'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 5 - 7 marzo 2004 | |||||
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COSTACCIARO: UNA STORIA DI EMIGRAZIONE I naufraghi dell'Imperatrice d'Irlanda
di Euro Puletti Il 28 maggio 1914 il piroscafo inglese RMS (Royal Mail Steamer) "Empress of Ireland" (Imperatrice dIrlanda), mollati gli ormeggi dal porto di Québec, in Canada, diretto a Liverpool, in Inghilterra, dopo appena 9 ore e 42 minuti di navigazione, nel golfo del fiume San Lorenzo, per la fittissima nebbia, alluna e 20 del mattino del 29 maggio, entrò in collisione con la nave da carico norvegese Storstad, carica di carbone, ed affondò, trascinando con sé 1.477 vite umane, in appena 14 minuti. Annegano sùbito 1.012 persone, almeno una trentina delle quali di presumibile nazionalità italiana e fra esse, 134 bambini. Fra i deceduti italiani, va annoverato un abitante di Costacciaro, Giovanni Bucciarelli, "perito miseramente nel tornare in Patria a riabbracciare i cari nellacque delloceano nel naufragio del 29 maggio 1914 a 52 anni", come recita la sua lapide mortuaria, affissa sul muro interno del cimitero di Costacciaro. Il nome di Giovanni Bucciarelli, registrato come "Buccarelli John", può essere verificato, de visu, scorrendo la lista della "Canadian Pacific", o le pagine del libro Forgotten Empress, di David Zeni. Avendo cinquantadue anni, Giovanni Bucciarelli poteva essere, dunque, emigrato negli Stati Uniti, per fare il minatore, a fine 800, probabilmente passando per lo Stato del Minnesota, e quello del Canada, e facendo sì, con il suo esempio, che altri compaesani lo seguissero. Allepoca del naufragio, egli aveva già perduto un figlio, Otello, morto a Gualdo Tadino, il 3 maggio 1911, alletà di sedici anni. Il naufrago Bucciarelli è ritratto, insieme al figlio Otello, in una foto anteriore al 1911. Morendo, Giovanni Bucciarelli lasciò la vedova Laura Generotti e due orfani: Paris e Marianna. Da Paris nacquero Assunta, Laura, Bruno e Giovanni, il quale ultimo riacquistò il nome del nonno. Seguendo, probabilmente, l'esempio di Giovanni Bucciarelli, un autentico antesignano, attorno al 1909, approderà in America, alletà di circa ventanni, anche il personaggio più emblematico dellemigrazione transoceanica di Costacciaro, vale a dire il poeta, "minatore del ferro", e sindacalista Efrem Bartoletti. Insieme al Bucciarelli, avrebbe dovuto imbarcarsi, sull"Empress of Ireland", anche Ubaldo Minenza di Sigillo, il quale tuttavia, per sua fortuna, trovò i biglietti già esauriti; 465 sopravvissuti al naufragio fluttuano per lungo tempo nelle gelide acque del San Lorenzo, prima di essere tratti in salvo: almeno cinque di loro sono italiani, due della provincia milanese, due umbri ed un marchigiano. Questa, in sintesi, la dinamica di quello che taluni considerano come il secondo, o terzo, disastro marittimo civile di tutti i tempi, inferiore solo, ma di poco, a quello del Titanic. Fra gli Italiani, scampati alla morte, vi furono, almeno: Domenico Pierpaoli di Cave di Sassoferrato, Egildo e Carolina Braga di Turbigo di Milano, Nazzareno Lupini (di Emiliano), 21enne di Ràncana di Costacciaro, e Paolo Morelli (detto "Paolino", figlio di Giovanni), 29enne di Villa Col de Canali di Costacciaro. In riferimento ai due ultimi, lo studioso canadese Geoff Whitfield, attestandone la registrazione nelle liste ufficiali dei sopravvissuti al disastro marino, scrive: "The official CPR listings mention that both of these men were indeed on the last voyage of the Empress of Ireland. Both were rescued and