L'ECO del Serrasanta

 

N. 14 - 18 luglio 2004

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Ambiente

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (83)

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino

Cinque regole per stare tranquilli


In tempi di vacanze - ed anche il sottoscritto, in questo momento, è sulle Alpi - non ci resta che lasciare alcune raccomandazioni in modo che effettuiate le vostre escursioni, specie in montagna, in tutta prudenza. Durante la stagione estiva, infatti, il pericolo più grande è lo scoppio improvviso di un temporale che sorprenda in cima ad una montagna o in luoghi aperti. In queste situazioni, c’è la possibilità di essere colpiti da un fulmine. L’unico modo per evitare questo rischio è quello di prevedere in anticipo quest’eventualità e, in caso di possibile temporale, prendere le dovute precauzioni.

Regola prima: pianificare

La prima regola è quella di non lasciare le cose completamente al caso. Un’escursione che vi richieda un percorso a piedi di alcune ore è un’operazione piacevole ma che va pianificata, almeno nelle sue linee generali. Non siate impulsivi né, al contrario, troppo rigidi.

Regola seconda: informarsi

La seconda regola è quella di informarsi sulle condizioni previste del tempo. Bollettini meteo, di buona qualità, si trovano ovunque: alla tv, sul televideo, alla radio, su internet e cercate di essere obiettivi. Se il bollettino dice: "annuvolamenti cumuliformi nelle zone interne, con possibili isolati rovesci o temporali" evidentemente c’è una possibilità, anche se bassa, che scoppi all’improvviso un temporale.

Regola terza: non fidarsi

La terza regola è quella di non fidarsi delle apparenze: spesso un cielo completamente sereno, in montagna, può diventare scuro e minaccioso in pochi minuti: sia sulle Alpi sia sugli Appennini. Non bisogna ingenuamente fidarsi di uno sguardo e via o del proprio istinto, se non si è abituati per forza di cose a lavorare all’aperto. Ma se un pastore anziano o un contadino vi dice: "Vai pure!", allora fidatevi. Lui è esperto.

Regola quarta: osservare il cielo

Per evitare brutte sorprese, in assenza di bollettini meteo, imparate ad osservare il cielo, che è come un libro aperto con tutte le informazioni necessarie per la previsione del tempo nelle ore successive. La cosa importante è, poi, farlo: 1) la sera prima della giornata prevista per l’escursione 2) la mattina stessa. È semplice. Bisogna andare alla ricerca di certi tipi di nubi che indicano chiaramente o che l’atmosfera è instabile o che, in ogni caso, sta avvenendo un afflusso di aria fredda in quota, condizione che solitamente favorisce la formazione dei temporali estivi.

09regole5a.jpg (12836 byte)Una di queste nubi è la nube lenticolare (foto a destra), che si forma sopra i crinali delle catene montuose e che indica venti piuttosto forti in quota. La diversità di intensità e direzione del vento fra la superficie della terra e la media atmosfera potrebbe essere, tra l’altro, uno dei segnali di peggioramento in atto. Se, quindi, scorgete una nube di tal genere la sera precedente all’escursione, prendete tutte le precauzioni.

09regole5b.jpg (13242 byte)Se, al contrario, osservando il cielo di mattina presto o nelle prime ore dopo l’alba, scorgete un tipo di nube come il cosiddetto "altocumulo castellano" (foto a sinistra), specialmente se unito a varie altre nubi dalle forme a fiocco, con la parte interna grigia, sappiate ce molto probabilmente il tempo avrà questa tendenza: il cielo si schiarirà nelle ore centrali della giornata e, poi, a tradimento, scoppierà un temporale a metà pomeriggio. Inoltre, se la mattina si presenta, a valle, uggiosa, con nebbie e strati bassi e serena in montagna, ci sono tutte le condizioni perché l’umidità degli strati bassi, con il riscaldamento, renda l’aria instabile e favorisca la formazione di un temporale. Solo se, sia la sera prima sia la mattina, il cielo è completamente limpido, sereno e terso, allora lo sviluppo di un temporale risulterà improbabile.

Regola quinta: percepire il vento

L’ultima regola è quella di osservare attentamente le variazioni di intensità e direzione del vento. Se anche il cielo è nuvoloso ma il vento che soffia a terra (potete evidenziarlo con una bandierina o un pezzo di stoffa) ha la medesima direzione di quello che voi vedete muovere le nubi in quota, allora potete star tranquilli. Se così non fosse o se notate un rinforzo delle raffiche o se, ancora, capite che il vento sta ruotando in senso orario, allora trovate rifugio al più presto: basta l’automobile. Non aspettate il primo tuono…

Buone vacanze!

Pierluigi Gioia

 

 

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