L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 7 - 4 aprile 2004

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito

La scomparsa di Tullio Costanzi

 

di Walter Facchini

Si è spento l’artista-pittore Tullio Costanzi; la sua morte è stata come la sua vita, solitaria, senza pesare su nessuno, senza pretendere nulla e senza chiedere nulla, ma, quello che lo ha reso personaggio e figura rappresentativa dei "nostri luoghi dimenticati ed abbandonati da uomini ed animali", come soleva dire, era il gran dono di spartire con tutti quel poco che aveva.

La sua arte pittorica, rinomata al punto di accostarla a De Chirico, non la voleva esercitare, perché consapevole del fatto che i suoi lavori avrebbero avuto valore solo dopo la sua morte, arricchendo quei personaggi a lui sconosciuti, senza che altri, magari i suoi amici, n’avrebbe tratto vantaggio. Fine intenditore d’arte e di bellezze al femminile, ritraeva spesso, nei suoi schizzi "visi di donne", e pur vivendo in completa solitudine, n’aveva paura; amava la gente, la folla, i ritrovi dove poter ammirare la vera vita dove spesso creava dei personaggi per i suoi lavori. A volte rimaneva in disparte, come se avesse paura di dar fastidio, ma, bastava lo scambio di una parola e notavi il lui una cultura superiore, cosa che non è comune trovare in questi posti.

Il suo grande amore era la "Città Eterna", tra Roma e l’Artista c’era un amore-odio, per quel modo di vivere, per quelle bellezze artistiche, il "non plus ultra", era solito dire, ed invidiava quella gente baciata da Dio il quale, pur vivendo nella più bella città del mondo, comprendevano e apprezzavano il vivere nel paradiso terrestre della cultura.

Il suo Io, il modo di atteggiarsi, di vivere, di comportarsi è paragonabile a quello di Ligabue, anche se sentimentalmente era molto diverso. Nelle donne vedeva la creazione, la bellezza, il fine ultimo, e per raggiungere quest’amore si era sposato in chiesa e nella città di Roma; purtroppo il suo destino era di rimanere in questi posti "desolati e dimenticati da Dio".

Ciao Tullio, rimarrai sempre nei nostri cuori, e le tue opere racconteranno le tue gesta.

SIGILLO

13sigillo.jpg (10639 byte)

 

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito