L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 14 - 18 luglio 2004

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Il successo della

II Festa della Transumanza

 

nell'incantato paesaggio della Valle del Ranco

 

Finalmente è avvenuto, sulla montagna di Sigillo, ciò che da tanto tempo si aspettava: La giornata che ha consacrato al turismo uno dei luoghi più belli e spettacolari dell’Appennino, ha avuto un successo pieno, che ha provocato commenti più che lusinghieri ed ha pienamente soddisfatto il sodalizio dell’Antica Civiltà Contadina - Antichi Mestieri di Sigillo.

 

Dalle Marche e dall’Umbria, i visitatori sono giunti a migliaia per trascorrere due giorni in pieno riposo, al disopra dei mille metri, ed hanno così potuto prendere atto delle enormi possibilità che offrono questi nostri luoghi. La strada è un fatto compiuto: bella, scorrevole, panoramica, è un punto fermo ed essenziale.

 

L’hanno percorsa sabato 26 e domenica 27 giugno, centinaia di mezzi che hanno portato oltre mille gitanti sui prati del Ranco, questa "conca" incredibilmente verde e fresca dove i faggi ultracentenari hanno alimentato fusti e foglie sì da creare i boschi più ombrosi che l’Appennino Centrale conosca. Ai margini del bosco il sodalizio dell’Antica civiltà contadina, ha celebrato i riti della transumanza, in un tempio che aveva per volta brandelli di nuvole portate da un vento inopportuno che suonava musiche profonde fra le foglie dei faggi.

 

Perché tanta commozione in quei gesti! Potesse sempre cominciare così la nostra giornata di riposo in Val di Ranco. Alcune comitive hanno affrontato l’impervio tratto che divide il termine della strada a Pian del Monte dall’imboccatura sul fianco est della montagna, lentamente. Il tratto è duro ed è necessario che ai visitatori siano impartite quelle necessarie nozioni-istruzioni per l’uso della Grotta poiché il mondo delle Grotte, che si apre agli occhi del visitatore, e la suggestione dell’orrido che si manifesta in pieno con una bellezza che si esprime da una materia che il tempo incontrollato e spontaneo ha plasmato per ricavarne un paesaggio surreale che fa gridare al miracolo, non sia poi, motivo di sventure.

 

Domenica 27, di nuovo nella Valle del Ranco, il vento si è calmato, il sole splende e l’aria è tiepida, la mandria di pecore, i pastori, i cavalli ed i cani, si riposano sotto l’ombra dei faggi secolari, il rito della tosatura attira molti curiosi, poi, intorno al mezzogiorno la tradizionale polenta alla carbonara - salsicce e braciole - ribollita di pecora - ricotta - formaggio - allietano la mensa degli estimatori dei piatti tipici della tradizione.

 

Ma è necessario andare cauti e guardare avanti, con prudenza, se non si vogliono commettere errori che potrebbero essere fatali per l’avvenire della montagna e del turismo. Essa deve restare così, com’è: ogni sovrastruttura deve essere evitata o almeno esaminata con estrema obiettività. La Valle del Ranco ha bisogno di mantenere intatta e non contaminata la bellezza del luogo. E’ necessario quindi mantenere nei limiti del necessario ogni artifizio.

 

Ci auguriamo che gli Amministratori e quanti hanno a cuore i problemi del turismo, traggano preziosi insegnamenti da questa seconda festa della transumanza e sappiano agire in conseguenza perché i loro sforzi possano avere il successo che meritano.

 

Giuseppe Pellegrini

SIGILLO

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