L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 15-16 - 1 agosto 2004

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Dopo l'euforia della vittoria

la nuova amministrazione al lavoro

Un'estate per focalizzare gli obiettivi e impostare la soluzione dei problemi

 

Il consiglio comunale si è insediato, il sindaco ha nominato la giunta e ha presentato le linee programmatiche della nuova amministrazione.

 

Sono terminati i festeggiamenti, l’ebbrezza, l’euforia per una vittoria inaspettata, per lo meno nelle dimensioni e si comincia a lavorare, a prendere coscienza dei problemi vista l’inesperienza e la novità della compagine che amministrerà il comune nei prossimi 5 anni.

 

Riteniamo che anche questa amministrazione, purché rimanga lontano dalle sirene dei richiami politici e affronti i problemi con il buon senso e la concretezza che l’hanno caratterizzata nella campagna elettorale, possa fare bene e si dovrà aspettare qualche tempo per focalizzare gli obiettivi e riprecisare i punti programmatici, e adeguarli alla realtà amministrativa prima di vederla all’opera.

 

Dalla lettura del programma elettorale e dalle linee programmatiche abbiamo tratto qualche riflessione. E’ naturale che un’amministrazione di centro sinistra presenti nuove sensibilità rispetto al centro destra, soprattutto in fatto di partecipazione democratica e iniziative socio-culturali, tuttavia insieme all’entusiasmo per una nuova esperienza, foriero di un'azione fresca e dinamica, bisogna tenere conto del pragmatismo. Cioè che le persone, che vivono tutti i giorni, sono qualcosa di diverso dalle idee, che sono frutto del pensiero e possono indicare soluzioni indipendentemente dalla realtà in cui viviamo.

 

Di fronte ad un problema diversa è la soluzione se si vive a Fossato di Vico, oppure a Milano, o a New York. Ne sa qualcosa il centro destra, che volava sulle ali dei risultati dello sviluppo economico, e si è trovato ad impattare con le miserie delle buche, della luce, del piccolo interesse personale. Così il centro sinistra dovrebbe evitare i programmi pianificati della cultura e della partecipazione, relazionandosi con i singoli progetti finalizzati alla realizzazione di obiettivi abbastanza circoscritti. Certo una attività di promozione culturale è indispensabile, ma a chi va rivolta, ai cittadini di Fossato con contenuti comprensibili ed anche didascalici oppure al mondo degli addetti ed operatori culturali, con progetti faraonici anche come veicolo di promozione turistica? Gli obiettivi vanno calibrati, azione per azione, anche tenendo conto delle risorse.

 

Sia sul programma che nelle linee programmatiche c’è un richiamo ai comitati di frazione, un’esperienza positiva della vecchia sinistra, ma ora stanca e fallimentare per lo meno nell’interesse della gente. L’era delle grandi utopie della sinistra è finita, bisogna ripensare l’esperienza della partecipazione, rimodulandola nelle forme e nei contenuti, non più assembleari, ma in termini di comunicazione istituzionale.

 

C’è poi il tema dello sviluppo economico. Negli ultimi anni c’è stato un balzo quantitativo e qualitativo che ha superato crisi congiunturali e mondiali dell’economia. Tuttavia il nostro sistema è ancora molto fragile, sia perché non sostenuto da una realtà demograficamente e professionalmente adeguata, sia perché i centri direzionali e manageriali per la massima parte sono situati altrove e dunque di fronte al perdurare di difficoltà saremmo i primi a subirne le conseguenze.

 

Occorre dunque operare un consolidamento dell'attuale e per fare questo investire con lo stesso ritmo e con la stessa dinamicità dell'amministrazione precedente, anche richiedendo contributi e collaborazioni a quegli stessi artefici del boom economico.

 

Ho avuto un'impressione dalla campagna elettorale preoccupante: che la gente non abbia votato il centro destra perché spaventata dall’incedere dello sviluppo e dalle proprie fobie per un cambiamento troppo veloce dei ritmi di vita, che questo comporta.

 

L’indicazione elettorale in questo senso sarebbe la richiesta di una pausa e di un raffreddamento degli investimenti e dell’ampliamento della realtà produttiva e di inserimento. Una simile tendenza sarebbe letale per il futuro del comune, che rimarrebbe in un’area di nanismo, riassorbito nel dibattito sterile dei piccoli comuni che ci circondano. Ci sono poi le cose da completare della passata amministrazione: il restauro delle Rughe e delle mura castellane, che possono offrire opportunità di soluzioni urbanistiche per il centro storico, come il secondo ingresso e l’ampliamento degli spazi di vita comune; l’anello, il senso unico presso l’edificio scolastico per decongestionare l’area dal traffico, anche per l’occasione della riapertura dell’anno scolastico e una certa vigilanza sull’operato dell’Istituto Comprensivo nell’assegnazione delle cattedre a personale docente, soprattutto in riferimento alle difficoltà degli altri plessi scolastici, in modo che non si creino disagi; infine la conclusione della procedura per il riambientamento della Canalecchia porterebbe ingenti risorse per realizzare i programmi dell'amministrazione.

 

Ottavio Giombetti

FOSSATO DI VICO

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