L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 14 - 18 luglio 2004 | |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||
La storia di Piero Il reparto di clinica chirurgica è situato al primo piano di un grande edificio di stile post-umbertino non ancora liberty, situato tra due più maestosi con fregi e marmi e, sul timpano la data di costruzione: 1893. Dallaltra parte della strada, gli edifici della Università "La Sapienza "alla quale il Policlinico Umberto 1° appartiene. Questi edifici sono di stile diverso, quello razionalista italiano della scuola di Piacentini, Libera e gli altri. Il rosso-ocra del laterizio si alterna con il bianco del travertino a richiamare passati trionfi imperiali, infelicemente riproposti. Piero era parte di tutto questo, vi era entrato ragazzo, per seguire i corsi universitari, e poi la borsa di studio e il dottorato di ricerca. Si stava preparando per il concorso di ricercatore universitario. Il brillante curriculum dava garanzie per il risultato della prova. Un leggero affanno lo aveva portato una mattina in clinica, per farsi vedere da un nostro collega, suo conoscente. Gli accertamenti cui fu sottoposto, quel giorno e i successivi, evidenziarono una patologia gravissima , caratterizzata da molteplici lesioni addominali, epatiche e polmonari, di significato verosimilmente metastatico a partenza sconosciuta: forse il testicolo. Fu sottoposto ad esame bioptico e la risposta fu di neoplasia di tipo embrioniario. Era una diagnosi che dava qualche speranza, perché loncologo consultato riteneva possibile una risposta positiva alla chemioterapia. In altri casi si era ottenuta una regressione notevole della neoplasia, in qualche caso addirittura la guarigione. Certo qui la malattia appariva avanzata, ma comunque non cera altra strada. Piero parlava poco, solo qualche parola con il suo amico del reparto. Fuggiva lattenzione esasperante dei parenti, continuava a studiare, ogni tanto andava nellistituto del suo lavoro. Era come se concentrarsi sulle consuete occupazioni della sua giornata, tenesse lontano lorrore di quanto stava accadendo. Non ci fu tempo di iniziare la terapia. Un pomeriggio una delle metastasi polmonari erose un vaso polmonare, la sua mano esangue strinse per un attimo quella caritatevole della suora accorsa. Davanti al Policlinico, oltre la strada, si ergono le mura della Roma imperiale, le fece costruire Aureliano così maestose, poco prima che limpero crollasse. Oltre le mura, quella sera come tutte le altre, si accendevano le luci. Marcello Paci | LETTERE
| |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||