L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 9 - 9 maggio 2004

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

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PREMIO ROCCA FLEA

Si è chiusa con successo la terza edizione

Una rassegna che è nata bene ed è continuamente cresciuta. Non potrà farlo ancora per forza d'inerzia: occorrono nuovi fondi e nuove forze.

07pubblico.jpg (15601 byte)Non c’è due senza tre. Ed anche la terza edizione del Premio Rocca Flea, sul tema "Il nostro tempo e la speranza", va in naftalina e cede il posto ai preparativi per la quarta che, oltre al suo tema innovativo ("E lasciatemi divertire"), dovrebbe segnare un’evoluzione per il concorso anche in molti altri sensi.

Panoramica della sala Del Monte

Non vorremmo fornire, di questa appena trascorsa, il solito resoconto obiettivo e un po’ asettico, rassicurante semmai, ma troppo consueto.

07vicaretti.jpg (5052 byte)Di essa restano tante immagini, tante parole, tante pagine lette, tante pagine scritte. Ci restano gli sguardi lucidi - delle vecchie conoscenze come dei nuovi partecipanti - al momento della consegna del premio, la trepida attesa che si scioglie in commozione, la lettura cadenzata delle liriche e dei racconti al suono della chitarra acustica.

Umberto Vicaretti riceve il premio

A prima vista non sembrerebbe nulla diverso dal solito. C’è, infatti, il bel discorso, c’è la serie infinita di ringraziamenti a chi ha fatto e a chi ha dato, c’è il rito della consegna del premio, dello scatto della foto, della lettura dell’opera, dell’applauso, del sorriso, dell’ "arrivederci alla prossima edizione". C’è il rito dell’antologia, in cui sistematicamente l’errore di stampa esce fuori nel momento spesso in cui sfogli quell’opuscoletto su cui, tante volte, si era tornati alla ricerca di refusi, fraintendimenti ed omissioni. C’è, paradossalmente, anche la forzatura della consuetudine: la cerimonia che, ad un certo punto, s’intoppa; il nome frainteso da uno dei presentatori, la scaletta violata, il momento di silenzio quasi imbarazzante, lo sguardo smarrito dei presentatori alla ricerca dello sguardo sicuro di chi dovrebbe dire: "Ora è così!" ma che non si trova, forse perché confuso fra il pubblico.

07demola.jpg (6014 byte)C’è il microfono che non funziona - mediazione obbligatoria fra chi parla e chi ascolta. C’è il diploma non consegnato, perché all’ultimo minuto salta fuori che ci si era dimenticati di stamparlo.

Carmen De Mola, 1° premio della poesia

Ci sono i concorrenti che, per levarsi d’impaccio, scappano ancor prima del flash di rito, inseguiti poi dal loro pacco di antologie, dal piatto in ceramica a lustro in omaggio. Ci sono mille imprevisti che non dovrebbero esserci ma che ci sono. Anzi, guai se non ci fossero, perché la cerimonia sembrerebbe troppo professionale per essere vera.

08tuscano.jpg (4542 byte)Ci sono gli operatori televisivi: le panoramiche di un pubblico che segue attento - ma chi potrà cogliere i loro pensieri? - il primo piano di quella collana vistosa, di quegli occhi cerulei, di quelle mani ben tornite che applaudono, del piglio del presidente della commissione.

Il prof. Pasquale Tuscano

Ci sono gli sguardi freddi di più videocamere che si contendono lo spazio visibile, i led rossi che pungono la penombra, registrando impassibili tranci di vita vissuta.

C’è la tensione di chi organizza. La tensione di chi percepisce la tensione altrui. Il sollievo dell’arrivederci. "Tutto è andato bene", "Che barba questa premiazione!", "Ora si va a cena!"

08gardinazzi.jpg (5337 byte)Non che tutto questo sia superfluo o insincero. Sono tutte cose necessarie e imprescindibili perché anche l’apparenza è necessaria e spesso più dell’essenza. Tutte queste cose verranno, dunque, ancora fate, rifatte e ricompiute. Con amore, dedizione, sacrificio. Da parte nostra e di chiunque, dopo della Pro Tadino, avrà il desiderio di aprire o gestire un luogo di confronto o di dibattito, un concorso letterario o qualunque altra iniziativa.

Fabia Gardinazzi

08diponzo.jpg (4490 byte)Ma, al di là di tutto ciò, al di là della forma e dell’apparenza, chiediamoci una cosa: che cosa spinge tutti questi uomini e donne, ragazzi e ragazzi, di ogni parte d’Italia a partecipare ad un premio letterario di cui non hanno avuto conoscenza se non per un trafiletto sul settimanale di turno, sul sito internet aperto per caso? Che spinge tante persone a spendere tempo e denaro per un’iniziativa simile a tante altre?

Marco di Ponzo

Che cosa spinge, oggi, e spingerà domani tutte queste persone a esprimere in forme e canoni letterari i frutti della loro sensibilità o della loro capacità inventiva e a sottoporli al giudizio di una commissione giudicante? La volontà di esprimersi, e basta?

08arcelli.jpg (3329 byte)La volontà di affermarsi? La volontà di mostrare che non è vero che la letteratura ha già detto tutto ciò che si doveva dire? che non è vero che sono state percorse tutte le strade, tutti i sentieri, tutte le possibili direzioni finora intraprese?

Silvia Arcelli

La volontà di ricevere da chi li giudica un metro obiettivo del loro effettivo valore come poeti o prosatori? L’insoddisfazione per la loro condizione esistenziale? sociale? economica?

Tutto questo o forse nulla di ciò. Se il Premio Rocca Flea potesse dare una risposta a questo, avrebbe forse qualcosa in più degli altri duemila concorsi letterari italiani. La folgorante partenza di questa rassegna potrebbe quasi farci supporre che un quid in più ce l’abbia davvero.

Sta ora alla città di Gualdo Tadino, all’impegno non solo degli organizzatori ma anche di tutte le "forze culturali", far sì che non ripiombi nell’omologazione formale di tante altre manifestazioni del genere. E questo non è semplice.

Pierluigi Gioia

 


Sezione poesia

 

1° classificata: "La lunga notte" di Carmen De Mola, Polignano a Mare (Bari)

2° classificato: "Immaginare un timoniere" di Benito Galilea, Roma

3° classificato: "Il canto del gallo, un mattino" di Giuseppe Vetromile, Madonna dell’Arco (Napoli)

 

opere segnalate:

 

"Versi sul tempo attraversato" di Paolo Sangiovanni, Roma

"Con la certezza di chi spera" di Giuliana Gelmi, Cologno Monzese (Milano)

"Alla speranza" di Angelo Tittarelli, Gualdo Tadino (Perugia)

"Viaggio sentimentale" di Luca Mazzocchi, Bergamo

"Il nostro tempo è la speranza" di Stefano Cavallo, Viterbo

"Terra Promessa" di Umberto Vicaretti, Luco Dei Marsi (L’Aquila)

"Nel tempo e nello spazio" di Elisa Pasquarelli, Gubbio (Perugia)

"Tu stravincitrice dei pensieri" di Pietro Federico, Bologna

"Araba fenice" di Roberto Furcillo, Eboli (Salerno)

"Le opere di carità" di Fabia Gardinazzi, Viadana (Mantova)

"Lascio andare" di Roberta Vannucchi, Capannori-Santa Margherita (Lucca)

"La febbre della mia attesa" di Elio Picardi, Spoleto (Perugia)

 

Sezione narrativa

 

1° classificato: "La guerra dei fili" di Paolo Pergolari, Foligno (Perugia)

2° classificato: "Nineleven (9/11)" di Fabrizio Parrini, Cecina (Livorno)

3° classificata: "La pistola" di Rosa Mystica Belotti, Costa Volpino (Bergamo)

 

opere segnalate:

 

"Capodanno 2000" di Giuseppina Spalazzi, Ancona

"Lettera a un nipote che verrà" di Claudio Ferrata, Assisi (Perugia)

"Il nostro tempo è la speranza" di Angela Pisani, Laveno Mombello (Varese)

"Un tempo tutto per noi" di Giancarlo Ferraris, Perugia

"Esistenze a ritroso" di Enrico Brambilla, Almeno San Bartolomeo (Bergamo)

"Diario di una gallina" di Simona Badiali, Foligno (Perugia)

 

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CONCORSO LETTERARIO

 

Relazione del presidente della commissione

UN CONCORSO"SUI GENERIS"

Relazione del presidente della commissione

 

08cletter01.jpg (13568 byte)La Guria della terza edizione del Premio Rocca Flea per opere poetiche e narrative sul tema "Il nostro tempo e la speranza" ringrazia, anche a nome dell'Associazione Turistica Pro Tadino, quanti hanno contribuito alla sua realizzazione. In modo particolare ringrazia i partecipanti al concorso, tutti, nessuno escluso, vincitori e no.

