L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 17 - 5 settembre 2004

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito

Il pannello di Piera Giusepponi

Un omaggio a San Francesco e a Nicolò Alunno della ceramica gualdese

 

di Enzo Storelli

 

10pangiusepp.jpg (20146 byte)Prosegue con questo attento lavoro di Piera Giusepponi una consuetudine radicatissima nella tradizione ceramica gualdese: il tema desunto da fonte iconografica d’autore. Ciò non è solo caratteristica dei ceramisti di Gualdo Tadino, ma diffusa in passato, poiché il maestro di maiolica era guidato dalle stampe, dalle illustrazioni di libri, dai dipinti, da altre fonti, o da appositi disegni forniti dagli artisti. Emblematica, di questa tendenza, la ceramica derutese al tempo del Perugino.

 

Opera ben riuscita anche quella che si inaugura oggi, per la chiarezza della "traduzione", del segno che costruisce la figura (e segnare con il pennello è più arduo che con la matita), per la notevole resa del prato fiorito sul quale si erge l’ascetica, espressiva immagine di San Francesco. Ci complimentiamo vivamente con l’autrice per essere così bene entrata nel soggetto.

 

All’Assisiate è, dunque, dedicato questo bell’arco medievale, il sesto che accoglie pannelli ceramici nel quadro dell’arredo di "antiche porte" di Gualdo Tadino attraverso la maiolica disposto dal Comune. L’intensa, patetica figura, tratta dalla pittura dell’Alunno, dal suo polittico gualdese (1471), ricorda suggestivamente il grande Santo umbro, quanto Gualdo deve a lui in termini di storia religiosa della città e del territorio insieme a San Benedetto.

 

Prima di procedere non sarà superfluo rammentare che i tre nodi nel cordone del saio grigio simboleggiano i tre voti di povertà, castità, obbedienza propri del Santo e del suo Ordine.

 

Di San Francesco, questa rappresentazione pone in risalto l’alta spiritualità, quel rigoglioso prato fiorito un passo del suo "Cantico delle Creature", mirabile espressione del sentimento di amore fiducioso, riversato su tutto il creato, che a conclusione della sua vita Francesco lascerà ai suoi seguaci: "Laudato sì, mi Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba".

 

Come gualdesi ci viene spontaneo ricordare che a San Francesco è dedicata la vicina insigne chiesa già dei Conventuali, divenuta nei secoli un autentico santuario dell’arte, l’arte sacra che è insieme veicolo di cultura e di fede. Credo sia ormai prossimo l’atteso intervento di restauro post-terremoto del monumentale edificio gotico. Anche tale "vicinanza" ha consigliato la scelta del sito dove porre il soggetto che inauguriamo in versione ceramica: testo tra i più rappresentativi di Nicolò di Liberatore detto l’Alunno, cui Foligno sta rendendo omaggio con l’apertura di una storica retrospettiva a Palazzo Trinci nel quinto centenario della morte. Invito a visitarla, non dimenticando che Gualdo si vanta di possedere un suo capolavoro.

 

Considero questa la più alta raffigurazione di San Francesco, dell’"alter Christus" offerta dal Folignate, artista dalle sottigliezze quasi fiamminghe, del quale così il Berenson: "Niccolò sente acutamente, esprime senza attenuazione ...". Sono convinto che essa avrebbe commosso il laico vate Giosuè Carducci, sempre profondamente ispirato dall’Umbria e dal Poverello, quando chiede che nel cielo di Assisi si profili l’immagine di lui: "Oh che una traccia diami il canto umbro de la tua parola, l’umbro cielo mi dia de la tua faccia!".

 

Poco più avanti da qui troviamo la versione in ceramica di un altro soggetto francescano: "San Francesco che presenta il libro della sua Regola al Bambino e alla Madonna", in alto "Angeli musicanti", in basso una fascia istoriata con le "Stimmate del Santo", "San Michele Arcangelo", il "Beato Angelo". Sapete che ciò è riuscitissimo lavoro di Alfredo Santarelli, che nel 1930 vi traspose in maiolica un affresco di Matteo da Gualdo sito nella vicina San Francesco, traendo gli Angeli che sovrastano la composizione da quelli della "Maestà" dell’Oratorio dei Pellegrini ad Assisi, opera dello stesso Matteo.

 

Annoto opportunamente che il modello del "San Francesco" dell’Alunno, qui commentato, fu inserito dal Santarelli nella complessa decorazione dell’edicola sul ponte di Petrignano (1946).

 

A distanza di settantaquattro anni dalla realizzazione di uno dei primi esempi di arredo urbano gualdese attraverso la ceramica torniamo a celebrare il Patrono d’Italia con l’arte che ci è più congeniale.

CERAMICA

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito