L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 7 - 4 aprile 2004 | |||||
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Sigillo ... che non c'è più La nostra civiltà contemporanea ha apportato molti e benefici cambiamenti al nostro modo di vita e di lavoro, ha alleviato, senza dubbio, notevoli fatiche a tutti, però è stata anche la fine di tante usanze che non verranno più. I nostri figli non avranno mai il gusto di vedere ciò che nel nostro paese costituiva una specie di focolare, forse unico ed unico. Ad esempio, oggi nessuno fa più il pane in casa e di conseguenza la farina si adopera soltanto per fare i "maccheroni" o per preparare i dolci. Quando, alcuni decenni fa, la mamma si accorgeva che nella "mattra" (madia), non cera più la farina ed il sacco era vuoto, diceva: "vai giù da la Maria de Midio e diie se vene a pià lgrano per fa la farina". Poi, il nonno preparava il sacco del grano e dopo qualche ora si udiva il cigolare del carretto del mulinaro, che fermava il somaro sotto casa e, salite le scale si incollava quel pesante carico, che poi deponeva sul carretto e ripartiva. A sera riportava la farina nel sacco bianco e la semola in quello scuro, rifacendo tutto il giro che aveva fatto il mattino. Spesso raccoglieva poco denaro, perché molti non avevano di che pagare e allora, lui, il molinaro, prendeva "la moltura" (in altre parole lequivalente dei soldi in farina). Tutto il pane era cotto nei forni comunali. I forni erano due, intercomunicanti. In genere si adoperava il forno più grande, laltro entrava in funzione nelle solennità, come Natale, Pasqua, S. Anna, ed era adoperato per la cottura dei dolci. Nelle case coloniche il forno era vicino a casa e, quando, una volta la settimana, era cotto il pane, il profumo si sentiva persino dai campi. Ora, molte consuetudini della nostra Sigillo si sono perdute, ma, sarebbe opportuno farle risvegliare dal lungo sonno, poiché proprio in questi momenti i prodotti tipici dellAlta Umbria, possano ritornare sul mercato e riaffermare il loro secolare splendore. Anna Luconi | SIGILLO
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