 

Il tavolo della presidenza

 

So che, aprendo i lavori della premiazione dei vincitori a nome della Giuria, può essere antipatico assumere il ruolo del ragioniere e fare i conti del cammino percorso dal premio in tre anni, dalla prima edizione del 2001 a questa odierna. Tuttavia ciò sembra importante non tanto per sottolineare una nostra soddisfazione - che, pur legittima, sarebbe poca cosa - quanto per rendere pubblica l'affermazione del Premio, che significa successo della poesia e della cultura, che cioè abbiamo dato vita a un appuntamento culturale che, a differenza degli oltre duemila premi letterari, che oggi si contano in Italia e che solo eccezionalmente, fanno onore alla nostra cultura, questa nostro s'è imposto di anno in anno per serietà e per autorevolezza.

 

Il primo anno i concorrenti furono 46 per la poesia e 33 per la narrativa; il secondo anno, 66 per la poesia e 38 per la narrativa; quest'anno, 80 per la poesia con complessivi 218 componimenti e 51 per la narrativa con complessivi 64 racconti.

 

A parere della Giuria, il fatto più positivo consiste non tanto nell'essersi raddoppiato, in due anni, il numero dei partecipanti al Premio, quanto la significativa area della loro provenienza. Provengono da quasi ogni regione d'Italia: da Catania, da Napoli, da Bari, da Roma, da Cecina, da Bergamo, da Milano, ecc. I 'locali', gli umbri, li davamo naturalmente per scontati. E ci sono, e si fanno onore.

 

Con questa terza edizione, il Premio Rocca Flea - e lo diciamo con legittimo orgoglio - è diventato, quindi, un evento culturale nazionale. Non solo. Smentisce severamente la leggenda iettatoria, che ripetono ancora monotonamente, come una campana a martello, tante stucchevoli Cassandre, che cioè la poesia è morta, che la narrativa non giova ad alcuno, che la televisione si è ormai autoproclamata divinità assoluta ed egemone della cosiddetta cultura nazional-popolare. Eccoci qua, invece, a documentare - e a testimoniare - come la poesia e la letteratura siano più vive che mai e che la loro fiaccola è tenuta alta soprattutto da giovani, da tanti giovani, che un perbenismo ozioso ce li vorrebbe far ritenere superficiali e stravaganti. E quando la poesia è presente e viva, la speranza che l'umanità saprà trovare, quando che sia, la diritta via smarrita, ha sempre fior del verde.

 

Persuaso che "la perdita della speranza è la vera dannazione dell'uomo", Corrado Alvaro, nel lontano 1950, avvertiva che "la speranza supera ogni cosa, vince ogni difficoltà", e che "l'amara disperazione della vita (...) è la scoperta del male umano, quando questa speranza si corrode, limata dall'incontrollabile potere del male intelligente, della cupidigia, dell'avidità, dell'egoismo, dell'orgoglio" p. 48-49.

I risultati di questa terza edizione del Premio Rocca Flea dimostrano ampiamente come la riflessione di Alvaro, non solo non sia caduta nel vuoto, ma quanto sia oggi viva, attuale e ammonitrice.

 

L'impegno della giuria rimane sempre quello di proporre temi che, oltre a stimolare il piacere della scrittura e il fervore della fantasia, richiamino alla riflessione, al buon gusto e al buon senso. Siamo persuasi che questa sia l'unica linea di condotta che non solo ci tiene lontani dalla brutta fama che oggi circonda i premi letterari, ma che sia la ragione unica della nostra originalità e del nostro sempre crescente successo.

 

Alle tre edizioni precedenti avevamo assegnato temi di grande impegno etico e civile:

La piazza, la prima edizione; Riprendo il viaggio, la seconda; Il nostro tempo e la speranza, la terza. Per la quarta edizione, quella del prossimo bando del 2005, la giuria ritiene che sia giunto il momento di pensare a un tema, se non allegro - i tempi che viviamo non lo consentono davvero! -, quanto meno ironico - riflessivo, e suggerisce il divertente, ma non clownesco né scanzonato, invito palazzeschiano: E lasciatemi divertire.

Prof. Pasquale Tuscano

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