L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 13 - 4 luglio 2004 | |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||
Una nostra intervista ai commercianti del centro storico "Servono subito interventi strutturali per il centro" Sarebbe dovuta essere una piacevole chiacchierata con i commercianti del centro storico: una vetrina, con tanto di foto, in cui ciascuno avrebbe potuto dare consigli su come risolvere gli endemici problemi del centro storico, esprimere pareri su tante questioni ancora in sospeso, mostrare la propria vitalità di imprenditore, farsi un po di pubblicità e via dicendo. Fino a prova contraria, il nostro paese è democratico e in democrazia la diversità di opinioni rappresenta il motore della crescita umana e culturale di una società, perché è proprio dal confronto, e non dallimposizione, delle idee che viene elaborata la soluzione più adatta a rappresentare la volontà collettiva. In realtà solo una parte di coloro ai quali abbiamo chiesto un parere, unimpressione ha voluto esprimerla. Molti non hanno voluto dir nulla. Altri, anche proponendo idee di estremo interesse, hanno preferito restare nellanonimato. Alcuni hanno espresso apertamente le loro osservazioni. Per rispetto di tutti - perché non sembri che si voglia in nessun modo privilegiare chi è stato più schietto nei confronti di chi è stato più timoroso - rinunceremo a far nomi, anche per i non pochi che - con molta naturalezza - hanno espresso le loro opinioni, facendosi persino scattare una foto. Li ringraziamo, comunque, di cuore. Come ringraziamo anche gli altri. Le domande di partenza Sono le tre le semplici domande che vengono rivolte a tutti gli esercenti intervistati - che non rappresentano la totalità della categoria, ma una buona parte. 1) Ha notato più turisti o, comunque, più gente in centro storico in occasione della Mostra di Matteo da Gualdo? 2) Quali suggerimenti darebbe al nuovo sindaco per rivitalizzare il centro storico e risolvere i suoi problemi? 3) Ritiene utili iniziative come mercatini dellantiquariato, mostre o feste in centro storico?
Due sono i sentimenti che, in generale, emergono dalle risposte o, comunque, dalle non-risposte. Il primo, dicevamo, è il timore: il timore di esporsi, di fare affermazioni. Una immagine del centro storico: arte, auto e ricostruzione Abbiamo più volte sottolineato che la nostra intervista verteva su questioni del tutto innocenti: non chiedevamo di fare critiche a qualcuno, ma semplicemente di suggerire qualche cosa. Eppure molti non hanno voluto esporsi. "Qui a Gualdo la gente chiacchiera" ci dice un commerciante "e non vorrei che quello che dico venisse interpretato male" Un altro ci spiega che chiunque esprima un parere diverso da quello che pensano alcuni altri commercianti finisce per essere attaccato e persino calunniato. La maggior parte di quelli che non vuol parlare non dà spiegazioni. "Meglio di no", "Non è il caso", "Preferisco di no". Alcuni ci fanno le loro osservazioni, ma vogliono restare anonimi. Insistiamo: ci sembra che le loro idee non solo siano estremamente interessanti ma che non ledano in nessun modo gli interessi di nessuno né li espongano in nessun modo. "A Gualdo le cose vanno così!" Un certo pessimismo Il secondo sentimento è un generale scoramento. Riguardo alla prima domanda, infatti, la riposta è quasi unanime. "Non sè visto nessun turista, anche durante la Mostra di Matteo da Gualdo. Ma, del resto, Gualdo non sarà mai una città turistica. "Forse qualcuno in più lavrò visto: erano dei turisti, forse", osserva un altro, "ma nessuno è certo venuto da me a comperare nulla". "Sì da me qualcuno è venuto" ironizza un altro "ma a cercare il bagno. Del resto, che vuoi? pubblici non ce ne sono!" Da qui il discorso scivola, inevitabilmente sulle cose che, a Gualdo non vanno. "Noi commercianti dovremmo fare il nostro 'mea culpa', perché è anche colpa nostra se non si riesce ad avere una volontà unanime di creare qualcosa per il centro storico. Faccio un esempio: per la mostra di Matteo da Gualdo, tutti i commercianti avevano stabilito che si tenessero aperti gli esercizi anche la domenica. Eppure solo pochi hanno rispettato questo impegno: se non si apre tutti, non serve a nulla che qualcuno apra. Non solo: lapertura domenicale degli esercizi commerciali non deve avvenire una o due volte lanno, perché così è una perdita di tempo. Deve divenire una cosa abituale, in modo che la gente, sapendolo, venga a fare shopping in centro. Altrimenti sa a che serve? Forse a togliere le ragnatele dal mio negozio!" Su questo fatto concordano altri. "Io ho mantenuto fede allimpegno: ho tenuto il negozio aperto. Ma come me ce nerano pochi: si contavano sulle dita di una mano." Altri obiettano "Lapertura domenicale durante la mostra di Matteo da Gualdo è stato un palliativo inutile. Ma, in fondo, a che scopo tenere aperto? Non cera mercato, non cerano potenziali clienti! Ben vengano le iniziative culturali come la mostra; ben vengano i mercatini, le fiere, le esposizioni ... ma una rondine non fa primavera. Bisogna fare interventi strutturali, mirati, ragionati, perché noi siamo di fronte ad un paziente che muore: il centro storico. Se uno ha