travelling from Duluth to Turin. They sailed later on the "Corsican" on 31st May 1914". Di Paolo Morelli si conserva, inoltre, una foto, spedita da Hibbing, o da Eveleth, nello Stato americano del Minnesota. Il fatto è molto importante, poiché ci testimonia la circostanza secondo la quale Morelli, come sicuramente altri minatori italiani, pervennero forse in Canada, dopo essersi soffermati a lavorare nelle miniere di ferro (o, in seconda ipotesi, di carbone) dello Stato del Minnesota. Domenico Pierpaoli, invece, tramandò alle figlie la notizia secondo la quale egli avrebbe lavorato nello Stato della Pennsylvania, come, più tardi, farà anche Efrem Bartoletti. Tutti gli emigranti in narrativa approdarono ad Ellis Island (New York) tra il 1899 ed il 1913, come è registrato dal sito www.ellisisland.org, dal quale si riportano alcune estrapolazioni. Si avverte però, la presenza di incongruenze fra le date di nascita di alcuni emigranti, registrate nelle liste degli immigrati ad Ellis Island, e quelle ben più attendibili desunte dagli uffici dellanagrafe dei comuni italiani di provenienza. Di ritorno dal Canada, dal Minnesota, o dalla Pennsylvania, dove erano andati a cercare lavoro come minatori, chi, come Nazzareno Lupini, per trasferire definitivamente la famiglia in Nord America, dove aveva trovato una buona occupazione, chi, forse per la chiamata alle armi (si era nellimmediata vigilia della Prima Guerra Mondiale), tali naufraghi dovettero essere ricuperati, dopo ben 24 (o 48) ore passate "in balìa delle onde". Dalle liste ufficiali dei naufraghi, morti e sopravvissuti, risulta, infatti, che, dal 29 di maggio, notte del naufragio, i sopravvissuti furono tratti in salvo soltanto il 31 del mese. Queste notizie ufficiali concordano perfettamente con le testimonianze orali, rilasciate dai parenti della più parte dei naufraghi italiani. Uno, o due, dei cinque italiani citati dovettero restare, per circa due ore, lunghi distesi sopra una porta di legno del piroscafo, usata come rudimentale zattera. La lista dei sopravvissuti al disastro del mare (desunta dagli Archivi Nazionali del Canada) menziona il fatto che i cinque Italiani citati facevano effettivamente parte dei passeggeri dellultima "crociera" dell"Empress of Ireland" e tutti, sempre stando a questa lista, furono tratti in salvo. Alcuni di essi, però, dopo essere stati strappati alla morte con le scialuppe di salvataggio, furono separati ed alloggiati in luoghi diversi, cosicché, ad esempio, come si apprende dalla nipote paterna, Rosella Braga, e da sua madre, i due coniugi Egildo e Carolina Braga (i quali, sposatisi negli Stati Uniti il 3 giugno 1911, persero, nel naufragio, il loro figlioletto primogenito Rino, sommerso da unimprovvisa ondata, che lo strappò alle mani del disperato padre), poterono riabbracciarsi, sempre in America, soltanto dopo un mese di doloroso distacco. I coniugi, però, ebbero almeno la consolazione di fare insieme il viaggio di ritorno in Italia. Una volta tratti in salvo, tali sopravvissuti (forse ad esclusione di Carolina Braga) vennero inviati, da Duluth nel Minnesota, dove risulta avessero fatto i biglietti ("Ticket issued at"), a Milano e Torino. Essi, infatti, imbarcati a bordo del "Corsican", salparono ("Sailed") il giorno 31 di maggio del 1914. La lista ufficiale, riportando, spesso, in maniera errata, i loro nomi, li registra come Braga, Egildo (rescued = salvato), Braga, Mrs. Carolina (rescued), Lupine, Nazzareno (rescued), Morrelli, Paolo (rescued), Pierpoli, Domenico (rescued). Venendo a Paolo Morelli, figlio di