L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 17 - 5 settembre 2004 | |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||
Riecco la voce del vecchio "Morettini" Inaugurato con un concerto, dopo due anni di pazienti restauri, l'organo del 1861 della basilica. Un autentico pezzo di storia, ma anche un'autentica sorpresa per i numerosi presenti.
Una famiglia di organari
Lorgano fu realizzato a Perugia, fra linverno del 1860 e la primavera del 1861 dalla famiglia di organari perugini Morettini che, nellarco di circa un secolo costruì circa 350 di questi strumenti per molte delle principali chiese dellItalia centromeridionale. A costruirlo, con un paziente lavoro, furono Angelo, il capostipite (vissuto fra il 1799 e il 1877) e suo figlio Nicola, operante fino al secondo decennio del Novecento.
Breve storia del "Morettini" gualdese
La storia di questorgano inizia il 23 giugno del 1860, giorno nel quale viene redatta una scrittura privata, una sorta di contratto, fra lallora parroco di San Benedetto, don Giovanni Battista Sergiacomi e due esponenti della famiglia Morettini, Angelo e suo figlio Nicola. Il documento, oggi conservato nella biblioteca capitolare della basilica concattedrale di San Benedetto, ci informa che il committente dellopera fu lassemblea del capitolo cattedrale del 17 maggio 1860, la quale deliberò di dotare di un organo nuovo la Collegiata di Gualdo. Dellorgano vecchio, si dice che - recita testualmente il contratto ... "allorquando il sig. Morettini si sarà condotto qui in Gualdo per mettere in attività il nuovo organo dovrà apprezzare" cioè stimare "il vecchio attualmente esistente e quindi sia in libertà del Capitolo di ritenerlo per suo ovvero di cederlo al sig. Morettini per lo stesso prezzo da esso giudicato a conto di pagamento del nuovo da sé fatto". In pratica, lorgano vecchio viene, per così dire, "rottamato", ceduto come usato a Morettini per ottenere uno sconto sul nuovo, a patto che il prezzo sia congruo.
Piccolo ma favoloso
Il documento ci informa, poi, che il nuovo strumento "avrà i principali di 8 piedi e sarà composto di 23 registri". Si tratta, quindi, di un organo non colossale, che non giunge ai registri di principale di "trigésima terza" e "trigésima sesta" come gli strumenti più grandi costruiti dai Morettini, ma che contempla una notevole varietà nei registri e nei timbri. Interessante anche notare la presenza del cosiddetto "gariglione" - nientaltro che una storpiatura del francese carillon - che indica la presenza di campanelle e suoni metallici che non si ritrovano molto spesso negli organi di questepoca, ma che accomunano gran parte di quelli costruiti dai Morettini e ne costituiscono, per così dire, una firma.
Caro, ma fatto per durare ...
Il prezzo stabilito è piuttosto salato: 500 scudi romani di argento. Fatti i dovuti calcoli e al netto dellinflazione, tale cifra equivale a circa 20.000 degli attuali euro, vale a dire 40 milioni delle vecchie e tanto rimpiante lire. "La quale somma verrà amessa in rate: cioè 200 nellepoca della collocazione, i residuali 300 in 3 rate annue eguali successive." Fu una grande spesa, anche perché a carico dei committenti furono poi tutte le spese di trasporto, alloggio dei lavoranti, di falegnameria e via dicendo. Il risultato però fu eccellente e, a distanza di 140, il "Morettini", tornato come nuovo e con solo un motore elettrico al posto degli scomodi mantici, ha fatto di nuovo sentire la sua voce: squillante, variegata, penetrante, multiforme. Tagliata su misura per gli ambienti della basilica di san Benedetto.
Un concerto memorabile
Merito di questo trionfale ritorno è stato sia del maestro Claudio Felice Pericoli, che è riuscito - pur esperto di organi di ben altra mole, di cui resta uno dei più grandi esecutori italiani - ad eseguire un repertorio tagliato su misura per il "Morettini" ; sia del maestro Learco spigarelli, che ha saputo fondere perfettamente il timbro della sua tromba a quello delle canne da 8 piedi del vecchio organo.
Eseguiti, per la gioia del folto pubblico, brani sei-settecenteschi, per organo e per organo e tromba. Ricordiamo Trumpet Tune dellinglese Henry Purcell; il corale Valet will ich dir geben di Johann Sebastian Bach; la Marcia in Fa maggiore per tromba ed organo di Giovan Battista Lully; i Tre versi e il Postcommunio tratti dalle Sonate dintavolatura per organo e cembalo op. 1di Domenico Zipoli; e poi la sonata in si bemolle maggiore, per tromba ed organo di Jean Baptiste Loillet; una poco conosciuta, ma stupenda, Fantasia e fuga in la minore di Johann Sebastian Bach; la Sonata in re maggiore per organo e tromba di Giuseppe Torelli. Particolarmente gradita al pubblico - e congeniale alle caratteristiche tecniche dellorgano - lesecuzione di alcuni brani tratti dalla Messa per organo in sol maggiore di Giovanni Quirici, singolare musicista lombardo, contemporaneo di Giuseppe Verdi, di cui trascrisse molte arie operistiche per un uso ecclesaistico. E conclusione, quindi, con Trumpet Voluntary dellinglese Jeremia Clarke.
Una bella serata davvero. Unaltra conquista per questa nostra città.
| CATTEDRALE | |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||