uninfezione grave e prende solo un analgesico, senza antibiotici, muore!" Tanti problemi irrisolti Spontaneamente, molti commercianti iniziano a parlare dei problemi del centro storico: il parere è unanime. Poca pulizia, poco ordine, pochi parcheggi, poche attrattive. "Persino i tombini e le fogne sono chiuse: quando piove si allaga tutto!" Alcuni hanno osservazioni da fare anche nello smaltimento dei rifiuti, che spesso restano ammucchiati per giorni. Ma i più obiettano sul traffico. "Ma lo vede comè ridotto il centro storico?" osserva un altro commerciante (e non è il solo) "E' vergognoso che ci siano auto in sosta ovunque: qui in piazza è una vergogna! Perché mai dovrebbe venire un turista qui a Gualdo? a vedere le auto infilate ovunque? in quale città dellUmbria trovate la piazza centrale trasformata in un parcheggio?" Un altro commerciante riporta la propria esperienza traumatica vissuta il giorno di Pasqua: "Auto ovunque, in terza fila, non uno spazio per camminare, puzza di gas di scarico, non un negozio aperto: nemmeno un bar dove prendere un caffè! Questa è una città vivibile? Qui dovrebbero arrivare i turisti? Cè da vergognarsi e basta! E io mi vergogno!" Qualcuno ha, tuttavia, unopinione diversa in proposito. "Perché mai non dovremmo far parcheggiare le auto in piazza? Tanto, tutti lo sanno, Gualdo non sarà mai una città turistica: è una città in cui non cè niente da vedere e che ai turisti non piace (sic!). E poi, i turisti di oggi sono mordi e fuggi: non comprano, spendono pochissimo. A me, sinceramente, non importa dei turisti: io vorrei che al centro venissero i gualdesi." La questione del traffico Sulla questione della chiusura del centro storico al traffico i pareri sono discordi: molti caldeggiano la chiusura permanente, con la realizzazione di parcheggi nei paraggi del centro storico; molti sono fermamente contrari: "Si deve poter venire in centro con lauto, ma senza lassillo dei vigili e delle multe: si deve poter comperare con calma e non lo si può certo fare con quattro vigili che aleggiano come avvoltoi sulle auto dei propri clienti (immagine che più di un commerciante cita). E' assurdo porre la sosta a tempo: zona disco trenta minuti? ma che si fa in trenta minuti? come si fa a scegliere con calma? Ecco perché la gente neppure ci entra in centro storico!" "Sosta a tempo? Ma se qualche auto rimane in piazza Martiri da mattina a sera! Qui le multe, le fanno solo a chi non è raccomandato!" "Viviamo nellincertezza nella circolazione" osserva un altro "strade chiuse, sensi di marcia continuamente invertiti, multe continuamente inflitte a commercianti e clienti dei commercianti. Ma chi glielo fa fare ad un povero cristiano di salire qui in centro a fare spese?" Un centro storico depauperato Ma i problemi non sono solo questi. "I commercianti del centro storico stanno chiudendo uno dopo laltro per un semplice fatto", osserva un commerciante, "al centro non ci abita più nessuno! La prossima amministrazione dovrebbe in tutti i modi incentivare il ritorno al centro dei residenti e, soprattutto, dei servizi. Le farmacie, lufficio postale, gli studi medici devono essere riportati qui al più presto. I commercianti sono solo una parte degli insoddisfatti: sono i pochi gualdesi che ancora hanno il coraggio di abitare qui che sono infuriati." "Ad una certa ora" osserva un altro esercente "sul centro storico di Gualdo cala il coprifuoco: nessuno, specie dinverno, esce più, perché ha paura. Io non faccio un discorso dintolleranza razziale o altro, perché nemmeno me lo sognerei. Faccio un discorso unicamente di ordine pubblico e di appetibilità del centro storico. Sa che le dico: se io dovessi venire in centro a far compere dalla periferia, io non ci verrei. E glielo dico io, da commerciante!" Unaltra osservazione è questa: "Di notte, con quelle luci giallastre e fioche, nemmeno si riesce a vedere in faccia unaltra persona o a vedere i colori: niente! Se si deve risparmiare, non lo si faccia con lilluminazione pubblica!" "Con labbattimento della scuola media, che era orrenda, hanno però abbattuto anche gli alberi: sbagliatissimo!" Ma il problema più grave è lo spopolamento del centro. "Questo è il punto" osserva un altro "se non si riportano i gualdesi in centro, gli esercizi commerciali saranno destinati a chiudere." "Bisogna abbellirla questa città: adesso come adesso è squallida, invivibile, caotica di giorno, un mortorio di sera, anche destate. Finché non sarà bello vivere in centro, nessuno tornerà più qui." "Rimbocchiamoci le maniche!" Ben vengano quindi le iniziative come i mercatini dellantiquariato. "Io vorrei" aggiunge una simpatica commerciante "solo poche cose: panchine, fiori, un po dombra, parcheggi e centro chiuso al traffico, per passeggiare e discutere come una volta. Vorrei anche roba un po meno intellettuale di Matteo da Gualdo: basterebbe anche qualche serata danzante, un po di musica alla buona per tutti. E mi piacerebbe anche unaltra cosa: che ce la smettessimo di lamentarci e basta e facessimo davvero qualcosa per il nostro centro. Quel che si fa a Gualdo è sempre brutto. Così non si va avanti." | L'INTERVISTA
| |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||