Giovanni, il quale aveva, allora, trentadue anni (dovette, dunque, nascere nel 1885), va detto che comparirà, poi, di fronte al sindaco di Costacciaro, Celso Bartoletti, il 22 giugno 1917, assieme a Nazzareno Lupini, dichiarando daver ricevuto danni, morali e materiali, dal naufragio dell"Imperatrice dIrlanda", e firmando la richiesta di risarcimento, indennizzi e rifusioni, alla presenza dei testimoni Generotti Benedetto di Clito, di anni trentatré, e Alimenti Antonio di Luigi, di anni sessantanove. Nonostante il lungo e snervante iter burocratico delle richieste e delle domande, cui entrambi furono sottoposti, né a Nazzareno Lupini, né a Paolo Morelli fu, tuttavia, mai riconosciuto alcun beneficio o risarcimento, come si verificò, daltronde, anche per Egildo e Carolina Braga. Morelli perse successivamente la vita, il 10 dicembre 1918 (alcuni parenti parlano, tuttavia, del 1919), per i mali fisici, conseguenti ai combattimenti sostenuti nella Prima Guerra Mondiale, durante la quale aveva militato nell88° reggimento fanteria, come è ricordato dalla lapide commemorativa ai caduti della Grande Guerra di Villa Col de Canali, e dalla circostanza che i suoi due figli, Ugo e Renato, percepivano la pensione quali orfani di guerra del padre. Di Paolo Morelli conserviamo anche una bella foto in divisa da fante della prima guerra mondiale. Quando Paolo Morelli si spense per i mali contratti in guerra, i suoi due figli, Ugo e Renato, avevano, rispettivamente, sette e tre anni circa. Di Domenico Pierpaoli, invece, sbarcato a New York nel 1909, alletà di 32 anni (e, successivamente, seguìto da due fratelli, Antonio ed Ugo, approdati ad Ellis Island nel 1913, rispettivamente a 28 e 24 anni detà), due delle figlie, Eulalia ed Ines, mi hanno recentemente riferito che il padre era nato a Cave di Sassoferrato. Il Pierpaoli si sarebbe sottratto alla morte, insieme ad un compagno, solo grazie ad un salvagente, avvistato assai per tempo, e sarebbe restato, per ben ventiquattro ore, in acqua. Egli ricordava delle centinaia di mani tese verso di lui, che tentavano vanamente daggrapparsi alla sua ciambella, e ad ogni cosa che riuscisse a galleggiare, mentre, mors tua vita mea, chi si era già assicurato a questi oggetti fluttuanti, faceva del tutto per far loro mollare la presa. Il Pierpaoli riferiva, inoltre, commosso, che, fra la miriade di naufraghi, la quale, vociante, lo attorniava, vi erano anche moltissimi bambini piangenti. Questuomo coraggioso, benché anchegli allo stremo delle forze, si prodigò per portare soccorso. Il suo fisico riportò però danni permanenti dalla lunga esposizione alle gelide acque fluviali. Domenico Pierpaoli risulta di nuovo registrato, ad Ellis Island, nel 1912, alletà di 35 anni. Ciò vuol probabilmente dire che era riandato in Italia, per poi tornare in America. Altri due Sassoferratesi, meno fortunati del Pierpaoli, dovettero essere Luciano Bellucci, e Nazzareno Biondi, i quali persero tragicamente la vita nel naufragio. Nelle liste ufficiali dei morti e sopravvissuti alla tragedia del mare, il Bellucci è erroneamente registrato come "Belluci, Luciani". Dagli archivi informatici del sito Internet www.ellisisland.org, apprendiamo come Luciano Bellucci sbarcasse nel porto di New York nellanno 1910, alletà di 29 anni. Euro Puletti | TERRITORIO | |||||
Sul naufragio della "Empress of Ireland" vedi anche: http://www.protadino.it/20031019/10emprirel.html http://members.rogers.com/seaviewimaging/ http://www.pbs.org/lostliners/empress.html | ||||||
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