L'ECO del Serrasanta

 

N. 13 - 4 luglio 2004

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Ambiente

meteogualdo.gif (19135 byte)

CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (82)

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino

Cronaca di un nubifragio "biblico"


La maggiore quantità di pioggia caduta in 24 ore: questo è l’unico record battuto dal mese di giugno appena trascorso che, per il resto, è ritornato lentamente, ma inesorabilmente, nelle sue medie (si veda la tabella). Chi non ricorda, infatti, il nubifragio del 10 giugno!

In 26 ore, dalla mezzanotte del 1° alle 2 del mattino del 2 giugno, sono caduti sulla nostra stazione di Palazzo Mancinelli ben 112 mm di pioggia, 92 nel solo giorno del 1° giugno. Si è insomma battuto il record del 7 dicembre 2002, con 80 mm in 24 ore. Ma entriamo nel dettaglio e torniamo a quel 1° giugno.

Cronaca di una giornata da ricordare

Un primo rovescio aveva fatto accumulare 21 mm di pioggia nel corso delle prime ore del mattino, poi il tempo era relativamente migliorato ed era restata solo una pioggerellina leggera. Alle 15.30, il pluviometro segnava quota 23 e il cielo, irregolarmente nuvoloso, non lasciava presagire quello che sarebbe successo di lì a poco. Verso le 16.30, infatti, una cellula temporalesca di notevole intensità si andava formando fra Perugia e la Val di Chiana, intensificandosi e dirigendosi verso est-nord est. Alle 17.30 investiva la zona di Perugia, dove si scaricavano oltre 40 mm di pioggia in meno di un’ora. Alle 18.00, rinforzatasi notevolmente, la cellula temporalesca, lasciando il monte Subasio alla sua destra (comportamento anomalo), si dirigeva verso le Marche, nel letto di intense correnti occidentali, rallentando notevolmente il suo moto in prossimità dell’Appennino e generando sempre nuove cellule temporalesche alla sua destra.

E' il diluvio universale

Alle 19.00, la zona compresa fra Scheggia e Rigali era investita direttamente dal nubifragio. La cellula temporalesca, per effetto Stau, veniva schiacciata contro la dorsale appenninica e, generando un richiamo dei venti da nord est fra Sassoferrato e Pergola e continuando a "pompare" aria umida da sud, restava praticamente "incollata" fra il monte Catria e il Serrasanta, continuando a generare nuove cellule temporalesche proprio sopra Gualdo Tadino. Il pluviometro impazziva. Raggiunta quota 40, alle 19.00, segnava quota 80 alle 21,00. Con 57 mm di pioggia rovesciatisi a terra in poco più di 2 ore: un’intensità tipica delle piogge monsoniche che, da maggio a novembre, investono il versante meridionale dell’Himalaya, al confine settentrionale dell’india. Ma la pioggia non cessava. A mezzanotte il pluviometro segnava 92.

Una "valanga" d’acqua

Nel frattempo, nella zona compresa fra Costacciaro e Scheggia, la cellula temporalesca dava il meglio di sé: era il diluvio universale. Fra le 18 del 10 giugno e le prime ore del mattino del giorno seguente si rovesciavano sulla zona oltre 130 mm di pioggia. La cifra esatta non potrà mai essere conosciuta, perché il pluviometro di Costacciaro traboccava. Da misurazioni non precise, si può dedurre una quantità totale attorno ai 200 mm, che è la quantità di pioggia che dovrebbe cadere in quella zona da maggio fino a settembre. Il Chiascio, trascinando a valle l’enorme quantità di pioggia, tracimava in diversi punti e, a valle di Valfabbrica, raggiungeva una portata d’acqua simile a quella del Tevere. La cellula si dissolveva lentamente sul posto e, verso l’alba del giorno seguente, si poteva assistere allo spettacolo delle sorgenti appenniniche che "sparavano" l’acqua in eccesso dai tubi delle captazioni, formando fiotti mai visti.

Poi tutto rientra nella norma ...

A parte l’inizio, il mese di giugno si è poi comportato come ... un normale mese di giugno, con medie (a parte la quantità di pioggia cumulata) pressappoco nella media e consueta alternanza di giornate calde e giornate fresche e ventilate, con qualche punta di tramontana a 60 km/h, ma senza troppi sbalzi, né troppi eventi violenti come temporali (praticamente assenti) e grandinate (del tutto assenti). Insomma, se l’estate confermerà questa tendenza, dovrebbe trattarsi di un’annata "anonima": senza troppo caldo, senza troppi fenomeni estremi. Il che non guasta, senza dubbio.

Pierluigi Gioia

Rilevamenti giugno 2004

Palazzo

Mancinelli

Media

(1971-1988)

temp. max (°C)

30.5

---

temp. min. (°C)

9.5

---

media max I decade (°C)

22.5

22.8

media max II decade (°C)

24.9

24.7

media max III decade (°C)

26.7

27.4

media max mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

24.4

(-0.5)

24.9

media min I decade (°C)

12.3

12.3

media min II decade (°C)

13.1

13.4

media min III decade (°C)

13.0

15.6

media min. mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

12.8

(-0.9)

13.7

temp. media (°C)

(differenza rispetto alla norma)

18.6

(-0.7)

19.3

giorni di gelo (media <0°C)

---

---

giorni di pioggia

8

7

giorni di neve

---

---

pioggia cumulata (mm)

(differenza rispetto alla norma)

140,0

(+61)

79.0

max pioggia (mm/24h)

92 (01/06)

---

temporali

3

---

pressione atm. media (hPa)

1015,8

---

grandinate

0

---

giorni con nebbia

1

---

umidità relativa media (%)

69.5

---

velocità max. vento (km/h)

60.0

---

direzione prevalente

NE

---

In sintesi: un sostanzialmente nelle medie, ma molto più piovoso ed umido del normale

 

 

 

Pierluigi Gioia può essere contattato qui.

Massimiliano Squadroni può essere contattato qui.

 

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario