L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 15-16 - 1 agosto 2004

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CICLISMO

Sergio Marinangeli

racconta il suo Tour de France

Costretto al ritiro da una tendinite al ginocchio

 

di Riccardo Serroni

 

19amarinangeli.jpg (17215 byte)Ci ha tenuto incollati alla TV per una settimana intera. Un giorno, nella sesta tappa, ci ha fatto anche venire i brividi dall'emozione quando è partito in testa ai 700 metri in una volata affollata e per alcuni, lunghissimi secondi, il cronista ha gridato ripetutamente il suo nome. Poi è stato risucchiato dagli altri: "Purtroppo ero solo - racconta - Se avessi avuto qualche compagno in aiuto mi sarei difeso meglio". Sergio Marinangeli al Tour de France ci ha fatto veramente sognare. Non è ancora riuscito a vincere la sua prima gara da professionista ma anche al Tour si è piazzato ripetutamente tra i primi: 14° nella prima e nell'8° tappa, 6° nella sesta e 9° nella nona. Fino a quando lo ha sorretto la condizione fisica è sempre arrivato con il primo gruppo, quello della maglia gialla. Poi si è dovuto arrendere per un dolore lancinante ad un ginocchio ed ha abbandonato la corsa.
Dopo un periodo di riposo a Montegranaro ed a Gualdo Tadino, ha ripreso gli allenamenti. Le emozioni del Tour, però, le vivrà ancora a lungo, finché non si ritufferà nelle prossime gare a fine agosto. Lo abbiamo raggiunto a Montegranaro, diventata un po' la sua seconda patria ed abbiamo prima di tutto chiesto notizie del suo ginocchio: "Mi sono sottoposto ad un esame di risonanza magnetica - ci spiega - e mi è stata riscontrata una tendinite". La causa?

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"Prima del Tour mi è stata data una bicicletta nuova e quindi ho dovuto cambiare impostazione, pedali, tacchetti, tutto. Non essendoci abituato mi ha provocato questo inconveniente". Niente di grave, quindi, basterà un po' di riposo e qualche cura adeguata e tutto tornerà a posto.

19amarinangeli2.jpg (12544 byte)Ma torniamo al Tour. Quali sensazioni ti ha lasciato? "Trovarsi là, insieme a tanti grandi campioni, è stato emozionante. Avrei desiderato tanto arrivare fino a Parigi, magari entrare in qualche fuga, competere per qualche vittoria di tappa, ma il dolore ad un certo punto è diventato insopportabile".

Delusione a parte per il ritiro forzato, sei soddisfatto? "Sì, credo di aver fatto una bella esperienza che mi sarà molto utile in futuro e di essermi comportato bene. La squadra è contenta di ciò che ho fatto perché ho aiutato Cipollini e poi Scarponi e quindi posso essere soddisfatto".

Intanto hai avuto delle risposte più precise circa le tue caratteristiche: "Ho un buon recupero e credo quindi di essere un corridore adatto per le corse a tappe perché mi difendo in salita e nelle volate dico sempre la mia. Ultimamente poi sono migliorato anche a cronometro. Quindi vado bene per le corse a tappe ed anche nelle classiche".

Fra una settimana Marinangeli riprenderà gli allenamenti ed a fine agosto darà fondo a tutte le energie per partecipare alle gare di Coppa del Mondo, a cominciare dal Giro di Lombardia: "Ho parlato con il commissario tecnico Ballerini che mi sta seguendo per il Campionato del Mondo. Se arriverò all'appuntamento in buona forma ho qualche possibilità di parteciparvi perché è un percorso adatto alle mie caratteristiche".

Vai Sergio, facci sognare.

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