L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 8 - 18 aprile 2004 | |||||
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Il ricordo popolare della Passione di Cristo Anni addietro, in numerose aie o nelle case, risuonavano, nelle domeniche precedenti la Pasqua, le voci di strumenti e cantori che intonavano le strofe della Passione. Questa è un canto antico, che i nonni odierni ricordano dai loro nonni e così a ritroso nel tempo. La tradizione vuole che si parta con pochi strumenti e il "canestrello" per le uova in spalla, e si vada di casa in casa a cantare il ricordo della passione e crocifissione di Cristo, dallultima cena fino alla morte e alla resurrezione, cantando in ogni strofa una delle 24 ore di patimenti. Ai tempi dei nostri nonni, i cantori ricevevano in ricompensa del loro canto e della loro bravura le uova, dono molto prezioso in tempi magri. Oggi nessuno va più cantando nelle case per racimolare uova, ma la Passione è rimasta pur sempre un tesoro, poiché espressione viva di una delle più conosciute e apprezzate tradizioni popolari, nonché ricordo di tempi passati, della devozione popolare e delle usanze della nostra cultura contadina, che lentamente, purtroppo, si affievolisce. Per questo dovremmo ringraziare un gruppo di Cantanti della Passione che con tenacia ancora rimane e che, per questa Pasqua appena passata, è andato cantando in tutto il territorio nocerino, riportando in vita antiche atmosfere, che si rifanno ad un tempo e ad una cultura popolare e contadina che vedeva nel canto un momento di preghiera, eppure di allegria, e che vi trovava la possibilità di commemorazione e ricordo, ma anche di espressione. Eirene Mirti | NOCERA UMBRA
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