L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 17 - 5 settembre 2004

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Riqualificazione della Flaminia e "quattro corsie"

Non basta la prima, sono necessarie le ultime

 

La riqualificazione della statale Flaminia da strada regionale a strada statale non è che il primo passo di un percorso che ha come obiettivo finale l’allargamento della sua carreggiata dalle due attuali alle quattro corsie, così si è espresso il coordinamento dei Sindaci di Foligno, Valtopina, Nocera Umbra, Gualdo Tadino e Fossato di Vico.

 

L’obiettivo finale resta, però, il superamento dell’attuale tracciato a due corsie, assolutamente inaffidabile dal punto di vista della sicurezza ed inadeguato ad assolvere alla funzione di collegamento fra due sistemi viari d’interesse nazionale, tra lo svincolo, a nord, della Perugia-Ancona ad Osteria del Gatto e gli snodi, a sud, della rete viaria che si dirama da Foligno.

 

Attualmente la Flaminia è a quattro corsie solo tra Foligno e Spoleto. Da Terni a Spoleto è una sorta di vecchia mulattiera, da Foligno a Nocera è nuova, ma a due corsie, da Nocera al confine con le Marche torna su un tracciato con tratti pericolosissimi. E’ chiaro che per "confine con le Marche" s’intende il Valico di Fossato di Vico e non il Passo di Scheggia, quindi ci si chiede: "il tratto Cantiano-Osteria del Gatto, che fine farà?". E per non entrare nella spirale della politica ci affidiamo alla storia per suffragare e perorare la causa della Flaminia relativa al tratto che interessa anche Sigillo.

 

Il 19 aprile 1962, si tenne a Cagli il "primo convegno sulla viabilità per la sistemazione e l’ammodernamento della strada statale n. 3 Flaminia". Relatore ufficiale era l’ing. Arnaldo Camosci; erano presenti: Giuseppe Panico, sindaco di Cantiano, Igino Giovannini, vice sindaco di Sigillo, Angelo Nardi, sindaco di Scheggia, Nicola Cherubini, vice sindaco di Costacciaro, Armando Baldassini, sindaco di Gualdo Tadino, Agostino Bazzoli, vice sindaco di Fossato e rappresentanti della politica, delle provincie di Pesaro e Perugia.

 

Dalla relazione dell’ing. Camosci: "la strada che dovrebbe unire il Tirreno all’Adriatico e la sua realizzazione non risolverà solo il problema Flaminia, poiché essa è un’arteria che, in ordine di nomenclatura è fondamentale nel tracciato stradale italiano. La presenza di notevoli centri urbani lungo il suo tracciato, dimostra che nel tempo, questa strada ha servito degli interessi perché altrimenti sarebbe stata superata da altri tracciati, se essa non avesse assolto i compiti per i quali fu creata. La presenza di numerosi centri lungo la Flaminia ci dicono la convergenza d’interessi lungo quest’arteria che si vorrebbe declassare, creando così una zona di vuoto economico. Una vasta lingua di terra verrebbe avulsa dal traffico. La Flaminia è la strada fondamentale che avvicina la regione Adriatica con la regione Laziale e, lasciarla in disparte, è assolutamente inconcepibile principalmente da un punto di vista commerciale. Un gran settore appenninico sarebbe interessato al problema turistico ed il turismo, si apre la dove vi può essere una penetrazione facile".

 

La relazione dell’ing. Camosci, è molto lunga, ma i problemi dibattuti oltre quarant’anni fa sono sempre gli stessi. Ora ci chiediamo che fine farà la Flaminia da Cantiano ad Osteria del Gatto? Certamente non diventerà a quattro corsie, ma i centri attraversati dalla consolare come si comporteranno? I loro sindaci, che non vediamo apparire nel coordinamento dei sindaci, che parte hanno avuto o avranno per questo tratto di Flaminia abbandonata da Dio e dagli uomini?

 

Le risposte a queste domande sono scritte nei programmi delle amministrazioni locali, noi, poveri cittadini, dovremmo stare attenti quando ci mettiamo in cammino per andare al lavoro o altro.

 

Giuseppe Pellegrini

SIGILLO

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