L'ECO del Serrasanta

 

N. 11 - 6 giugno 2004

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Ambiente

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (80)

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino

Maggio con il maglione e l'ombrello


Per chi non ci abbia mai finora riflettuto sopra, il mese di maggio che si è appena chiuso non è di quelli che passino inosservati e senza lasciare ricordi di sé: anche non disponendo di strumenti di misurazione, tutti si sono resi conto che si è trattato del periodo primaverile più freddo e piovoso che si sia visto da qualche tempo in qua. Per la precisione, non si ritrovava un mese di maggio così freddo e così piovoso da almeno un quarantennio, se vogliamo escludere quello del 1982 che, però, non fu così piovoso. I dati sono estremamente eloquenti: sia le temperature massime che quelle minime sono quasi 2,5°C al di sotto della norma, così come la temperatura media. A livello termico, quindi, possiamo parlare di un mese più simile ad aprile che a maggio. E le sorprese non mancano. Ripetutamente le temperature minime sono scese al di sotto dei 5°C e il 26 hanno toccato, a Palazzo Mancinelli, i 2.1°C, che è davvero un record per questo periodo. In Umbria è andata peggio solo a Città di Castello (+1°C) e a Castelluccio di Norcia (-1,7°C), che si trova, però, ad oltre 1.400 metri di altitudine. Anche le massime si sono mantenute su livelli piuttosto bassi: in nessun caso si sono superati i 25°C, mentre normalmente, nelle belle giornate, a maggio dovremmo comunque, in alcune occasiono, avvicinarsi ai 30°C o - come l’anno scorso - superarli abbondantemente.

Perché questo fresco fuori programma? Perché, come abbiamo giù notato il mese scorso, quest’anno - come si dice comunemente - "la stagione è in ritardo" e di almeno tre o quattro settimane, a causa delle continue incursioni di aria fredda continentale sul bordo orientale dell’anticiclone delle Azzorre che, stranamente, continua a mantenersi troppo ad ovest. Una tendenza, questa, che alcuni modelli matematici danno anche per i mesi di luglio ed agosto.

Anche per quanto riguarda le piogge siamo abbondantemente sopra le medie: i 138 mm caduti a Gualdo nel mese di maggio, di cui ben 104 nella prima settimana, sono davvero molti più degli 87 che, solitamente, si registrano in questo periodo, in cui l’Anticiclone dell’Azzorre comincia a prendere campo sul Mediterraneo. Chi non ha notato i bei prati verdi, i pascoli fioriti di Valsorda, come non si vedeva ormai da decenni! Ma, sopra i 1.000 metri non è mancata neppure la neve: cosa un tempo normale, attualmente anomala, almeno per quello che è il trend termico, costantemente in rialzo. Non solo: anche i giorni di pioggia (15) sono quasi il doppio di quelli che dovrebbero verificarsi a maggio. Con questo dato, la pioggia caduta nei primi 5 mesi a Gualdo Tadino supera ormai i 620 mm, che è - tanto per fare un esempio - la quantità di precipitazioni che cade a Ravenna in un anno. Se questa tendenza verrà mantenuta, alla fine dell’anno dovremmo comunque attestarci attorno ai 1.300 mm.

Un dato singolare è il vento: nella giornata del 20 maggio, a Palazzo Mancinelli, è stata registrata una raffica di ben 92.1 km/h. Si trattava di una "falsa tramontana", cioè di uno scirocco, piuttosto umido, che, incanalandosi nel valico di Valmare e scaricando umidità, si raffreddava a tal punto da "stramazzare" al suolo sul versante umbro, con gran forza – è quello che i meteorologi chiamano un "vento catabatico". Tale fenomeno è molto più frequente nella stagione invernale che in quella estiva, ma - come detto - le dinamiche di quest’inizio 2004 sembrano denotare una certa lentezza nel riscaldamento.

Pierluigi Gioia


Rilevamenti maggio 2004

 

 

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