L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 15-16 - 1 agosto 2004

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RICORDO DEL 17 LUGLIO 1944

L'anniversario della liberazione

 

di Giuseppe Pellegrini

 

lI 17 luglio 2004 ricorre il sessantesimo anniversario della liberazione di SigilIo dal giogo nazi-fascista. La mattina del 17 luglio 1944, imponenti mezzi corazzati della Quinta e dell’Ottava Armata degli alleati, arrivarono da Gubbio e, dopo una sparatoria nei pressi della Madonnella del Prato contro le retroguardie tedesche, entrarono in Sigillo. Fu nominato un governatore e truppe della Military Police s’insediarono nel Palazzo Colini al Corso. Questo il racconto di un cronista dell’epoca: Sigillo, durante il periodo bellico, nel suo vivo desiderio di pace, si rallegrò moltissimo quando seppe la notizia dell’armistizio (8 settembre 1943), e manifestò il suo giubilo col suono delle campane. Era tanta la gioia di ognuno che i giovani ruppero la porta del campanile per andarvi a suonare; però presto si accorsero che la pace tanto desiderata non era venuta e tutti compresero la gravità del momento.

 

Nel marzo 1944, fu inviata la Guardia Repubblicana e verso la metà del mese cominciarono a giungere autoblindo tedesche. Intorno alla Caserma dei Carabinieri, allora in Piazza del Comune, furono costruiti dei muri di difesa, che davano aria di tensione, poiché da un momento all’altro si aspettava qualche incursione di partigiani. Molta vigilanza vi era e di solito il coprifuoco.

 

Il 25 marzo, sul far della sera, all’improvviso, si sentì una forte detonazione e si notò un accorrere accorato di gente in cerca dei propri cari. Un giovane, nella sua bottega di falegname, aveva disarmato una bomba e stava scaricandone un’altra, che però, improvvisamente scoppiò, ferendo gravemente il giovane e altri a lui vicino. Il giovane Domenico Ragni fu Pietro gravemente ferito, sotto il loggiato del Comune, innanzi alla Farmacia, subito morì, aveva 18 anni. Giancarlo Minelli, dopo breve tempo morì all’ambulatorio, aveva 10 anni. Teofilo Galeotti, trasferito all’Ospedale di Gualdo Tadino, pochi giorni dopo morì e il suo cadavere è stato riportato a Sigillo, aveva 11 anni. Nino Viola, dopo lunga degenza all’ospedale, si è rimesso, così pure Ivo Toccaceli, che erano lontano dal luogo dell’esplosione.

 

Si era ancora sotto l’impressione dolorosa quando un altro fatto doloroso venne a turbare la quiete del paese. II giorno 27 marzo 1944, assai per tempo si cominciò a sentire grande affluire di carri armati, di soldati tedeschi, che a ventaglio scrutavano ogni lato del terreno, armati di tutto punto.

 

Era il rastrellamento dei patrioti. Il giovane Pavilio Generotti di Gabriele mentre fuggiva fu ucciso sul colpo, aveva 22 anni. Una giovane Giuseppa Menichetti mentre cercava di avvertire fu colpita e ferita non gravemente. Su un luogo o nell’altro molti giovani furono presi e condotti lontano. Un senso di terrore si diffuse in mezzo al popolo nel crepitare continuo dei moschetti, delle mitragliatrici, e al vedere armi e armati dappertutto e alle notizie terrificanti. La sera deI 27 marzo, a Gubbio molti interrogati furono rilasciati e in condizioni pietose tornarono alle loro famiglie trepidanti. Non tutti tornarono. Cominciò a divulgarsi la voce che la sera del 28 marzo vari giovani erano stati uccisi e, di questi, sei di Sigillo, dopo sommario processo.

 

L’occupazione inglese si è assicurata dell’uccisione e, fatta l’esumazione dei cadaveri a Ponte della Pietra presso Perugia (oggi Villa Capitini), si ebbe l’identificazione; e i resti, pietosamente ricomposti, furono riportati a Sigillo e deposti nel civico cimitero, dopo solenni onoranze funebri il 25 novembre 1944.

Carletti Mario di Luigi d’anni 19 - Carletti Bruno di Luigi d’anni 19 - Bellucci Corradino fu Giuseppe d’anni 22 - Bianchini Ennio di Pietro d’anni 18 - Bocci Amato d'Adamo d’anni 21 -  Viola Luigi fu Edoardo d’anni 18.

Il 4 luglio 1944, i tedeschi che venivano dalla Bastia delle Marche, uccisero con colpi di mitra Morettini Antonio, d’anni 45, che pascolava le vacche, in località Le Cese. Uccisero anche, con raffiche di mitra, Generotti Carolina d’anni 56. La donna era andata ad avvertire i nipoti nascosti in nontagna. Tra civili e militari il nostro paese ha dato un contributo di sangue notevole. 36 vittime, cadute in guerra o per cause di guerra.

SIGILLO

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