L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 11 - 6 giugno 2004

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La debindizzazione della sanità

Non più esclusivo il rapporto tra medici e Sistema sanitario nazionale

Si è concluso sabato 22, presso l’Hotel Cavalieri Hilton di Roma, il 27° congresso dei primari ospedalieri (ANPO). L’associazione ha finalità di tipo sindacale, in particolare contratta il rapporto di lavoro con il SSN. In quest’attività assume, inevitabilmente, una dimensione politica ed instaura rapporti con il potere legislativo ed esecutivo per orientare le scelte e l’azione di governo. Si potrebbe parlare di una lobby di tipo anglosassone, che rappresenta interessi forti con ricadute di consenso elettorale non trascurabili. Sarà anche per questo che il ministro della salute, prof. Sirchia, ha fatto visita al convegno ed ha tenuto un discorso molto applaudito, che rimandava al silenzio imbarazzante con cui fu accolta il ministro Rosy Bindi in un’analoga occasione. Sirchia ha parlato dei tre punti della sua azione nei quali si erano concentrate le richieste dell’associazione: la reversibilità del rapporto di lavoro, la governance clinica, l’età pensionabile. Per il primo punto ha ricordato che, nei giorni precedenti, l’abolizione dell’irreversibilità del rapporto di lavoro dei medici è diventata legge dello stato. Ha spiegato che, d’ora in poi, per i medici che ne faranno richiesta sarà consentita la libera professione al di fuori della struttura di appartenenza, senza, con questo, perdere l’apicalità ed i benefici economici a suo tempo ottenuti. Ha motivato il provvedimento con considerazioni di ordine etico ed economico.

L’attività libero-professionale dentro la struttura (intramoenia) del passato ordinamento, portava a privilegiare i pazienti paganti, rispetto a quelli che accedevano alla struttura per le vie normali: si riproponeva in qualche modo il modello d’ospedale, che la riforma Mariotti del 68 aveva soppresso, con la corsia per gli indigenti e le camere a pagamento per gli altri. Da un punto di vista economico l’approntamento degli spazi per l’attività intramoenia ed il mancato introito, per l’erario, sotto forma di tasse, della normale attività libero-professionale, comportavano ogni anno una perdita di tremila miliardi di lire. Per il secondo punto, la governance clinica, che è stata una richiesta forte dell’associazione, il ministro ha confermato la presentazione del relativo disegno di legge in parlamento, e la sua speranza che prima della fine della legislatura sarà approvata.

Si tratta di un punto fondamentale del processo di revisione della riforma Bindi, che ha fatto dell’aziendalizzazione e del potere assoluto dei direttori generali un cardine essenziale. Su questo il contrasto con i primari è stato frontale e Sirchia, che è primario, ha elaborato questo disegno di legge che limita il potere dei direttori a favore di un collegio di direzione dove sono rappresentati i medici e la loro esigenza di riportare ad una dimensione professionale, scientifica e di rapporto umano il moloc burocratico della riforma bindiana.

Da parte dell’assemblea è risuonata forte la richiesta di tornare a fare i medici, rigettando il ruolo di burocrati che l’attuale ordinamento impone. Per il terzo punto della pensione a 70 anni per i primari, il ministro ha detto che il relativo disegno di legge è stato depositato in parlamento. Sono intervenuti, anche, il segretario della CIMO (altra organizzazione che raggruppa un notevole numero di medici ospedalieri dei vari livelli)e il segretario nazionale della CISL-medici, con i quali l’ANPO ha siglato recentemente un accordo che va sotto il nome di INTESA. Dai loro interventi è venuta una critica dura nei confronti degli altri sindacati del comparto sanità rei, a loro giudizio, di un preconcetto ideologico, con una difesa ad oltranza della riforma del ministro Bindi, bloccando il pieno sviluppo della stessa, con gli aggiustamenti e le modifiche da concordare. Da tutti è venuto un appello a ridare ai medici il ruolo di terapia e diagnosi, rigettando il modello aziendalista che affidava loro responsabilità economiche e di gestione.

A poche settimane dalla consultazione elettorale, l’approvazione del decreto-legge sull’abolizione dell’irreversibilità, è parsa a molti dei convenuti un segnale del governo al mondo ospedaliero. A suo tempo si disse che il governo D’Alema era caduto, anche, per l’opposizione montante nel paese contro i ministri Bindi e Berlinguer. Tanto era vero che entrambi furono sacrificati nel successivo governo Amato.Il governo Berlusconi firmò una cambiale con il mondo della sanità, che con il provvedimento dell’altro giorno ha cominciato ad onorare. E’ difficile prevedere i successivi passi, perché l’opposizione è ferma nella difesa della passata riforma e anche vasti settori della maggioranza sono contrari a modifiche che ridiano potere ai medici a scapito della burocrazia politicizzata che gestisce ora la sanità.

Marcello Paci

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