Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 8 - 18 aprile 2004 | |||||
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Matteo da Gualdo In margine alla mostra
Fu, infatti, Matteo da Gualdo pittore di ricche risorse espressive, ma anche di conseguente ispirazione, valori avvertiti presto dallimmaginazione popolare, forse prima che dalla critica, spesso tardiva nel riconoscere meriti. Assisi, Cappella dei Pellegrini - Madonna ed Angeli - Matteo da Gualdo (1468) parte affresco della parete d'altare E, la sua, unarte non fine a se stessa, ma dinamica, per quellincessante inseguire la bellezza, per lo spontaneo tendere al soprannaturale; unarte che, elaborata con viva partecipazione dallautore, richiama subito quella dellosservatore. Questo si coglie in un pittore come Matteo, nella sua inesauribile creatività, nella sua immediatezza compositiva. Artista eclettico, vide certamente molto della cultura pittorica tra Umbria e Marche, metabolizzò altre esperienze figurative, ma in virtù di una straordinaria linea funzionale, incisiva, mantenne sempre una personalissima autonomia espressiva, fondata su tensioni, flessioni, deformazioni nella cui fusione ciascuna immagine si atteggia e modella. Federico Zeri (1961) ritiene a ragione Matteo da Gualdo "il capitolo più significativo del seguito di Bartolomeo di Tommaso in Umbria". A tale proposito, mi preme annotare che sulla scorta delle ricerche del Casimiri Mario Sensi rivelò nel 1992 la commissione, nel 1447, al pittore folignate di una perduta tavola da parte della Confraternita di Santa Maria dei Raccomandati in Gualdo. Si può, anzi, ritenere che attraverso personalità come quella di Bartolomeo di Tommaso Matteo abbia acquistato alcuni elementi "seneseggianti" dovuti agli influssi del Sassetta e di Giovanni di Paolo sul folignate. Ancora: una comune temperie culturale si avverte in Matteo e nei contemporanei fatti artistici marchigiani, con riflessi dellambiente veneto-padovano, ma la serie dei riferimenti è ben più ampia. Sempre singolarmente vigile nel suo lavoro, Matteo manifestò la propria arte in forme elettissime nei dipinti su tavola e tela come negli affreschi, in grandi chiese come in quelle di campagna. Con quanto segue offro un quadro delle molteplici, variegate concomitanze stilistiche che la critica ha rilevato nella sua opera nel corso degli studi. Per la ricorrente osmosi interprovinciale dei caratteri delle scuole pittoriche del Rinascimento sono stati notati rapporti con: UMBRI: Folignati: Bartolomeo di Tommaso, l'Alunno, Pier Antonio Mezzastris. Eugubini: Ottaviano Nelli, Tommasuccio Nelli. Perugini: Bartolomeo Caporali, Benedetto Bonfigli, Fiorenzo di Lorenzo, Mariano d'Antonio. Ternani: Bartolomeo da Miranda. MARCHIGIANI: Camerinesi: Girolamo di Giovanni, Giovanni Boccati, Arcangelo di Cola. Sanseverinesi: Lorenzo d'Alessandro, Lodovico Urbani, Lorenzo Salimbeni, Iacopo Salimbeni. Vari di area marchigiana: Nicola di Maestro Antonio da Ancona, Antonio da Fabriano, Giovanni Antonio da Pesaro, Paolo da Visso. ABRUZZESI: Andrea Delitio. TOSCANI: Senesi: Giovanni di Paolo, il Sassetta, Sano di Pietro, Matteo di Giovanni, Andrea di Niccolò, Nicola da Siena, Pietro da Montepulciano, Francesco di Giorgio Martini. Vari di area toscana: Benozzo Gozzoli, il "Maestro Esiguo" (o "Alunno di Benozzo"), Filippo Lippi, Piero della Francesca, Giovanni di Francesco da Firenze. VENETI: Carlo e Vittore Crivelli, lo Schiavone, Pietro Alamanno (Gottwzich - Austria, attivo nelle Marche dal 1475 al 1497; in relazione alla fase ferrarese e turesca della "Madonna" della Raccolta Berenson, attribuita in un primo tempo dal Berenson a Matteo da Gualdo). ROMAGNOLI: Giovan Francesco da Rimini, Cosmè Tura. MERIDIONALI: Iohannes Sagitanus (o "Maestro del 1456"). Enzo Storelli | CULTURA
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INIZIATIVA DEL LICEO DELLA COMUNICAZIONE Una pubblicazione sui tempi di Matteo
