L'ECO del Serrasanta

 

N. 10 - 23 maggio 2004

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Ambiente

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (79)

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino

Un 2004 (finora) ricco di pioggia


Sono tranquillizzanti i dati relativi alle precipitazioni dei primi mesi di quest’anno. Nei primi 150 giorni del 2004, infatti, contrariamente a quanto accaduti negli ultimi tempi, la quantità di precipitazioni accumulate nella zona di Gualdo Tadino è al di sopra della media. Il dato è chiaro e non ha bisogno di commenti: quasi 600 mm di pioggia caduti contro i 488,8 della media. E non è finita: il mese di maggio è, difatti, non ancor terminato e si preannuncia veramente da record per tutte le zone appenniniche. Niente timori, insomma, per gli approvvigionamenti idrici di quest’estate. Tuttavia, se analizziamo i dati mensili, scopriamo che l’anomalia non sussiste che in parte. I dati normali di Gualdo Tadino indicano, in effetti, che aprile dovrebbe essere il mese più piovoso del primo semestre con 110,7 mm: così è stato anche quest’anno, con ben 174 mm di pioggia, dato che è sicuramente il più alto dell’ultimo ventennio. Al secondo posto sarebbe dovuto trovarsi il mese di febbraio, dove mediamente cadono 101,3 mm di pioggia e così è stato, con 143 mm. L’anomalia è per marzo, che dovrebbe trovarsi al 3° posto, ma che è risultato, quest’anno, un mese poco piovoso, con appena 70 mm. L’altra eccezione è quella di maggio: solitamente dovrebbero cade 87,2 mm, ma, solo nei primi 10 giorni, ne sono già caduti oltre 100.

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Il perché di tanta pioggia

Come mai, quest’anno, questa novità? Il fatto è che, mentre al livello del mare le temperature si sono alzate in questa primavera quasi come nella norma, in quota questo non è successo: ad esempio, a 5000 metri sono pressappoco i valori di questo inverno (fra i – 20 e i – 30°C). Questa "bizzarria" è stata prodotta da cospicui afflussi di masse d’aria polare, fredda, che a contatto con gli strati inferiori più caldi è divenuta estremamente instabile, favorendo i moti verticali, la formazione delle nubi e, quindi, copiose precipitazioni. L’anomalia ha riguardato soprattutto le regioni del centro-sud, dove, già a maggio, i venti caldi e secchi che provengono dal Sahara provocano scarsissime precipitazioni.

Uno sguardo al futuro

Che cosa ci aspetta, dunque, per l’immediato futuro? Le previsioni meteo non si spingono oltre i 4-5 giorni, lo sapete. Ma alcuni modelli matematico-statistici di nuova concezione indicano che, a fine maggio e per buona parte di giugno, farà piuttosto caldo; dalla fine di giugno, poi, e per tutto luglio ed agosto si attendono un’estate fresca e piovosa. Sarà vero? Non si sa: basta che non torni il caldo dell’anno scorso!

Pierluigi Gioia

 

 

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