma del 2° ciclo la glissiamo perché è ancora oggetto di discussione.

 

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Nuova preside alle superiori


Gli Istituti Superiori Statali di Gualdo Tadino (Liceo Scientifico, Geometri, Istituto Commerciale) hanno una nuova preside nella persona della dr.ssa Paola Lungarotti. Al neo dirigente vanno i nostri migliori auspici per un lungo e proficuo lavoro al servizio dei ragazzi.

 

Al prof. Ettore Pelloni gli auguri per una lunga e serena pensione.

 

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Dal 4 ottobre la mensa


Come ogni anno, vuoi per esigenze di bilancio e vuoi per esigenze amministrative, la data d’inizio della mensa scolastica nel comune di Gualdo Tadino è posticipata rispetto all’inizio dell’anno scolastico. A parte l’asilo nido (la cui mensa prenderà avvio il 20 settembre), in tutti gli altri ordini di scuola la refezione scolastica inizierà il 4 ottobre. E senza mensa le lezioni, fino al 4ottobre, si terranno esclusivamente in orario antimeridiano. In queste prime tre settimane, non essendoci la possibilità di esaurire l’orario scolastico su cinque giorni, non è previsto il sabato libero in quelle scuole che l’hanno adottato negli anni scorsi. Presso il "Bambin Gesù" la mensa inizierà il 27 settembre.

 

Ecco in sintesi gli orari di questo avvio dell’anno scolastico.

 

Scuole dell’infanzia: Comunali (Centro, Rigali, Cerqueto): 8,00-13,00; statali: 8,00-12,30; Bambin Gesù: 8,00-12,00;

 

Scuola Primaria (ex elementari): San Rocco 830-13,00; Cerqueto 8,25-12,55; San Pellegrino 8,10-12,45; Capoluogo: 8,10-12,40; Grello-Morano 8,05-12,35; Cartiere 8,15-1245; Bambin Gesù

 

Scuola Secondaria di primo grado (ex media): 8,30-13,30.

 

Come sempre fervono i lavori in questi giorni per rimediare alle carenze strutturali esistenti. Problematiche che i dirigenti scolastici della nostra città hanno rappresentato al neo assessore alla Cultura-Scuola Diego Pascolini. Lo stesso assessore, nel rinnovare l’augurio a tutto il personale docente e non docente e un in bocca al lupo agli studenti, ricorda che la struttura e gli uffici comunali sono quotidianamente a disposizione di tutte le componenti del mondo della scuola.

 

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