L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 17 - 5 settembre 2004

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito

Da americano a Gualdo Tadino

Considerazioni di Mauro Monsignori sul suo ritorno a casa

C’è una certa analogia tra Gualdo Tadino e Powell, la piccola cittadina dell’Ohio dove abito tuttora. Uno degli argomenti più frequentemente dibattuti ne L'ECO del Serrasanta e nel ThisWeek Olentangy (settimanale locale) riguarda il progetto di rivitalizzazione del centro storico. Come per Gualdo, anche qui a Powell, l’attività nel centro città va diminuendo di anno in anno. La gente non ci abita più, le attività commerciali trovano molta difficoltà a mantenersi in vita ed è molto più facile vederne chiudere qualcuna che aprire di nuove.

Un’altra analogia è che ad una diecina di chilometri c’è un’altra cittadina, Worthington, che non ha assolutamente lo stesso problema. Il suo centro storico è ben organizzato, molto vitale ed attivo ed è un piacere trascorrerci del tempo libero ed abitarci. Nel nostro caso mi sembra opportuno di fare un paragone con il centro storico di Gubbio. Anche se la struttura delle città e le culture sono completamente diverse ed impongono diverse soluzioni per risolvere il problema, credo che in entrambi i casi la domanda che i cittadini si pongono sia: cosa il centro mi offre per invogliarmi ad andare lì? Un piacevole luogo per socializzare, migliori prodotti per far shopping, attività culturali interessanti, un luogo turisticamente attrezzato, ecc. Qui credo sia la differenza tra Powell e Worthington e tra Gualdo e Gubbio. Sia Powell che Gualdo dovrebbero guardarsi intorno e considerare in che modo le altre cittadine hanno risolto il problema.

Moltissimo dipende dalle amministrazioni locali nel migliorare l’assetto del centro perché possa essere un piacevole luogo di aggregazione, ed una buona parte dipende dai privati perché offrano prodotti e servizi per i quali valga la pena di fare qualche chilometro in più, spendere un po’ per trovare un parcheggio e fare due passi a piedi. La presenza di un adeguato parcheggio nelle vicinanze è una condizione essenziale, come pure la possibilità di passeggiare e muoversi senza dover dribblare tra le auto o respirarne lo smog. La disponibilità di periodiche manifestazioni culturali e sociali sono uno stimolo per riportare i cittadini a ritrovare il centro. Trovo l’idea di riportare il mercato o attività come il mercatino
dell’antiquariato in centro molto azzeccate, mentre strutture strategiche come l’Ufficio Postale (o simili) hanno bisogno di un accesso più facile ed un parcheggio adeguato. L’idea della grande piazza mi ha affascinato molto e ritengo che certe volte ci vuole anche del coraggio per fare qualcosa di innovativo. Forse anche dove c’era il Colosseo, prima c’era qualche edificio importante!

Mi piace entrare in questo argomento perché, ultimamente, dopo sei anni, sono ritornato a Gualdo, anche se per pochissimi giorni, con la mia famiglia e, detto con molta franchezza, ne sono rimasto un po’ deluso. Tra i numerosi cantieri del centro, le auto parcheggiate dappertutto e un po’ anche complice il tempo non proprio bellissimo che non mi ha permesso di girare molto, non sono riuscito a risentirmi a casa mia. Ho trovato Gualdo estremamente caotica, con un traffico terribile nei due "centri" (la piazza e la Flaminia) e quello che è peggio, l’ho trovato senza una vera identità. Tanti problemi come una grande città, ma senza i benefici sociali e culturali.

La ricostruzione del terremoto poteva essere una occasione per pianificare una Gualdo futura nell’obbiettivo di un miglioramento della qualità di vita. Spero di avere avuto una impressione sbagliata, ma a me sembra che ognuno abbia pensato solo a sistemare il proprio orticello. La situazione del centro storico e il caotico concentramento di attività? lungo il breve tratto di Flaminia mi sembrano confermare che non c’è stato nessun piano di miglioramento urbanistico. Peccato!

Il sole uscito durante la domenica, ci ha permesso di fare una passeggiata a San Guido e nel pomeriggio di visitare la Rocca Flea. Passeggiare lungo la pineta mi ha fatto risentire per un po’ la mia Gualdo. La Rocca Flea è bellissima, è stata restaurata in modo eccellente ed è un pregevole contenitore culturale e con la mostra di Matteo da Gualdo dimostra proprio l’alto livello di manifestazioni culturali che Gualdo può proporre. Per noi è stato un bellissimo ritorno visto che a causa del terremoto ci siamo sposati proprio dentro la stanza del cardinale).

Peccato, come al solito, tutte quelle auto parcheggiate sulla via adiacente. Putroppo il tempo inclemente nei giorni seguenti non ci ha permesso di visitare né la Rocchetta né i prati di Valsorda. Nessuno può negare la grande potenzialità turistica di Gualdo con le splendide risorse naturali e le ottime risorse culturali che possiede. Manca solo il coraggio politico (come mi dicevano alcuni operatori turistici di Senigallia, il turista non porta voti) di investire risorse nel settore. Con un po’ di qualunquismo, non mi sembra che da nessun aspirante sindaco ci sia stato un serio programma in questo settore: Gualdo dei gualdesi e per i soli gualdesi sembra sia il motto, ma è veramente questa la corretta ricetta per dare alla città un futuro di prosperità?

L’Umbria è qui in USA ormai conosciuta quasi quanto la Toscana. Agriturimo, corsi di cucina e ceramica possono essere delle armi vincenti. Ma serve tempismo ed una struttura turistica completa ed affidabile con servizi, attrezzature e proposte più moderne. Le "Terre del Verde" mi sembra una ottima idea orientata in questa direzione se e quando riuscirà a fornire al turista tutti i servizi che propone.

Al di là di Gualdo città, è stato per noi un vero piacere rivedere i nostri vecchi amici e parenti e ringraziamo tutti per la sincera accoglienza e la grande ospitalità che ci hanno manifestato. Le mie due bambine, Gabriella e Kate, hanno fatto subito amicizia con tutti superando agevolmente la barriera linguistica e spesso ancora parlano dei loro amici italiani e di quando potranno rivederli. Ci mancheranno anche i deliziosi pranzi di zia Edda, della signora Vera e della mamma di Alberto. I quattro giorni trascorsi a Gualdo sono volati via in
un batter d’occhio e senza controllo. Ho il rammarico di non aver potuto trascorrere qualche giorno in più per rivedere molti dei miei vecchi amici e trascorrere del tempo con loro. Mi scuso con loro e li aspetto qui negli USA.

Mauro Monsignori

TURISMO

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito