L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 10 - 23 maggio 2004

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Il mio anno di servizio civile

A colloquio con Orietta Galli, che effettua l'anno di servizio civile, un tempo "ripiego" per renitenti alla leva, oggi prezioso strumento di formazione e crescita umana anche per le ragazze.

 

08oriettagalli.jpg (12495 byte)Se qualcuno la vedesse lì, seduta nel suo ufficio del circolo Acli "Ora et Labora" di Fossato di Vico, fra le sue mille carte; oppure all’ingresso di un convegno o di un dibattito, mentre accoglie il pubblico, distribuisce opuscoli e programmi; oppure, ancora, mentre aiuta anziani, disabili e giovani immigrati a risolvere i tanti problemi che la dura vita quotidiana pone davanti; quel "qualcuno" potrebbe, qualunquisticamente chiederle: "Ma chi te lo fa fare? Sei giovane: divertiti, va’ a spasso prima che ti tocchi lavorare!". Glielo chiediamo anche noi, ma con la sincera curiosità di conoscere le motivazioni della sua scelta di fare il servizio civile che, per le ragazze e, fra un po’ anche per gli uomini, non è obbligatorio.

 

Orietta, qual è stato il motivo che ti ha spinto a fare un anno di servizio civile?

 

L’opportunità di inserirmi nel mondo del lavoro, magari facendo un po’ di pratica non solo a livello lavorativo, ma anche per quanto riguarda i rapporti con le persone: imparare a rispondere al telefono, mettersi dalla parte di chi aiuta dimostrando disponibilità e gentilezza, venire a contatto con molte realtà spesso problematiche e cercarne, per quanto possibile, una soluzione.

 

Come hai fatto a conoscere questa opportunità?

 

Circa un anno fa, non appena finito un corso di computer durato un anno e mezzo, mi ritrovai ad affrontare un problema assai comune: la ricerca di un lavoro. Andai a parlare con Giovanni Pascucci, Presidente del circolo Acli "Ora et labora" di Fossato di Vico, noto nella zona per la sua capacità di trovare una soluzione ad un’ampia varietà di problemi. Prima di parlare con lui, non sapevo ancora niente del servizio civile volontario. Lui m’informò che aveva possibilità di assumere una ragazza come volontaria del servizio civile presso il suo circolo e che, se ero interessata, mi avrebbe aiutato nella compilazione della domanda.

 

E poi, che è successo?

 

Successivamente alla compilazione della domanda, circa un mese dopo, ricevetti una lettera dalle Acli nazionali, nella quale era scritto che mi sarei dovuta presentare a Roma presso la loro sede, per svolgere un colloquio di tipo motivazionale. Alcuni giorni dopo il colloquio, mi arrivò la notizia di essere stata accettata, almeno per un anno, nella "grande famiglia delle Acli".

 

Puoi descrivere per i nostri lettori in che cosa è consistito il tuo incarico? Quante ore al giorno e quanti giorni a settimana ti ha impegnata? Quali mansioni hai svolto?

 

Il progetto nel quale sono stata inserita prende il nome "Icaro". Partito il 1° luglio 2003, si proponeva come obiettivi da raggiungere quelli di aiutare gli anziani, i giovani, i disabili e gli immigrati, dando loro la possibilità di imparare a relazionarsi con le persone, di affrontare il mondo del sociale e anche di iniziare a non essere del tutto dipendenti economicamente dai propri genitori. Sono stata impegnata sei ore al giorno per cinque giorni a settimana, con venti giorni di permesso e quindici di malattia. Prevalentemente ho svolto mansioni d’ufficio, mi sono occupata del servizio colf/badanti, gestione della contabilità, realizzazione di dépliant e volantini, compilazione di moduli vari, correzione grafica di lettere e fax, ecc ...

 

Ci puoi raccontare qualche episodio di questo servizio?

 

Appena entrata in servizio, non sapevo bene in che modo potevo essere utile alle persone, come rispondere alle loro domande, come consigliarle. Ricordo con molto piacere quando una signora anziana venne da me e mi espose il suo problema: le arrivavano continuamente bollette della compagnia telefonica Wind senza che avesse richiesto il servizio e senza aver effettuato alcuna chiamata, poiché le avevano staccato la linea telefonica. In ufficio ero rimasta sola, quindi non sapevo a chi chiedere informazioni, ma non potevo nemmeno lasciarla andare via senza una soluzione. Iniziai a fare un giro di telefonate e mi feci spiegare la procedura dalla Telecom. Spedendo i moduli e i fax necessari, quasi senza accorgermene, le avevo risolto il problema. La sua gratitudine mi fece sentire molto soddisfatta.

 

Giunta quasi al termine del tuo anno di servizio civile, giudichi utile quanto hai svolto?

 

Sì, moltissimo.

 

Hai delle osservazioni o delle critiche da fare al meccanismo di reclutamento o a quello di assegnazione degli incarichi alle ragazze che chiedono di effettuare il servizio civile?

 

E' difficile fare un’osservazione generale, perché ogni ente che richiede volontari del servizio civile ha un suo metodo di reclutamento e di assegnazione degli incarichi. Nel mio caso, le Acli hanno fatto la loro scelta sulla base del curriculum vitae e di un colloquio motivazionale. Ritengo questo metodo sufficientemente adatto in quanto permette di valutare le potenzialità di una persona sia dal lato delle esperienze lavorative e di studio, sia dal lato caratteriale e comunicativo.

 

Hai ricevuto delle critiche per la tua scelta?

 

Nessuna.

 

Qualcuno ha cercato di farti sentire un "maschiaccio" o un "Don Chisciotte"?

 

Sicuramente non un "maschiaccio" ma credo più un "Don Chisciotte", anche se non del tutto. Se per alcuni, il servizio civile significa voler dedicare un anno della propria vita ad aiutare quella degli altri, ovvero un qualcosa che si verifica sempre meno di frequente, per altri, al contrario, si considera alla pari di un qualsiasi altro lavoro e niente di più.

 

Ma per te?

 

E' iniziato come un lavoro, ma ho sentito sempre più forte la coscienza della mia utilità sociale.

 

Che ne pensi dell’abolizione del servizio militare di leva per gli uomini? Ti trovi d’accordo?

 

Non sono d’accordo perché penso che sia un’esperienza importante per un uomo, lo spinge un po’ ad uscire da quelli che sono gli ambienti familiari e quindi "a farsi un po’ le ossa".

 

Che ne pensi, invece, del servizio militare per le donne?

 

Sono d’accordo. Nonostante, a livello generale, fisicamente siano più deboli degli uomini, ci sono molte donne che sentono fortemente il bisogno di fare un’esperienza di questo genere e non vedo perché non dargliene la possibilità.

 

Qual è stato il momento più bello di questi mesi?

 

Praticamente tutti. È stato un periodo in cui ho imparato moltissime cose, ogni giorno e divertendomi. Ringrazio per questo Giovanni Pascucci che, oltre ad avermi dato quest’opportunità, nei miei confronti è stato un valido maestro.

 

Se dovessi inventarti uno slogan per pubblicizzare questa scelta, quale sceglieresti?

 

Servizio Civile Volontario: un’esperienza che arricchisce l’anima!

 

Pierluigi Gioia

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