L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 15-16 - 1 agosto 2004

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Quella di Campioni sulla

Festa del Ceramista

Come è consuetudine e tradizione da alcuni anni, sabato 17 luglio s'è tenuto la festa del ceramista. Una serata calda, calma senza un filo di vento, se non quello benefico che spira sulla città. La manifestazione che si è svolta in Piazza Martiri ha visto a cena la presenza di oltre mille persone tra produttori, imprenditori e amministratori, gli ospiti regionali e nazionali e i sindacati. A prescindere dalle premiazioni e dagli interventi, spesso noiosi e ripetitivi, la serata mi ha colpito per due ordini di motivi: la festa rischia di diventare un fatto interno al mondo della ceramica e la nota stonata di vedere assieme operai e datori di lavori a fianco a fianco. Il settore ceramico da tempo lancia segnali non belli, relativi a ipotesi di crisi e di difficoltà varie, tanto che perplessità aleggiano nell'aria. L'altro aspetto, più caratterizzante, mi è sembrato quello riguardante il silenzio accomodante, in particolare dei padroncini, sul problema scottante del rinnovo contrattuale scaduto da molto tempo.

Nonostante la cena, la serata costituiva un momento di incontro per parlare del contratto dei ceramisti: è singolare che si mangi a stretto gomito col padrone quando, nonostante lotte e scioperi, continua il rifiuto di un diritto che va ad aggiungersi allo squilibrio salariale. Forse la serata è servita ad allontanare per qualche giorno pensieri timori e difficoltà. Avrei ben volentieri trasformato questa serata in un momento di riflessione per rilanciare la lotta, che il padrone blocca col paternalismo affermando "nella mia fabbrica siamo come una famiglia", ma rifiutando l'accordo e l'aumento salariale e normativo.

Dal palco nessuna voce s'è alzata per ricordare il problema: d'altra parte i ceramisti non avevano che mangiare. Ma mi sembra che un mese sia lungo e il salario (come la pensione) non arriva più alla fine del mese. Ho parlato con alcuni imprenditori (non tanti non tutti, per questo non voglio generalizzare) i quali mi hanno espresso chiaramente il loro pensiero: nessun rinnovo del contratto. Questo modo di celebrare una festa mi sembra contraddittorio perché non è possibile addormentare la volontà degli operai con una serata al narcotico. Mi aspettavo da qualcuno che conta di sentire la proposta di riaprire il tavolo delle trattative, e ciò non è avvenuto. La festa che vuole esaltare questo mondo del lavoro ha finito per sottovalutare il problema con un silenzio inopportuno.

Antonio Campioni

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