L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 13 - 4 luglio 2004 | |||||
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I frutti della montagna Una ricerca della Prima Classe Elementare di Sigillo guidata dall'insegnante Celestina Mengoni
di Giuseppe Pellegrini
A mille metri la primavera arriva in ritardo, a maggio inoltrato. Ma in pochi giorni i fiori dipingono ogni angolo facendoci dimenticare il lungo e rigido inverno. Ed ecco che inizia, puntualmente, come ogni anno, la stagione dei "frutti della montagna".
I primi sono gli asparagi (Asparagus officinalis) nel periodo dal quindici aprile al 15 giugno, si trovano nelle zone assolate, fino agli ottocento metri, i germogli commestibili, le foglie aghiformi, lunghe sino ad otto millimetri, lhabitat ideale è il bosco, il bordo delle strade, ecc.
Discorso a parte per il vasto regno dei funghi che comprende specie che vivono in habitat dogni tipo, di dimensioni variabili e sono caratterizzati da diverse abitudini di vita; alcuni sono commestibili, altri, invece sono velenosi. Sebbene non comune a tutte le culture, lutilizzo nellalimentazione dei funghi è una pratica antichissima. Nei mesi daprile e maggio si possono trovare "gli Spignoli", così chiamati perché nascono in mezzo ad unerba chiamata appunto "erba spina" = spignolo; poi arrivano i Chiodini, i Torrini, i Ventelloni, i funghi delle piante, i Prataioli, i Foroni che hanno un profumo fortissimo, i funghi del Pino, i Cappelloni, le Manine, ecc.; dopo una pausa nel mese dagosto per la siccità in autunno arrivano i "Torrini gentili" e i Spignoli mori, i Funghi delle foglie, le Biette, ed il "Porcino", le Ferlenghe di novembre. I Prataioli sono la qualità predominante, e sono una decina di specie, molto buoni e saporiti. Essi si trovano nei mesi di giugno, luglio, settembre e ottobre. In autunno abbondano i funghi del bosco e qui le specie si moltiplicano ulteriormente, tanto che cè lesigenza di farli vedere ad un esperto, o, in alternativa, raccogliere soltanto quelli che si conoscono per evitare guai.
Poi è la volta della "fragola di bosco"(dal latino Fragula), pianta erbacea che dà un frutto "rosso carnoso", si trova a mille metri dalla fine di giugno a tutto luglio.
Le "Carline", (Cardina, da Cardo) incrocio con Carlo Magno cui un Angelo lavrebbe suggerita quale rimedio contro la peste, è un carciofo selvatico con foglie aghiformi, queste, si trovano per tutto il mese di luglio, da novecento a milleduecento metri.
Le Bacche di Ginepro, sono frutto di arbusti sempreverdi con foglie aghiformi e pungenti e frutti rossi aromatici, lessenza estratta dai frutti è usata in farmacia, gastronomia e liquoreria, si trovano nel mese dottobre-novembre.
I "Prugnoli dalla spina nera", provengono da arbusti spinosi con fiori bianchi e piccoli frutti commestibili rotondeggianti, di color nero bluastro, si trovano in ottobre-novembre. I "Perelli rossi del Biancospino", si trovano fino il mese dottobre; li produce un arbusto a rami spinosi e fiori bianchi raccolti in corimbi (i fiori si trovano allo stesso livello), sono usati in farmacia, gastronomia e liquoreria.
La Noce, è il frutto del noce, composto di una parte esterna verde detta "mallo" e di un guscio bivalve (frutto diviso in due), e di una parte interna commestibile detta Gheriglio (la parte commestibile), si raccoglie dalla fine dottobre in poi.
La Nocchia, comunemente chiamate "nocella o vellana", è il frutto e il seme del nocciolo, si consuma come frutta secca o simpiega nella preparazione dei dolci; il colore è marrone chiaro.
La Castagna infine, è il frutto dellalbero del castagno, ha una buccia dura di colore bruno scuro e il seme costituito da una polpa dolce e farinosa, nella zona di Monte Cucco esistono delle vere e proprie foreste di castagno, proprio sotto lEremo di Monte Cucco, si raccolgono dal mese dottobre nel bosco e sono protette da un "riccio", una sorta dinvolucro spinoso.
Concludono la stagione "le Ghiande" a novembre fino a settecento metri, frutto secco, ovato, contenente un solo seme, protetto alla base da un involucro a forma di scodella, usato per fare la farina per gli animali da ingrasso prodotto dalle querce fino a settecento metri.
Il "Leccio", è una pianta simile alla quercia con foglie ovali, vive fino a novecento metri di quota e in dicembre produce la "faggiuola", una ghianda della stessa famiglia della quercia e del faggio, un frutto molto ricercato dagli abitanti del bosco in modo particolare dai cinghiali.
Più dogni altro frutto un merito particolare va alla "Rosa canina"; si trova ovunque, fino a mille metri. Migliaia danimali e altri uccelli vivono nel periodo invernale, grazie alle caratteristiche di questo frutto. E una spina a cespuglio, fiorisce a giugno ed il suo fiore è una piccola rosa a quattro o cinque petali color rosa pallido. I suoi frutti sono verdi fino ad ottobre e per i Santi diventano rossi, hanno la forma di una piccola ciliegia ovale e restano così, duri, senza crescere ne cambiare colore fino ai primi di maggio dellanno seguente. Mediamente, ogni cespuglio, ne porta a maturazione quattro o cinque il giorno, per sei mesi. E un frutto molto buono, dal sapore dolciastro, quando è maturo diventa morbido e poi cade. Proprio quelle sono le bacche mature al punto giusto. Anche gli uccelli le preferiscono così perché sono le più buone, ma, coglierle in mezzo al cespuglio spinoso non è cosa facile. | TERRITORIO
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