L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 15-16 - 1 agosto 2004

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A proposito del centro storico

Caro Direttore, ho letto con interesse particolare il suo articolo del 4 luglio dedicato alle interviste ai commercianti del centro; sottolineo il particolare interesse, in quanto anch’io sono un commerciante del centro. Un centro che non c’è più; un centro dove ogni mattina diventa più pesante iniziare una giornata di lavoro, dove da buon commerciante, apri la tua serranda senza sapere se il traffico sarà chiuso o aperto, perché all’improvviso non senti più un rumore, non vedi più nessuno, né a piedi, né in macchina, e, allora ti accorgi, che per uno sconosciuto motivo, soprattutto senza alcun preavviso, magari solo perché c’è da montare un palchetto in piazza, che servirà a far suonare un complesso, che arriverà senza alcuna pubblicità, a tenere compagnia a vetrine chiuse, a lampioni fiochi, spenti, o rotti, alimentati da fili elettrici lasciati a penzoloni ... non c’è più nessuno.

Tutto questo senza sapere se domani sarà uguale ad oggi, se conviene crederci ancora, oppure mescolarsi alla folla dei centri commerciali, dove tutto è più facile, dove c’è illuminazione adeguata, dove c’è un sacco di gente che ha sacchetti in mano, e sorriso sulle labbra, dove i bambini possono liberamente correre all’interno delle gallerie, piene di negozi, giochini, e attrattive di ogni genere, dove il consumatore è tranquillo, rilassato e dice "abbiamo fatto una passeggiata ed abbiamo comprato ..."

Io vorrei dire a quei commercianti che chiedono un centro senza auto dove poter camminare e fare la famosa passeggiata con tranquillità, per poter comprare, conversare, dove la piazza, indiscusso cuore di questa e di tutte le città, diventi un passeggio pieno di gente e non un parcheggio pieno di macchine polverose, che questa iniziativa era stata presa, era decollata con grande fatica un paio di anni fa ma, come spesso succede in questa città, vogliamo sempre il contrario di quello che abbiamo, siamo sempre pronti a fare la guerra a tutto e a tutti, senza mai confrontarci con il resto del mondo che ci gira intorno.

Ed a questo proposito vorrei sapere che cosa sta realmente facendo l’Associazione commercianti, qual è la sua posizione davanti un malessere sempre più grande. Il centro storico non è solo dei commercianti, ma di tutta la città, e ci vuole unione, dialogo, intelligenza per far sì che le cose funzionino, ci vuole impegno in queste questioni, coraggio di esporsi e portare avanti le idee ... perché sono le idee che cambiano le cose; e vorrei anche ricordare un buon proverbio dei nostri nonni riferito all’associazione commercianti pressoché latitante che: "chi si loda si sbroda ..." oppure "va bene ... va bene, ma la mattina dopo era morto ..." perché le parole sono tante, ma i fatti nessuno e che non basta vivere di rendita, ma avere delle iniziative forti e concrete che alla luce dei fatti non ci sono.

Io direttore la ringrazio in anticipo perché se darà voce a questa mia, forse da domani qualche commerciante gualdese si sentirà meno solo.

Paola Mariucci

LA POSTA

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