L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 8 - 18 aprile 2004

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A 46 il Consiglio Regionale

Alla faccia del contenimento delle spese

 

di Antonio Campioni

Nonostante che nella fase di partecipazione sul nuovo statuto regionale i partecipanti abbiano escluso un aumento del numero dei consiglieri, con un voto trasversale è stato approvato l'aumento dei consiglieri regionali (che salgono globalmente da 30 a 46 membri (compresi gli assessori esterni).

A prescindere che non c'è nessun consiglio regionale costituito in rapporto alla popolazione da tanti consiglieri (sono di 30, 40, 60 ecc.) va considerato che il provvedimento provocherà un aumento non indifferente della spesa per pagare ulteriori consiglieri, attaché e portaborse: oltre un terzo dei costi attuali; ma questa spesa aggiuntiva non preoccupa né la giunta né la maggioranza, che ha votato questo articolo dello statuto. Il costo aggiuntivo verrà pagato dagli umbri o con meno investimenti o con nuove o più tasse (forse ulteriori 0,2% sull'IRPEF in arrivo).

Un'altro aspetto del nuoso statuto, forse più preoccupante, riguarda l'introduzione del presidenzialismo, una forma di governo che rende il presidente un "monarca" quasi un "novello principe", perché acquisterebbe poteri enormi. La scelta non solo contraddice le capacità del Consiglio, poiché i consiglieri verrebbero ridotti a belle statuine, ma non spiegherebbe l'aumento dei consiglieri. E' ovvio che il presidenzialismo presuppone l'elezione diretta del presidente della Giunta, una scelta che ancora nessun altra regione ha fatto. Una regione piccola come la nostra non aveva il bisogno né di altri consiglieri, né di aprire il capitolo presidenzialista, che la sinistra combatte a livello nazionale.

Il nuovo statuto con questi due articoli è stato approvato in prima lettura e ora dovrà essere approvato anche in seconda non prima di tre mesi. Solo così entrerà in vigore. Si spera che in questo periodo ci sia un ripensamento o una ribellione di tutti gli umbri: la democrazia è partecipazione non verticismo. E, aggiungiamo, che autorevoli voci di dissenso non sono mancate (a cominciare dall'ex presidente Mandarini) per cui c'è da augurarsi un ripensamento, più che auspicabile doveroso.

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