di Antonio Campioni Non tutte le scuole "insegnano" cultura, c'è anche chi produce direttamente cultura. E' questo il caso del Liceo della Comunicazione dell'Istituto Bambin Gesù, le cui insegnanti, dopo la prima pubblicazione (Le Pievi), hanno dato alla stampa il libro "Come una bella fiaba: Matteo da Gualdo e il suo tempo". Dopo l'inaugurazione della mostra dedicata a Matteo da Gualdo, questa pubblicazione si prefigge lo scopo diffondere e divulgare il valore di una personalità complessa come il pittore gualdese, considerato il punto di riferimento da cui partire per configurare il tracciato storico della società gualdese nel periodo compreso tra la fine del XIV e tutto l'arco del XV secolo. La prodigiosa attività di Matteo Pittore, sia per il numero di opere prodotte, sia per l'evoluzione stilistica, ne fa un singolare testimone del suo tempo. Il progetto si rivolge ai giovani ed ai ragazzi come una guida illustrata nella quale si susseguono cronologicamente le varie fasi della storia cittadina, degli avvenimenti politici, della trasformazione sociale della crescita urbana, della produzione pittorica. L'opera si compone di 11 capitoli contrassegnati dal papa in carica e da un glossario (limitato alle cariche pubbliche) ed è arricchita da una serie di acquerelli inediti eseguiti dalle prof.sse Caterina Calabrese e Sara Sabbatini, mentre la ricerca storico- iconografico è opera della prof.ssa Tiziana Scassellati. La pubblicazione, una delle iniziative collaterali alla mostra su "Matteo da Gualdo e il Rinascimento eccentrico tra Umbria e Marche" è stata presentata giovedì 8 aprile presso la Rocca Flea sede della mostra stessa e va a rappresentare gli aspetti più salienti di una pagina della storia gualdese compresa tra il 1389 e il 1507, anno in cui morì Matteo di Pietro. Gli approfondimenti propongono di far luce sulle abitudini alimentari e di costume che hanno interessato la società gualdese nel periodo in cui visse e operò Matteo da Gualdo. E' una pubblicazione indirizzata soprattutto ai giovani dai sette ai quindici anni per fa conoscere loro gli aspetti salienti della storia gualdese di quel periodo, utilizzando un linguaggio e una rappresentazione grafica chiara e agevole. I ragazzi e le docenti impegnati nell'iniziativa hanno teso cogliere tutti gli aspetti trasversali inerenti agli avvenimenti storico-politici della città in relazione agli eventi che hanno interessato la grande storia interregionale ed europea. Con un linguaggio chiaro ed una sequenza d'immagini di facile lettura, gli autori colgono i principali avvenimenti politici, storici, religiosi e di costume che caratterizzarono il popolo e la città di Gualdo nel Rinascimento, con particolare riferimento a Matteo da Gualdo e alle sue opere collocate nel Museo della Rocca Flea. Attraverso la spiegazione dei capolavori in mostra, si è teso dare indicativi segnali di come la figura dell'artista sia stata un'importante anello di congiunzione tra la cultura figurativa umbra e quella marchigiana con Gualdo Tadino come basilare crocevia. La volontà di realizzare questo particolare progetto si unisce all'entusiasmo che la città sta vivendo in occasione dei due grandi eventi culturali che caratterizzano l'inizio dell'anno 2004: la riapertura della Rocca Flea come sede del Museo Civico e l'attesa Mostra Antologica dedicata a Matteo. Il testo, risultato di un lavoro di équipe, è stato realizzato con la collaborazione dell'Amministrazione comunale e della Regione umbra. Il Liceo della Comunicazione, le autrici ringraziano quanti hanno contribuito alla realizzazione dell'opera con consigli e con materiale bibliografico. L'auspicio delle due insegnanti e delle allieve che hanno dato vita e questa pubblicazione, è di aver fatto cosa gradita ai giovani gualdesi che, attraverso la conoscenza e la lettura di questo libro, possano divenire orgogliosi cittadini e fieri difensori della nostra memoria storica. | ||||||
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