Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 9 - 9 maggio 2004 | |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||
PREMIO ROCCA FLEA Si è chiusa con successo la terza edizione Una rassegna che è nata bene ed è continuamente cresciuta. Non potrà farlo ancora per forza d'inerzia: occorrono nuovi fondi e nuove forze.
Panoramica della sala Del Monte Non vorremmo fornire, di questa appena trascorsa, il solito resoconto obiettivo e un po asettico, rassicurante semmai, ma troppo consueto.
Umberto Vicaretti riceve il premio A prima vista non sembrerebbe nulla diverso dal solito. Cè, infatti, il bel discorso, cè la serie infinita di ringraziamenti a chi ha fatto e a chi ha dato, cè il rito della consegna del premio, dello scatto della foto, della lettura dellopera, dellapplauso, del sorriso, dell "arrivederci alla prossima edizione". Cè il rito dellantologia, in cui sistematicamente lerrore di stampa esce fuori nel momento spesso in cui sfogli quellopuscoletto su cui, tante volte, si era tornati alla ricerca di refusi, fraintendimenti ed omissioni. Cè, paradossalmente, anche la forzatura della consuetudine: la cerimonia che, ad un certo punto, sintoppa; il nome frainteso da uno dei presentatori, la scaletta violata, il momento di silenzio quasi imbarazzante, lo sguardo smarrito dei presentatori alla ricerca dello sguardo sicuro di chi dovrebbe dire: "Ora è così!" ma che non si trova, forse perché confuso fra il pubblico.
Carmen De Mola, 1° premio della poesia Ci sono i concorrenti che, per levarsi dimpaccio, scappano ancor prima del flash di rito, inseguiti poi dal loro pacco di antologie, dal piatto in ceramica a lustro in omaggio. Ci sono mille imprevisti che non dovrebbero esserci ma che ci sono. Anzi, guai se non ci fossero, perché la cerimonia sembrerebbe troppo professionale per essere vera.
Il prof. Pasquale Tuscano Ci sono gli sguardi freddi di più videocamere che si contendono lo spazio visibile, i led rossi che pungono la penombra, registrando impassibili tranci di vita vissuta. Cè la tensione di chi organizza. La tensione di chi percepisce la tensione altrui. Il sollievo dellarrivederci. "Tutto è andato bene", "Che barba questa premiazione!", "Ora si va a cena!"
Fabia Gardinazzi
Marco di Ponzo Che cosa spinge, oggi, e spingerà domani tutte queste persone a esprimere in forme e canoni letterari i frutti della loro sensibilità o della loro capacità inventiva e a sottoporli al giudizio di una commissione giudicante? La volontà di esprimersi, e basta?
Silvia Arcelli La volontà di ricevere da chi li giudica un metro obiettivo del loro effettivo valore come poeti o prosatori? Linsoddisfazione per la loro condizione esistenziale? sociale? economica? Tutto questo o forse nulla di ciò. Se il Premio Rocca Flea potesse dare una risposta a questo, avrebbe forse qualcosa in più degli altri duemila concorsi letterari italiani. La folgorante partenza di questa rassegna potrebbe quasi farci supporre che un quid in più ce labbia davvero. Sta ora alla città di Gualdo Tadino, allimpegno non solo degli organizzatori ma anche di tutte le "forze culturali", far sì che non ripiombi nellomologazione formale di tante altre manifestazioni del genere. E questo non è semplice.
Sezione poesia
1° classificata: "La lunga notte" di Carmen De Mola, Polignano a Mare (Bari) 2° classificato: "Immaginare un timoniere" di Benito Galilea, Roma 3° classificato: "Il canto del gallo, un mattino" di Giuseppe Vetromile, Madonna dellArco (Napoli)
opere segnalate:
"Versi sul tempo attraversato" di Paolo Sangiovanni, Roma "Con la certezza di chi spera" di Giuliana Gelmi, Cologno Monzese (Milano) "Alla speranza" di Angelo Tittarelli, Gualdo Tadino (Perugia) "Viaggio sentimentale" di Luca Mazzocchi, Bergamo "Il nostro tempo è la speranza" di Stefano Cavallo, Viterbo "Terra Promessa" di Umberto Vicaretti, Luco Dei Marsi (LAquila) "Nel tempo e nello spazio" di Elisa Pasquarelli, Gubbio (Perugia) "Tu stravincitrice dei pensieri" di Pietro Federico, Bologna "Araba fenice" di Roberto Furcillo, Eboli (Salerno) "Le opere di carità" di Fabia Gardinazzi, Viadana (Mantova) "Lascio andare" di Roberta Vannucchi, Capannori-Santa Margherita (Lucca) "La febbre della mia attesa" di Elio Picardi, Spoleto (Perugia)
Sezione narrativa
1° classificato: "La guerra dei fili" di Paolo Pergolari, Foligno (Perugia) 2° classificato: "Nineleven (9/11)" di Fabrizio Parrini, Cecina (Livorno) 3° classificata: "La pistola" di Rosa Mystica Belotti, Costa Volpino (Bergamo)
