L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 15-16 - 1 agosto 2004

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Il ritorno de "Il Grifo Bianco"

 

di Giuseppe Pellegrini

 

Il Grifo Bianco ritorna, finalmente, ad aprire le ali dall’azzurro del cielo sigillano per volare in ogni luogo si trovino i suoi figli e porgere un saluto d’amore, suscitare un palpito di serena speranza, far sentire la sua voce in un augurio di pace e di bene.

 

Ritorna il Grifo Bianco per chiamare a raccolta gli sparsi figli di una salda unità spirituale che faccia di tutti i Sigillani, una sola famiglia, sia vivano all’ombra del nostro mite, caro Appennino, sia, sperduti in ogni angolo del mondo dove li abbiano sospinti le necessità della vita, sognino, con pungente nostalgia il campanile lontano e l’infanzia felice trascorsa quassù nella modesta ma indimenticabile casetta degli avi.

 

Ai lontani, specialmente, che a Sigillo riconducono tante dolci rimembranze e il sospiro dolente e la preghiera appassionata per il loro cari che dormono l’ultimo sonno sotto lo sguardo di S. Anna, va il nostro pensiero. E li assicura di questo sincero ricambio d’affetti, associato alla memoria dei loro parenti e dei comuni amici scomparsi, nonché di quella fraternità che ha il fondamento nella medesima origine, nella comunanza d’intenti e d’idee e che, mai, si è affievolita neppure nelle ultime, ingrate contingenze della vita.

 

Il Grifo Bianco, con una periodicità che ci auguriamo duratura e regolare, intende tessere i fili d’oro di una preziosa amicizia che indissolubilmente leghi fra loro tutti i Sigillani, ovunque onorino il nostro paese coll’onestà e col lavoro. Per loro il Grifo Bianco vuole essere, poi, festoso messaggero d’iniziative, d’opere, di buone notizie, e quindi di sorrisi sbocciati alla luce del nostro sole e di quello che illumina l’operosità dei nostri gloriosi nuclei emigratori

 

Perché Sigillo vuole mostrare, a quanti ne custodiscano il culto nel cuore d’essere degno di tanta fedeltà di sentimenti e perché desidera che anche gli assenti possano partecipare, quasi materialmente, alle sue vicende, col sussidio spontaneo d’incoraggiamenti, aiuti e consigli. Ristabiliti cosi, dopo tanti anni questa feconda comunione di spiriti tra i vicini e i lontani, tutti ci sentiranno ognora presenti nel paese dei padri, tanto che se ne celebrino le glorie, quanto che si pianga sui lutti che opprimono l’animo. E mentre all’ombra dei quattro campanili, dominanti la rosea distesa delle case, le ore trascorrono lente e melanconiche, sulle nostre pene e sulle poche consolazioni della nostra giornata, la voce familiare delle nostre campane suscita in noi un’ondata di speranza nell’avvenire della nostra Sigillo.

 

Ai vicini il Grifo Bianco vuole dire una parola d’amore. Uniamoci, superando le differenze che tentano dividerci. Vedendo in ogni Sigillano un fratello, divamperà nei nostri cuori una fiamma che ci farà migliori e che ci spronerà a dare tutti noi stessi per le fortune della terra natale.

SIGILLO

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