L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 10 - 23 maggio 2004 | |||||
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Esperienza al C.V.S. Tutto è cominciato quando il 31 dicembre ho fatto ingresso per la prima volta nell'ufficio del CVS di Gualdo Tadino. Per me quella sarebbe stata una realtà nuova, completamente sconosciuta e, non avendo mai partecipato in vita mia a gruppi di volontariato o qualsiasi cosa riguardasse solidarietà o aiuti umanitari, mi trovavo un pò spaesata e soprattutto inconsapevole di ciò a cui andavo incontro. La mia sorpresa è stata quella di trovare un ambiente in cui tutti sono sorridenti e cordiali con chiunque in cui a gioia più grande è data dal poter aiutare qualcuno in difficoltà, è data dal risolvere i problemi quotidiani aiutando persone che non desiderano altro che qualcuno su cui poter contare, insomma, è cercare di rendere felici gli altri. Questo è il bagaglio più grande che ogni volontario si riporta a casa dopo una giornata passata alla Caritas, è il cuore che scoppia di gioia per essere riusciti a fare qualcosa di utile, per essere riusciti a strappare un sorriso ad una persona che forse da tanto tempo non sorrideva più. Tutto questo è importante perché ritengo che sia indispensabile nella vita di ognuno di noi di avere la possibilità di mettersi a confronto con altre persone, di mettersi in discussione e sentirsi felici per tutto ciò che la vita ci ha dato. Questa è la ricchezza che un'esperienza del genere può donare, cioè, capire di essere fortunati di tornare a casa la sera e trovare un pasto caldo ed una famiglia ad aspettarci, essere fortunati di possedere tutto ciò che vogliamo nel momento in cui lo desideriamo. Forse a mancare nella vita di ognuno di noi, in una società in cui l'avere conta più dell'essere, è proprio un pizzico di solidarietà e di compassione per chi non ha la fortuna di avere tutto ciò che abbiamo noi. Si parla spesso di pace nel mondo, di rifiuto per la guerra e di tolleranza, quindi se veramente si vuole perseguire questo fine bisognerebbe cercare dì trovare questa fratellanza e questa solidarietà nella vita di tutti i giorni. A quante persone sarà successo di camminare per la strada e ignorare o guardare quasi con disprezzo una persona seduta sul marciapiede a chiedere l'elemosina? E' proprio incontrando quella persona che bisognerebbe farsi un esame di coscienza e mettersi nei panni di qualcuno che è costretto (quasi) umiliarsi per ottenere il pane quotidiano che noi abbiamo ma spesso ignoriamo di avere, quindi mettendosi una mano sul cuore dobbiamo cercare di andare aldilà dei pregiudizi e soprattutto dell'egoismo e donare qualcosa anche di piccolo a qualcuno che ne ha più bisogno di noi. Di sicuro questa è un'esperienza che fa crescere, che ci permette di vedere la vita con occhi diversi e che soprattutto sensibilizza molto le persone. In fondo donare un sorriso rende felice il cuore, arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona e si incontra chi non lo offre siate gentili e porgetegli il vostro perché nessuno ha tanto bisogno di un sorriso come colui che non sa darlo. Lara Lacchi | PRIMO PIANO | |||||
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