L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 11 - 6 giugno 2004

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Purello: alla scoperta del Centro per anziani "Francesco Ridolfi Bizzarri"

Una casa di riposo che sembra un agriturismo

Come, dal sogno di un imprenditore e di sua moglie, con la collaborazione di molti è nata una struttura in cui, per gli anziani, essere ospitati è - senza mezzi termini - davvero una bella vita!

14frb1.jpg (18437 byte)Se, spesso, "casa di riposo" è un eufemismo per indicare un luogo anonimo, freddo, disumano dove poveri anziani dimenticati da tutti trascorrono tra i rimpianti e le angosce i loro ultimi anni di vita, uno dei luoghi, ancora poco conosciuti, che fa davvero cambiare idea è una piccola comunità di anziani, che sorge nel centro storico della frazione fossatana di Purello: la Casa "Francesco Ridolfi Bizzarri". Né da fuori, con le sue finestre e il suo largo terrazzo pieni di fiori, né da dentro, con le sue stanze ben arredate, i suoi spazi a misura di anziano, ricorda una casa di riposo. Ma lo è, nel vero senso del termine: qui ci si riposa. Tant’è che a qualcuno sembra addirittura un agriturismo...

Una casa accogliente

Entriamo e siamo subito accolti dalla fondatrice, la signora Velia Ridolfi Bizzarri, che ebbe l’idea, alcuni anni or sono, di chiedere in comodato d’uso alla parrocchia di Sant’Apollinare in Purello l’ex casa del giovane (fondata dall’indimenticato don Amerigo Rossetti) e i terreni circostanti per realizzare un luogo, diverso da tutti gli altri attualmente esistenti, in cui raccogliere gli anziani della zona. Già questo dà l’idea della differenza: non la solita enorme e impersonale casa di riposo, fondata con soldi pubblici, ma un luogo in cui vari enti, privati e pubblici, hanno gareggiato in solidarietà per dare ciascuno il suo contributo: oltre alla "Flaminia", di cui la signora Ridolfi Bizzarri è una delle azioniste, anche la Comunità montana - che ha realizzato gli splendidi giardini attorno alla casa, la parrocchia e tanti altri privati, la cui generosità è ricordata da un gran numero di piccole targhe dorate che spiccano ad ogni angolo della casa. Ognuno, insomma, ha dato qualcosa. E il prodotto è veramente pregevole. E a disposizione di tutti, sin dal 2001, anno della sua apertura.

Una briscolata ultracentenaria

14frb3.jpg (19397 byte)Un gruppo di 19 anziani - tanti quanto ne può contenere attualmente la casa di riposo - dagli 83 ai 97 anni vi trascorre con tranquillità le giornate. Ognuno ha una camera, con due letti al massimo; una, addirittura è singola: è quella della signora Beatrice, 83 anni portati splendidamente, appassionata di fiori, con cui ha veramente addobbato tutto l’edificio. "Ciascun anziano ha, quindi, la possibilità di vivere la sua - per così dire - privacy" ci spiega la signora Velia "se vuole, può lavarsi la sua biancheria, stenderla, ricevere le sue telefonate e farle, trascorrere un po’ del suo tempo in camera." La vita comunitaria è, però, certamente prevalente: c’è ampio spazio nel giardino, all’ombra, alle pendici boscose dell’Appennino; c’è un ampio terrazzo, pieno di vasi fioriti; c’è un salotto dove, fra una partita a carte e un’occhiata all’ultima soap, si chiacchiera amabilmente. Sul tavolo, quando entriamo, è in corso una partita a briscola. Ci presentano i quattro giocatori che, fatto un rapido conto, fanno 356 anni in quattro: la più anziana, quasi centenaria, ci appare vispa e lucidissima. Vicino a loro c’è pure un’abbonata della prima ora a L'ECO del Serrasanta: è la signora Giuseppa Luzi, 91 anni portati benissimo. Quando vede il direttore, sono baci e abbracci!

Un progetto di ampliamento

14frb2.jpg (11665 byte)Non sono soltanto di Purello, ma vengono anche da tutta la fascia, da Gualdo Tadino fino a Scheggia. C’è anche il signor Facondino, gualdese di Vaccara, 84 anni reali - 70 dimostrati - che coglie l’occasione per scambiare qualche ricordo palazzante col nostro direttore.

Giuseppa Luzi, abbonata della prima ora, con il direttore del giornale

"Questa casa, attualmente, può ospitare solo anziani autosufficienti, al contrario delle case di riposo della zona" ci spiega la signora Ridolfi Bizzarri "anche se, lo confesso, mi piacerebbe sicuramente ospitare anche quelli che non lo sono purtroppo più". Per il momento è stato presentato alla regione un progetto di ampliamento. "Nel corso di qualche anno contiamo di raddoppiare il numero di stanze in cui ospitare gli anziani: da 19, si arriverà a 38. Il tutto ci costerà ben 750.000 euro, per cui lo dovremmo fare un po’ per volta. Il nostro obiettivo è, poi, quello di riuscire a ricavare nella struttura dei miniappartamenti da destinare, ad esempio, a degli anziani coniugi: in questo modo, pur vivendo in comunità, essi potrebbero sentirsi veramente a casa loro."

Frittata con le vitalbe a cena ...

Ampia e luminosa anche la sala da pranzo. "Una cucina tutt’altro che da ospedale!" osserva la cuoca, alle prese nientemeno che con la frittata con le vitalbe. "Raccolte personalmente dai nostri arzilli ospiti!" sottolinea. "Nel menù cerchiamo di accontentarli il più possibile perché anche grazie al cibo la vita diventa migliore!"

Ma come riesce, da sola, questa casa ad assicurare un servizio così alla comunità?

"Solamente con le rette, vale a dire 800 euro al mese, e con l’aiuto dei volontari. Il Comune ci garantisce il pagamento della differenza qualora l’anziano non abbia una pensione che arrivi a questa cifra. Per il resto, ci reggiamo da soli: i medici della zona ci garantiscono assistenza con regolarità, visitando i loro assistiti più volte a settimana e restando disponibili per ogni necessità; il parroco, don Libardo Hernandez, pranza quasi tutti i giorni con noi e non c’è una festa che ci lasci da soli! La chiesa, poi, è proprio di fronte alla casa di riposo e, tutti i giorni, gli anziani hanno una messa a disposizione." Poi ci sono i volontari: o meglio, ultimamente ce ne sono di meno. E proprio per questo la signora Ridolfi Bizzarri lancia un appello: "Non lasciateci soli: curare i propri anziani è davvero un grande segno di civiltà e di umanità! Il mio compianto marito diceva sempre di avere due sogni: dare lavoro ai giovani ed assistenza agli anziani. Io penso che entrambi, più o meno, possiamo dire di averli realizzati. Ma si può fare ancora di più!"

Pierluigi Gioia

PURELLO

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