Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 11 - 6 giugno 2004 | |||||
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Elezioni 12/13 giugno
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Cambiare o non cambiare?
Ha sollevato qualche interrogativo il sopratitolo alleditoriale dapertura dellultimo numero: cerchiamo di dare delle risposte, per sgombrare il campo dal sospetto di possibili personalismi.
Seguendo il dibattito politico e partecipando alla presentazione delle varie liste di candidati, abbiamo raccolto in più occasioni la richiesta di cambiare. Ma come e che cosa?
Certo il modo di far politica; un paese ingessato dal 72% di consensi, con cui fu gratificato nel 1999 il sindaco Pinacoli, oggi pensa in maniera diversa: ne sono indice la dissociazione dallamministrazione uscente di vari assessori (Ponti, Anderlini, Campioni), la disgregazione dalla maggioranza con uscita de La Margherita, il documento (di qualche mese fa) della minoranza interna ai DS, le divisioni di DS e RC sfociate nella lista "A sinistra per Gualdo", la nascita dei Verdi come forza politica.
Anche se DS, RC, SDI e "Popolari per Gualdo" sono per la continuità nella persona dellassessore Scassellati, forti dei risultati conseguiti nella ricostruzione e in varie iniziative indice di cambiamento nella cultura di governo (musei, convegni, mostre), di altro avviso sono i sostenitori di Matarazzi, Morroni, Biagiotti (AN, FI, UDC, Verdi, PdC, ex RC, dissidenti dei DS).
E anche il paese è cambiato, e non di poco: con laumento degli abitanti a 15.000 la città è diventata un centro multietnico, con tutti i problemi che ne derivano: sono scadute le condizioni di vita; è venuto meno il mito della piena occupazione, precariato e sottosalari flagellano il mondo del lavoro e, anche se la disoccupazione trova sfogo nelle contigue aree industriali di Fossato di Vico, Fabriano e Nocera Umbra, il reddito medio degli abitanti ci vede più in basso che in passato rispetto ad altre realtà.
Scelte urbanistiche (che lo stesso sindaco in una intervista TV ha classificato come "cose che non rifarei") hanno trasformato in negativo lambiente cittadino, con un centro storico degradato che ha perso gran parte delle attività commerciali, una organizzazione del traffico definibile quanto meno "insoddisfacente", la nascita di vari comitati spontanei di protesta negli ultimi anni.
Catastrofismo? No, è lobbiettiva valutazione di una realtà tenuta in piedi per ora dai finanziamenti per il terremoto, una droga tuttavia destinata ad esaurirsi, e che non costituisce una prospettiva.
Aggiungiamo che i finanziamenti dello Stato per ammodernare (finalmente!) le nostre strade stanno restituendo al territorio gualdese una centralità che apre nuovi orizzonti in campi del terziario a lungo snobbati e trascurati da una classe politica che solo in tempi recenti ha riscoperto cultura e turismo; infine, anche nel costume della gente comune, cè stata unevoluzione: con i night, le discoteche e le balere, anche i motivi di trasgressione sono cambiati e se dieci anni or sono ne era espressione il "fiasco" di vino, oggi tante famiglie sono angustiate dalla diffusione dello "sniffare", nonostante lopera di contenimento che vede impegnati quotidianamente i Carabinieri. E' un contesto quindi in cui hanno buon gioco quanti gridano che non esistono uomini e programmi buoni per tutte le stagioni anche se agli innovatori manca un disegno politico comune.
E, quanto a cambiamenti ne suggeriamo uno, valido per chiunque dei quattro contendenti sarà il vincitore.
Trentacinque anni di sterile apparentamento con Gubbio impostoci dai "piccoli padri" perugini, non hanno prodotto che contrasti ricorrenti senza alcun vantaggio, come il trascinarci nel nuovo carrozzone dellAlta Umbria: poiché, dopo il tramonto dei comprensori, si opera per "progetti di area vasta", i nuovi amministratori riflettano se non sia opportuno per la città spaziare su orizzonti diversi da quello del Chiascio; anziché inseguire una Gubbio oberata da problemi propri (1700 disoccupati), è più proficuo che Gualdo Tadino, in virtù della sua posizione geografica, guardi ad Assisi, Foligno, Fabriano e alla stessa Perugia: è già realtà che nel territorio da Nocera Umbra a Scheggia (quindi anche a Gualdo Tadino), tanta gente mangia in virtù di oltre tremila buste paga che mensilmente vengono da Fabriano. E' puramente scriteriato pensare un avvenire della città e del territorio basato sulla ricostruzione, sulle cooperative e sulle briciole che possono cadere dal tavolo di un contenzioso perenne con chi sta peggio di noi; sperimentare nuove alleanze e nuove convergenze non può portare che risultati migliori di quelli dellultimo trentennio. | ||||||
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