L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 13 - 4 luglio 2004

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La città e le sue piazze

 

di Antonio Campioni

Parlare di Gualdo Tadino, del suo recente passato, non è scandaloso né romantico o nostalgico. Ricordare ai gualdesi veraci, a quelli che sono venuti da altri comuni e non sanno niente com’era la nostra città e in particolare il centro storico, è affascinante per i primi e agli altri utile a far conoscere la bellezza di una città che ora è fondamentalmente cambiata. Ma a ogni cambiamento non sempre ha corrisposto un miglioramento, come nel nostro caso. L’assalto urbanistico prima e l’arrivo delle macchine poi hanno stravolto e distrutto il nostro centro storico che era segnato dal policentrismo.

Pochi ricordano che noi avevamo quattro piazze, non molto lunghe e larghe, ma tutte caratterizzate dalla loro vivibilità e dalla vivacità dei gualdesi. Le piazze, e non una come oggi brutta e malandata, erano: Piazza Martiri della libertà, Piazza Garibaldi, Piazza delle erbe (Piazza Marconi) e Piazza Mazzini; ora questa non c’è più e presto sulla sua area sorgerà un parcheggio; fino al recente dopoguerra esisteva ed era importante: da un lato era circondata dalle scuole vecchie (prima ancora la costruzione era un ospedale) e nel periodo bellico i locali erano diventati case per sfollati; a est c’era la magnifica chiesa di S.Agostino (a fine guerra era diventato un circolo ricreativo scomparso per far spazio all'edificio delle poste.

Piazza Mazzini che era circondata da filari di platani e ippocastani con panchine di pietra, in certe ore era occupata dagli anziani e dalla mamme, in altre ore veniva occupata da monelli per giocare a pallone. Nelle serate estive, quando arrivava il circo, vi si facevano spettacoli ed anche rappresentazioni teatrali.

Piazza Garibaldi in quegli anni lontani (sono passati più di cinquanta anni), non era ancora asfaltata e c’era un distributore di benzina, mentre al centro sorgeva il monumento ai caduti che ora si trova collocato ai giardini pubblici; ai lati c’erano laboratori, botteghe, negozi, artigiani e barbieri. Di sera la piazza era occupata dai ragazzi che giocavano intorno al monumento ed era luogo di appuntamenti per le coppie di innamorati.

La terza, Piazza Martiri della libertà, era il salotto di Gualdo Tadino; ha funzionato sempre come il cuore pulsante della città, il luogo preferito dalle famiglie per le passeggiate serali e domenicali, dalle ragazze e dai giovanotti; qui si svolgevano le manifestazioni pubbliche, gli affollati comizi elettorali. Con il rosone della cattedrale sullo sfondo, il palazzo comunale ben conservato da un lato ed il complesso dei palazzi dirimpettai aveva un aspetto caratteristico, tanto che la ricordava anche il Direttore di un grande giornale del nord Italia, che vi era passato al seguito delle truppe di liberazione "c’è ancora quella bella piazza?" La piazza principale della città oggi ha perso tutto il suo fascino e la sua bellezza, diventando brutta, vecchia con un fondo sconnesso diviso fra bitume e pavimentazione, una vergogna per la città di Gualdo Tadino.

La "piazza delle erbe" infine era un angolo vivo e partecipato della vita cittadina; accanto al negozio di Giacomino c'erano tutti i giorni numerose bancarelle dove i contadini della campagna vendevano frutta e verdura, due negozietti e la classica osteria, dove si davano appuntamento tanti gualdesi per ritrovarsi alla fine di una giornata lavorativa. Le donne vi si recavano per acquistarvi a buon mercato erba campagnola e frutta nostrana, perché i prezzi erano sempre competitivi. Oggi come piazza è morta ed è stata ridotta al solito parcheggio a pagamento per le macchine.

Se si prova a fare un confronto fra ieri e oggi, allora si comprenderà come il volto del centro storico, con le sue piazze scomparse, sia mutato in peggio e il cuore pulsante della piazza abbia perduto il ruolo e la funzione di salotto dei gualdesi. La nostra città era più bella ieri o oggi? La risposta non è difficile.

GUALDESITA'

 

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