opere segnalate:
"Capodanno 2000" di Giuseppina Spalazzi, Ancona "Lettera a un nipote che verrà" di Claudio Ferrata, Assisi (Perugia) "Il nostro tempo è la speranza" di Angela Pisani, Laveno Mombello (Varese) "Un tempo tutto per noi" di Giancarlo Ferraris, Perugia "Esistenze a ritroso" di Enrico Brambilla, Almeno San Bartolomeo (Bergamo) "Diario di una gallina" di Simona Badiali, Foligno (Perugia)
| CONCORSO LETTERARIO
| |||||
Relazione del presidente della commissione
Il tavolo della presidenza
So che, aprendo i lavori della premiazione dei vincitori a nome della Giuria, può essere antipatico assumere il ruolo del ragioniere e fare i conti del cammino percorso dal premio in tre anni, dalla prima edizione del 2001 a questa odierna. Tuttavia ciò sembra importante non tanto per sottolineare una nostra soddisfazione - che, pur legittima, sarebbe poca cosa - quanto per rendere pubblica l'affermazione del Premio, che significa successo della poesia e della cultura, che cioè abbiamo dato vita a un appuntamento culturale che, a differenza degli oltre duemila premi letterari, che oggi si contano in Italia e che solo eccezionalmente, fanno onore alla nostra cultura, questa nostro s'è imposto di anno in anno per serietà e per autorevolezza.
Il primo anno i concorrenti furono 46 per la poesia e 33 per la narrativa; il secondo anno, 66 per la poesia e 38 per la narrativa; quest'anno, 80 per la poesia con complessivi 218 componimenti e 51 per la narrativa con complessivi 64 racconti.
A parere della Giuria, il fatto più positivo consiste non tanto nell'essersi raddoppiato, in due anni, il numero dei partecipanti al Premio, quanto la significativa area della loro provenienza. Provengono da quasi ogni regione d'Italia: da Catania, da Napoli, da Bari, da Roma, da Cecina, da Bergamo, da Milano, ecc. I 'locali', gli umbri, li davamo naturalmente per scontati. E ci sono, e si fanno onore.
Con questa terza edizione, il Premio Rocca Flea - e lo diciamo con legittimo orgoglio - è diventato, quindi, un evento culturale nazionale. Non solo. Smentisce severamente la leggenda iettatoria, che ripetono ancora monotonamente, come una campana a martello, tante stucchevoli Cassandre, che cioè la poesia è morta, che la narrativa non giova ad alcuno, che la televisione si è ormai autoproclamata divinità assoluta ed egemone della cosiddetta cultura nazional-popolare. Eccoci qua, invece, a documentare - e a testimoniare - come la poesia e la letteratura siano più vive che mai e che la loro fiaccola è tenuta alta soprattutto da giovani, da tanti giovani, che un perbenismo ozioso ce li vorrebbe far ritenere superficiali e stravaganti. E quando la poesia è presente e viva, la speranza che l'umanità saprà trovare, quando che sia, la diritta via smarrita, ha sempre fior del verde.
Persuaso che "la perdita della speranza è la vera dannazione dell'uomo", Corrado Alvaro, nel lontano 1950, avvertiva che "la speranza supera ogni cosa, vince ogni difficoltà", e che "l'amara disperazione della vita (...) è la scoperta del male umano, quando questa speranza si corrode, limata dall'incontrollabile potere del male intelligente, della cupidigia, dell'avidità, dell'egoismo, dell'orgoglio" p. 48-49. I risultati di questa terza edizione del Premio Rocca Flea dimostrano ampiamente come la riflessione di Alvaro, non solo non sia caduta nel vuoto, ma quanto sia oggi viva, attuale e ammonitrice.
L'impegno della giuria rimane sempre quello di proporre temi che, oltre a stimolare il piacere della scrittura e il fervore della fantasia, richiamino alla riflessione, al buon gusto e al buon senso. Siamo persuasi che questa sia l'unica linea di condotta che non solo ci tiene lontani dalla brutta fama che oggi circonda i premi letterari, ma che sia la ragione unica della nostra originalità e del nostro sempre crescente successo.
Alle tre edizioni precedenti avevamo assegnato temi di grande impegno etico e civile: La piazza, la prima edizione; Riprendo il viaggio, la seconda; Il nostro tempo e la speranza, la terza. Per la quarta edizione, quella del prossimo bando del 2005, la giuria ritiene che sia giunto il momento di pensare a un tema, se non allegro - i tempi che viviamo non lo consentono davvero! -, quanto meno ironico - riflessivo, e suggerisce il divertente, ma non clownesco né scanzonato, invito palazzeschiano: E lasciatemi divertire. Prof. Pasquale Tuscano | ||||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||