L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 18 - 19 settembre 2004

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ECONOMIA

Un tavolo di lavoro interlocutorio


Un tavolo di concertazione sui problemi dell’economia gualdese piuttosto affollato si è tenuto presso la sala consiliare su convocazione del sindaco Angelo Scassellati, presenti gli assessori Gilberto Garofoli ed Elisa Bellucci, l’assessore regionale Ada Girolamini e quello provinciale Riccardo Fioriti, le organizzazioni sindacali e di categoria, il mondo finanziario delle banche e le scuole per discutere dei principali temi economici della città.

 

Nella sua introduzione il sindaco ha sottolineato come lo sviluppo economico della città sia uno degli obiettivi centrali dell’attività della Amministrazione comunale, con riferimento alla congiuntura internazionale e alle difficoltà che essa ha rappresentato per il sistema gualdese, esprimendo tuttavia fiducia negli imprenditori di Gualdo nelle loro capacità e nella loro integrità, con la consapevolezza che qualcosa deve cambiare e deve esistere un rapporto più stretto tra le forze che hanno contribuito allo sviluppo della città. Un passaggio dell’intervento è stato riservato alle nuove opportunità offerte dal completamento del nuovo sistema viario, Flaminia e Perugia-Ancona; non è mancato un riferimento al patrimonio ambientale, ricchezza che deve essere tutelata e conservata, ma anche utilizzata, un’opportunità da sfruttare; quanto al centro storico il Comune sta facendo investimenti per dotarlo di parcheggi e servizi, creando un nuovo centro servizi una scommessa per l’economia gualdese per la cui espansione il nuovo PRG prevede 80 ettari a disposizione delle zone industriali.

 

Secondo Carini (Confartigianato e Centro Ceramica), non è il momento di abbassare la guardia, ma occorre riprogettare il modello di sviluppo dell’economia gualdese chiedendosi dove devono andare le aziende nel futuro, non credendo nella delocalizzazione delle aziende e suggerendo di formare un gruppo di lavoro che individui le soluzioni concrete.

 

Roberto Barberini, intervenendo per l’Assoindustria, ha sottolineato come ben vengano tavoli del genere, ma che occorre avere risposte pratiche ai problemi, dicendosi favorevole al centro servizi, che sappia essere un valore aggiunto per le aziende gualdesi.

 

Molto apprezzato l’intervento dell’assessore provinciale Riccardo Fioriti che ha fatto un quadro della situazione del sistema Italia, riprendendo anche l’allarme lanciato da Barberini sulla concorrenza di paesi come la Cina. Ma ha anche portato ad esempio il settore del cashimir di come, in un settore in crisi come il tessile, l’Umbria sia riuscita a divenire leader a livello internazionale. Puntare quindi sulla qualità, unendo tutte le risorse e tutte le energie per un obiettivo unico.

 

Per la Cna Vestrelli ha reclamato interventi portanti per rendere competitive le aziende, come ad esempio quelli che si possono operare nel settore dei costi energetici.

 

Per la Cgil Massimiliano Presciutti ha lanciato un grido di allarme per la ceramica di Gualdo, chiedendo che vengano individuate priorità e soluzioni ai problemi, non creare carrozzoni che non li risolvono.

 

La neo preside del "Casimiri", Paola Lungarotti, ha sottolineato come una sfida vincente deve essere quella dell’investimento per migliorare la qualità della scuola, che deve passare dal saper fare al saper essere, per rendere i ragazzi competitivi, valorizzando l’autonomia degli istituti.

 

Per la Confcommercio Cardinali ha chiesto interventi mirati per il settore soprattutto nel centro storico, chiedendo al tempo stesso interventi sul turismo.

 

Le conclusioni sono state affidate all’assessore regionale Ada Girolamini, che ha fatto un excursus iniziale sui grandi temi del patto per l’Umbria, sottolineando come l’obiettivo primario sia proprio quello di fornire risposte concrete, preannunziando in fase di emanazione una legge regionale sulla gestione di servizi, che è stato uno sforzo e un lavoro difficile, perché prevede un cambiamento nel modo di gestione della cosa pubblica.

CRONACA

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