L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 15-16 - 1 agosto 2004

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Un'anfora per i principi di Monaco

 

di Riccardo Serroni

07prmonaco.jpg (13680 byte)Il principe Ranieri di Monaco conserva ancora quell’anfora tra gli oggetti più preziosi: un po’ perché era davvero una bella anfora, ma, sprattutto, perché ha, per lui, un valore affettivo incommensurabile. Era stata, infatti, donata dall’autore alla coppia regale per il venticinquesimo anniversario del loro matrimonio.

C’è un pezzo di Gualdo Tadino nella corte di Monaco. Un pezzo di ceramica uscito dalle mani abili del nostro concittadino Ivaldo Tordi:

"Il principe Ranieri - racconta Ivaldo - aveva acquistato dei pezzi di ceramica nel mio negozio per abbellire una sua villa nei pressi di Monaco e l’aveva particolarmente apprezzati. Con il suo autista, con cui io ero in contatto, decidemmo allora di fargli un dono speciale per il venticinquesimo anniversario del suo matrimonio con Grace Kelly. Feci un’anfora alta due metri, con alla base un piede di un metro d’altezza". Era il mese di aprile del 1981. L’autista confezionò accuratamente l’oggetto con un imballo speciale, ma quando giunse a corte la confezione destò qualche sospetto. Poteva trattarsi di una bomba. Fu allora che Ivaldo Tordi ricevette a casa una telefonata dal principato di Monaco per avere conferma del contenuto del pacco. Il ceramista confermò di aver realizzato un oggetto in ceramica per i principi e le paure cessarono. Poco più di un anno dopo,il 13 settembre 1982, Grace e la figlia Stephanie furono coinvolte in un terribile incidente stradale mentre con la propria macchina si dirigevano dalla Francia a Monaco. Stephanie riuscì a uscire in tempo dalla vettura precipitata in un pendio, la madre venne ritrovata priva di sensi. Era già in coma quando fu trasportata in ospedale, dove morì 36 ore dopo a soli 52 anni.

Per Ivaldo Tordi, ormai in pensione, quell’episodio rappresenta ancora oggi motivo di orgoglio e di emozione e ne conserva gelosamente un documento di autenticità che per lui ha lo stesso valore di una cambiale custodita in cassaforte. Una volta ricevuto il regalo, il principe Ranieri di Monaco gli scrisse una lettera di ringraziamento autografata di suo pugno.

Tordi è uno dei tanti emigrati gualdesi che hanno cercato fortuna all’estero. Se n’è andato da Gualdo Tadino nel 1953 portando con sé, come unico bene prezioso, quelle mani diventate particolarmente abili nel modellare la creta. Inizialmente si è stabilito a Montecarlo, poi si è trasferito a Vallauris, un paesino ad una decina di chilometri da Cannes, dove ha proseguito l’attività di ceramista aprendo anche un negozio di commercializzazione del prodotto. Con l’età della pensione, come tutti gli emigrati, è arrivato anche il momento della decisione definitiva: rimanere in Francia o ritirarsi in Italia? Tornare in Italia e lasciare i figli che si sono ormai organizzati una vita in Francia, o sacrificare l’amore per la terra d’origine per rimanere vicino ai propri cari? Tordi e sua moglie hanno scelto un compromesso. Hanno acquistato una casetta a Gualdo e vi trascorrono i mesi dell’estate. Poi, quando le giornate cominciano ad incupirsi ed il vento torna a farla da padrone, tornano in quella che è ormai diventata una loro seconda patria.

E'’ una bella storia, questa, perché testimonia tangibilmente una grande realtà. Dai nostri paesi sono partite braccia forti per lavorare che sono andate a popolare miniere e cantieri ed hanno lasciato sul campo sudore e vite umane. Abbiamo anche esportato, però, abilità ed intelligenze che si sono fatte strada in diversi modi lontano dai confini nazionali.

GUALDESITA'

 

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