L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 9 - 9 maggio 2004 | |||||
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Un gualdese a Giarabub Memorie di Michele Mancini della battaglia e della prigionia, raccolte
da Mauro Mancini
Indubbiamente la guardia era unattività meno pericolosa, ma lufficiale dispezione Angelo Longo una volta punì me e il mio amico Orfeo Pescini perché non avevamo vigilato attentamente. Di Orfeo ho ancora in mente lindirizzo completo, perché le stesse lettere che scrivevo a casa per la mia famiglia le scrivevo anche per la sua. La truppa era composta tutta da soldati nati tra il 19 e il 20, in gran parte erano Siciliani. Umbri eravamo in due, io e uno di Passignano, di cui non ricordo il nome, Orfeo invece era Toscano. La messa di Natale del 1940 fu celebrata per alcuni di noi, il giorno prima, proprio per non lasciare sguarnito il presidio, in un angolo esterno di quella moschea che costituiva il fulcro delloasi. Lattacco finale avvenne con grande dispiegamento di forze: oltre agli Inglesi cerano Neozelandesi e Australiani con potenti autoblindo alle quali noi contrapponevamo armi della prima guerra mondiale e mitragliatrici austriache chiamate "svarsellose". Il presidio si arrese quando fu ferito il colonnello Castagna, ma mi ricordo leroica morte del tenente Guerriero che, benché ricoverato in ospedale perché affetto da ameba, al primo attacco nemico uscì dallospedale imbracciando le armi. Fatti prigionieri fummo trasferiti a bordo di camion alloasi di Siwa, poi al campo di Marsa Mattruh. Proprio nei pressi di Marsa Mattruh persi di vista Orfeo che, caduto dal camion che ci trasportava, era rovinato sulla strada. I soldati inglesi non mi consentirono di avvicinarmi, ed io risalii sul camion verso il campo 307. Al campo 307 rimasi fino al settembre del 1941. In questi mesi di permanenza al campo recuperai progressivamente la vista che si era notevolmente affievolita per le privazioni subite. Il 29 settembre, proprio il giorno del mio compleanno, fui imbarcato sulla Queen Elisabeth, destinazione Australia, ad altri ospiti del campo 307 era toccata in sorte o la Scozia o il Sudafrica. La prigionia è stata assai lunga, dal 1941 al 1947, anche se devo dire che sono stato trattato con umanità. Prima tappa fu lo Stato di Victoria, e precisamente Villargorg, ma la parte orientale dellAustralia, in quei lunghi anni, me lhanno fatta percorrere tutta! La destinazione successiva fu Booton Bay, poco distante da Sidney, poi mi è toccata Homme Hill, allestremo nord dellAustralia, nella penisola di Capo York, dove eravamo impiegati a tagliare legna, poi sono ritornato a sud, ad Armidale, a lavorare in una fattoria. Finalmente, il 27 gennaio del 1947, dopo 34 giorni di navigazione, sono ritornato a casa. La storia (Da un sito del Ministero della Difesa) Giarabub è unoasi libica posta a circa 300 km dalla costa, è formata da palme, orti e pozze dacqua, in una larga fenditura del deserto. Si trova su un crocevia di piste che collegano oasi libiche ad oasi egiziane; per molti giovani è solo un nome esotico, ma per i nostri genitori ricorda un atto di resistenza eroica dellesercito italiano durante la seconda guerra mondiale, tanto nobile che il regime fascista lo additò agli italiani come esempio di virtù guerresca. Su questo episodio bellico, infatti fu composta una canzone e, nel 1942, fu girato un film con la regia di Goffredo Alessandrini. Lattacco inglese contro questo presidio militare, inizialmente difeso, quasi esclusivamente, da soldati libici inizia nel giugno del 1940. Le sorti della guerra in Libia, per lesercito italiano cominciano subito ad essere disastrose, tanto che nel dicembre del 1940 loasi era diventata rifugio per tutti gli italiani nel raggio di 200 km.; per effetto del ripiegamento, la forza delloasi è di 1300 soldati italiani e 800 libici; cominciano le difficoltà per mancanza di viveri, acqua e munizioni, ma i soldati italiani resistono fino al marzo del 1941, nonostante il nemico sia superiore per uomini e mezzi, nonostante gli inviti degli inglesi ad arrendersi e nonostante il messaggio inviato ai primi di febbraio dal comando di Tripoli reciti "Non abbiamo più possibilità di rifornirvi. Resistete fino a quando avrete viveri, e dopo arrendetevi chiedendo lonore delle armi, che, dopo una sì lunga ed eroica resistenza, non potrà esservi negato ..." Alle 5 del 21 marzo lesercito inglese ed australiano vincono la resistenza dei nostri soldati che si difendono ormai con la baionetta. Nellultimo combattimento cadono 500 italiani. La canzone di Giarabub (ritornello)
Colonnello non voglio pane, dammi Piombo pel mio moschetto Cè la terra del mio sacchetto Che per oggi mi basterà. Colonnello, non voglio lacqua, dammi Il fuoco distruggitore Con il sangue di questo cuore La mia sete si spegnerà. Colonnello non voglio il cambio, qui nessuno ritorna indietro non si cede neppure un metro se la morte non passerà. | PERSONAGGI | |||||
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