L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 9 - 9 maggio 2004

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Il quarantennio della sinistra

 

di Walter Facchini

 

A Sigillo i Democratici di Sinistra festeggiano i quarant’anni di ininterrotta amministrazione, da quando, dopo il predominio, nell’immediato dopoguerra di amministrazioni democristiane, nel 1964 ci fu la "Svolta Storica".

 

Negli anni Sessanta l’assetto demografico e territoriale stava rapidamente cambiando, la crisi dell’agricoltura era alle porte e i cantieri del mattone ma soprattutto la grande industria, bramante di manodopera, stava attirando nelle metropoli del centro-nord milioni di persone. Lo spopolamento delle campagne assomigliava più ad un grande esodo di una grande guerra, senza un ricambio generazionale l’agricoltura era agli sgoccioli, la collina completamente abbandonata e la pianura, poca ma fruttuosa, già da tempo era lavorata e coltivata con mezzi moderni e le "famiglie contadine" stavano diminuendo a vista d’occhio, inoltre, le lotte per elevare il "ceto contadino", stavano dando i primi frutti e la gente capì che uniti e fermi si poteva ottenere quel qualcosa in più; In questo scenario avvenne la svolta.

 

L’intuito di un giovane emergente, che sarebbe diventato un mito, coadiuvato dalla vecchia guardia P.C.I. e P.S.I, convinsero un liberale e ricco proprietario terriero, Amedeo Fantozzi, a presentarsi come sindaco di uno schieramento trasversale fatto apposta per conquistare il Comune di Sigillo.La notizia fu presa con leggerezza dagli amministratori democristiani che, forti del duo Aleandri-Giovannini, dall’influenza del clero e della media ed alta borghesia, non hanno tenuto conto che i tempi erano maturi ed il velato ricatto che c’era fra i padroni e la povera gente di campagna, paurosa di esprimere le proprie idee, dovuta al fatto che: "se ‘l sa ‘l padrone ce manda via dal podere" era finita da tempo poiché il nord reclutava operai. Forti della spregiudicatezza, che spesso aumenta la fermezza e non la paura di manifestare i propri ideali, il giovane sindacalista Mariani protetto dal proprietario terriero Fantozzi si sentì al sicuro poiché: "il padrone è con noi".

 

Fin dalle prime battute elettorali la Piazza Martiri era stracolma di gente ad applaudire i rappresentanti della "Lista Civica", finito il comizio la piazza si svuotava e poche erano le persone ad ascoltare i democristiani, che capirono in ritardo e tentarono un recupero, facendo arrivare un parlamentare da Roma; ma non ci fu nulla da fare il Comune passò al centrosinistra e, da allora sono passati quarant’anni e nessuno se lo sarebbe mai immaginato.

 

I partecipanti a quella svolta che sono i protagonisti principali, purtroppo molti non ci sono più, ma ancora moltissimi rimpiangono quel modo di fare politica, soprattutto quei valori ricchi del rispetto reciproco, fra uomini veri, quel carattere così temprato dalla tragedia della guerra e dalle mille battaglie e dalle conquiste sociali per elevare la dignità dell’essere umano.

 

Ora, con animo sereno, posso affermare che i figli di quella sinistra, i figli di quelle battaglie, di quelle conquiste hanno spianato, con il loro sudore ed i loro sacrifici, la strada alle nuove generazioni; ed è con altrettanto animo sereno che devo affermare che noi nuove generazioni non siamo degni dei nostri padri, poiché abbiamo come un rigetto, un rifiuto, ci vergogniamo delle nostre radici, vogliamo essere come l’élite della destra, copiamo il loro modo di vivere e i loro atteggiamenti che sono innati in loro perché: "signori si nasce e non si diventa", non capendo che i nostri padri erano veramente dei grandi Signori.

SIGILLO

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