L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 11 - 6 giugno 2004 | |||||
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IL DOTTOR SEPIONI A BAGDAD "Vado perché lì c'è bisogno di me" Rimarrà in Iraq un mese come volontario della CRI allinterno del Medical City Center
Sepioni è andato in pensione il 31 dicembre a 58 anni. Ma invece di godersi il classico sospirato riposo si è rimesso in campo nella sfida forse più difficile della sua vita. Perché? "Dopo essere andato in pensione mi sono guardato allo specchio e mi sono detto: Non sei vecchissimo, qualcosa puoi ancora dare. Ho quindi scritto ad Emergency ed alla C.R.I.; la prima che mi ha risposto è stata la C.R.I. in aprile. Allora non sono partito perché non ero pronto. Pochi giorni fa è arrivata la seconda richiesta ed ho pensato che non era il caso di dire ancora no. Quindi ci ho pensato seriamente. Ho telefonato a due amici che lavorano con "Medici senza Frontiere", uno dei quali è Grifoni di Ancona, per avere qualche consiglio ed ambedue mi hanno consigliato di andare. Quindi ho accettato". E prevalente laspetto umanitario o quello professionale nella scelta? "E presente anche laspetto etico. Mi sono formato alla scuola salesiana che ho frequentato con tanti gualdesi, uno dei quali il sindaco Pinacoli. E lesperienza salesiana ha inciso nella mia formazione etica. In questa decisione prevale, però, laspetto professionale. Sono cresciuto come chirurgo alla scuola dei vari Mercati, Braccini, Pavanello, Gullà per i quali il rispetto del malato era prioritario su qualsiasi altra cosa, e in qualsiasi ora del giorno e della notte cera la massima disponibilità per salvare vite umane. Quindi vado perché cè bisogno di me per salvare vite umane". Con la vasta casistica al suo attivo(4000 interventi diretti, 12.000 in équipe) non avrà problemi nellaffrontare le tipologie di chirurgia generale che le si presenteranno. Dal punto di vista logistico avrà tutto ciò che le occorre? "Dovrò riadattarmi ad una medicina primordiale, che si praticava fino a 30 anni fa anche a Gualdo Tadino, senza TAC o ecografia. Gli esami da utilizzare sono semplici, ma non avrò difficoltà perché sono cresciuto con questa medicina". In Iraq cè la guerriglia, se non vogliamo chiamarla guerra vera e propria. Non le fa paura? "No, non ho paura. Se ne avessi avuta non sarei andato. Ho già operato in condizioni di emergenza con il terremoto del 97 e non ho avuto paura. Ma non sono un incosciente. Sono consapevole che vado come volontario con una associazione importante come la CRI che dà la massima protezione". Si fermerà un solo mese o proseguirà lesperienza? "Come prima esperienza è sufficiente un mese. Se mi adatterò bene e la CRI avrà ancora bisogno di me posso anche pensare di andare oltre". E sposato con due figli ormai grandi. Ha deciso da solo di partire o si è consultato con i familiari? "L'ho detto a tutti. Le reazioni sono state diverse, ma è stato determinante il consiglio di Grifoni". Cosa si aspetta di ricevere da questa esperienza? "Soprattutto un arricchimento umano, che poi è ciò che il chirurgo riceve dopo ogni intervento in cui riesce a salvare una vita umana". Avrà compensi? "No. Nella mia qualifica di volontario di soccorso non prenderò soldi". Lei è un medico che parla molto con i suoi pazienti. Come farà a parlare con gli irakeni? "Ho acquistato un vocabolario Italiano-Arabo per imparare qualche parola. Poi avrò a disposizione un interprete". | PRIMO PIANO | |||||
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