L'ECO del Serrasanta

 

N. 7 - 4 aprile 2004

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Ambiente

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (76)

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino

Finalmente una NAO negativa!


Ormai, dopo il tanto atteso equinozio, è entrata la primavera, che ha posto fine a questo inverno che, fino a fine febbraio, si è mostrato - specie sulle nostre zone - piatto ed insignificante, per poi avere un improvviso colpo "di coda". Un inverno come non si vedeva da tanto tempo, al Nord Italia: un inverno tipico di qualche decennio or sono e soprattutto del periodo compreso fra il 1955 e la fine degli anni Settanta. Non perché sia stato più freddo del normale: anzi, se vogliamo dirla tutta, è stato persino leggermente più mite, con medie che vanno da 0,5 a 1°C oltre le medie dell’ultimo trentennio, con poche eccezioni. Non perché abbia visto ondate di gelo particolarmente intense: molto più freddi, sotto questo punto di vista, sono stati alcuni periodi degli ultimi tre o quattro anni. Ma allora, perché quest’inverno dovrà comunque passare alla storia come un inverno "fuori della norma degli ultimi anni"?. Per un semplice fatto: dopo anni ed anni (a parte il 1998) di dominio assoluto dell’anticiclone delle Azzorre anche in pieno inverno, con indice NAO positivo, quest’anno – e finalmente! – l’indice è risultato negativo.

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Ricordate la NAO?

Ricordiamo i nostri amici che l’indice NAO (North Atlantic Oscillation) misura la differenza fra l’anomalia nella pressione atmosferica sul Nord Atlantico e sul Medio Atlantico: si ottiene, in pratica, con una semplice formula, comparando le misurazioni della pressione atmosferica in Islanda e Portogallo. Come già detto qualche numero or sono, un indice NAO positivo, indica una notevole differenza di pressione fra il Nord e il Medio Atlantico, cosa che implica un considerevole rafforzamento sia dell’anticiclone delle Azzorre, che si spinge ad est, fino ad invadere l’Europa meridionale, sia del ciclone dell’Islanda. In questo caso, le correnti umide atlantiche, portatrici di pioggia, non riescono a giungere fino in Italia, dove invece prevarranno condizioni di bel tempo e, al Nord, nebbie estese ed elevato inquinamento atmosferico. Un indice NAO negativo, indica un deciso indebolimento sia dell’Anticiclone delle Azzorre sia del ciclone dell’Islanda: in questo caso, ritirandosi verso sud ovest, l’anticiclone lascia libero il campo alle correnti occidentali nel seno delle quali si muovono i fronti atlantici. In questo caso, le perturbazioni atlantiche giungono direttamente sull’Italia e, visto che sono molto "ondulate", provocano spesso irruzioni fredde sul mediterraneo, formazione del solito ciclone orogenetico (cioè causato dalle Alpi) sul Golfo Ligure, richiamo di aria fredda dai Balcani nei bassi strati in Val Padana ed estese nevicate al Nord e sugli Appennini, piogge abbondanti al Centro-Sud.

Come tanto tempo fa ...

Questo è stato il copione di quest’inverno, specialmente della seconda metà di febbraio e della prima decade di marzo. Se si guarda il grafico (che è scaricabile presso il sito http://tao.atmos.washington.edu/data_sets/nao/) si nota che l’indice NAO è decisamente negativo.

Non c’è stato quindi più freddo della norma ma, anzi, proprio perché l’aria era più mite - e quindi più umida - si è innescato un deciso contrasto con l’aria fredda continentale, con copiose nevicate specie sulle Alpi, ma anche lungo tutto l’Appennino settentrionale, dove tanta neve non la ricordavano da decenni. Un inverno, dunque, come da copione: con tanta neve in Val Padana, al posto delle ormai consuete e perduranti condizioni di tempo stabile, che, più che la nebbia - che è un fenomeno in deciso regresso - provocano un notevole aumento degli inquinanti nei bassi strati, rendendo la Padania la zona più malsana d’Europa. Quest’anno no.

Certo, per le nostre zone, questo non ha significato nulla di eccezionale. Però, questa NAO negativa ha fatto drizzare le orecchie a molto climatologi: che stia veramente entrando nel vivo la "svolta" climatica strombazzata da molti?

Pierluigi Gioia

 

 

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