L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 5 - 7 marzo 2004

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Una cava impossibile

L'attuale Amministrazione Comunale conta molto sullo sfruttamento della cava della Canalecchia sia per far quadrare l'attuale bilancio che per realizzare investimenti futuri, tuttavia appare ormai chiaro che questa cava non si può fare e che l'appalto bandito a suo tempo dal Comune di Fossato di Vico era privo di ogni fondamento.

La questione si trascina orami da più di due anni e il progetto presentato in questo momento è sottoposto alla Valutazione d'Impatto Ambientale preso la Regione dell'Umbria. A questo scopo si sono svolte già diverse riunioni, l'ultima il 10 febbraio scorso, e dagli uffici e dagli enti preposti sono stati espressi, e trasmessi al Comune di Fossato di Vico, pareri negativi per diversi motivi. Il motivo principale è che il progetto presentato è in contrasto con la legge regionale che vieta l'attività estrattiva nei Parchi, come tutti sanno, e come è logico che sia, poiché l'attività estrattiva mal si concilia con finalità di tutela ambientale e di valorizzazione turistica. Del resto le finalità di tutela ambientale e di valorizzazione turistica di quell'area sono espresse anche nel Piano Regolatore di Fossato, quindi non si capisce come il sindaco Francesco Monacelli possa sostenere con tanta forza questa cava.

Altro motivo che impedisce di concedere l'autorizzazione al progetto è che interessa una superficie di dieci ettari, per di più in parte boscata, mentre l'area dimessa della vecchia cava interessa solo un ettaro e mezzo, dunque non è possibile considerare il progetto un intervento di riambientamento, unico intervento possibile all'interno di un Parco.

L'impossibilità di sfruttamento della cava comporta gravi difficoltà per il bilancio ordinario del Comune, poiché parte delle somme incassate sono state già spese, ed evidenzia l'inadeguatezza amministrativa dell'attuale maggioranza, che ha impegnato per molto tempo gli uffici, sia comunali che regionali, in un'attività priva di fondamento e che soprattutto ha perseguito una politica di finanziamento apparentemente facile ma che, come spesso succede con le cose troppo facili, si è rivelata essere una bolla di sapone che una volta scoppiata lascia aperti gravi problemi: con quali fondi verrà restituito l'anticipo che la ditta ha versato e che in parte è stato già speso? Con quali fondi si realizzeranno gli investimenti previsti con questi soldi, tanti e "facili", che tingevano il futuro di rosa? Questi sono i problemi reali, ma l'Amministrazione continua a dirci che tutto va bene, e che il Comune di Fossato è ricco. A guardare il bilancio non sembrerebbe.

Daniele Bellucci e Silvia Mariani
consiglieri di minoranza

FOSSATO DI VICO

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