L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 14 - 18 luglio 2004 | |||||
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IL CENTRO DI RIABILITAZIONE CARDIOVASCOLARE Problemi e prospettive della importante struttura Nostra intervista alla Dr.ssa Sara Mandorla, primario di cardiologia dell'ospedale Calai Nel campo della sanità, in prospettiva della realizzazione del nuovo ospedale a Branca, uno dei problemi su cui ci si interroga è il futuro del Centro di recupero cardiopatici, uno dei vari gioielli che hanno caratterizzato fino ad oggi lefficienza dellOspedale Calai. La struttura attualmente è riconosciuta nel Piano Sanitario Regionale, dopo essere rimasta per anni nel limbo delle attività praticate ma non riconosciute ufficialmente: nata inizialmente come una intuizione del primario cardiologo Dr Marcello Pagliacci, che destinò allo scopo mezzi e personale sottratti con non pochi mugugni ad altri servizi, ha oltrepassato per interesse i confini regionali attraverso lANACA (Associazione Nuova Assistenza Cardiopatici) con il suo migliaio di aderenti, ed è assurta a momenti di notorietà in particolare per le vicende legate al cardiotrapiantato Saverio Pallucca (maratona di New York ecc.). La funzionalità della struttura è strettamente legata alla divisione di cardiologia dellOspedale Calai ed è assicurata da un personale medico ed infermieristico specifico. Dottoressa, la perdita di professionisti come il Dr Mario Provvidenza, e quella imminente del Dr Alexander Wee, passato a Perugia, pone problemi di organico? La perdita di personale è comunque una perdita; tuttavia abbiamo avuto garanzie da parte della ASL che il Personale sarà sostituito e saremo quindi in grado di garantire una continuità sia della riabilitazione che di tutti i servizi erogati dalla cardiologia. Ad ulteriore garanzia dellutenza aggiungo che seguirò personalmente tutta la riorganizzazione del servizio. Quale mole di lavoro gravita sul servizio? La riabilitazione nel 2003 ha avuto 1503 presenze, con 135 ricoverati; complessivamente 1638 accessi per un fatturato di 3. 589.281 euro. Perché la richiesta di accesso alla riabilitazione è in aumento? - Per un aumento della prevalenza (ovvero del numero di persone affette da malattie di cuore) della malattia nella popolazione; - Per un aumento delletà nella popolazione; - Per laumento di patologie collaterali; - Per una maggiore attenzione dei cittadini al proprio stato di salute. Da dove provengono i vostri pazienti? DallUmbria ovviamente, ma anche dal Lazio, dalle Marche, dalla Toscana, dalla Sicilia, dalla Campania, e, in misura minore, anche da altre regioni. Non pensa che con il tempo anche queste regioni si attrezzeranno per una loro riabilitazione? Certamente sì , anche perché debbono versare a fine anno alla nostra ASL quanto stabilito dalle tariffe. Solo che non è facile allestire, in un periodo come lattuale caratterizzato da carenza di risorse, una riabilitazione con queste caratteristiche: una riabilitazione cioè in grado di fornire tutta la diagnostica incruenta convenzionale, lesame emodinamico, limpianto di PMK con una équipe con un alto profilo professionale acquisito negli anni composta da medici, infermieri dedicati, fisioterapisti, psicologo e con tutte le consulenza necessarie (diabetologo, dietologo, gastroenterologo, infettivologo, cardiochirurgo, internista, endocrinologo, urologo, ecc.); dotata di due palestre, una interna, una esterna, una sala riunioni per gruppi selezionati di pazienti con particolari problematiche, una libreria. Da qui nasce questa forte attrazione verso il nostro centro. Qual è il grado di soddisfazione dei pazienti? Ottimo. Quali sono le caratterizzazioni del Centro gualdese? Siamo in grado di assicurare: - percorsi differenziati a seconda delle patologie: sono stati elaborati infatti trattamenti dei pazienti a seconda dalla patologia ed a seconda dello stato clinico della malattia; - home training: siamo in grado di consigliare una attività motoria stabilita sulla base del training eseguito durante i 15 giorni; - controllo e calcolo sulla base dei dati in letteratura del rischio cardiovascolare in prevenzione secondaria; - miglioramento nellerogazione delle prestazioni (appropriatezza): le persone debbono sapere che la cura della malattia dipende prevalentemente dalla cura dei fattori di rischio coronarico e che gli esami diagnostici non sono in grado di predire un nuovo evento acuto. Quali le vostre necessità più impellenti? - la sostituzione di una unità medica dopo i trasferimenti del Dottor Provvidenza e del Dottor Wee; - la disponibilità di figure quali il fisioterapista per implementare percorsi differenziati; - la richiesta della certificazione di qualità non appena la Regione attiverà tali percorsi. Cè qualche altra operazione ambiziosa in atto? Sì, lelaborazione di un D-base in cui raccogliere tutti i dati storici dal 1986, anno di inizio della riabilitazione cardiovascolare,per valutare la reale efficacia del nostro lavoro e comunicarne i risultati al mondo scientifico. Ci stiamo lavorando, in collaborazione con lAssociazione A.N.A.CA e con i fondi messi a disposizione della "Fondazione Calai". So che state attivando altre modalità di accesso alla riabilitazione. Sì, vorremmo attivare laccesso mediante il day service, ovvero predefinire un pacchetto di esami per i pazienti che accedono alle riabilitazione. In questo modo avremmo attivate tutte le modalità di accesso previste dalla linee guida: ricovero ospedaliero, day hospital- lattuale- e il DS, una specie di accesso ambulatoriale. Cosa cambierà per i pazienti? Assolutamente nulla, se non il fatto di portare una impegnativa al momento dellaccesso in riabilitazione in DS. I servizi erogati saranno uguali per tutti, indipendentemente dalle modalità di accesso, compresa la mensa, lo spostamento in autobus, laccesso alle lezioni, ecc ... | PRIMO PIANO
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