'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 5 - 7 marzo 2004

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Spigolature ... vere

Visite al cimitero

 

di Nando Onori

La signora Lucrezia, quasi ogni giorno fa visita ai suoi cari defunti: porta i fiori, non molti a dire il vero, li sistema come meglio non si potrebbe; mantiene le lapidi linde e ordinate. Si siede e, dopo qualche Pater Noster, Ave Maria e Requiem Aeternam, comincia il suo rituale colloquio con il povero marito: - Ciao, come va questa mattina? Hai riposato bene? Io mica tanto, ho un dolorino fastidioso in una spalla, speriamo sia dovuto al tempo che cambia; oppure sarà il tempo che passa?! Chi lo sa? Ho trascorso una notte piuttosto agitata anche per colpa tua: ti ho sognato e abbiamo litigato; guarda che a volte sei proprio impunito! Alla fine però abbiamo fatto pace e mi hai dato anche un bacio. Pensa un po’, tu così poco espansivo ... Io ti sono sempre vicina con la preghiera; spero anche tu faccia lo stesso con me! Cerca di stare tranquillo, vedi di non fare il farfallino e non farti fuorviare da compagnie poco raccomandabili: queste non mancano mai dovunque e comunque. Ora ti lascio, perché devo ancora fare la spesa e poi il pranzo. Vado di fretta perché nel pomeriggio ci riuniamo, sai le solite amiche. Non pensi anche tu che qualche piccola distrazione mi faccia bene? Allora vado, ci rivediamo domani, a Dio piacendo. E sai domani cos’è? Oh Gesù, me ne stavo quasi dimenticando, te lo ricordi? E’ l’anniversario della tua dipartita ed io ti prometto un bel regalo.

L' indomani infatti, dopo aver ascoltato la Santa Messa con la solita devozione, s’incammina verso il cimitero, non prima di aver acquistato un gran bel mazzo di fiori, costato a suo dire, una tombola: - Però, pensa, un sacrificio così la "Buon’Anima" lo merita proprio, ha avuto sempre tante premure per me, tante gentilezze, quindi lo faccio di tutto cuore.

Giunta presso la tomba, dice: - Guarda un po’ se ho mantenuto la promessa? è o no un bel regalo? ... Però, è bene che te lo dica subito: non vorrei ti montassi la testa e pensassi che io possa portarti spesso così tanti fiori e di cosi belli; questi mi sono costati un occhio della testa, ma per una ricorrenza come questa, come vedi, non ho badato a spese.

Snocciola una bella litania di preghiere, parla e parla, euforica più del consueto, confida le sue piccole disavventure quotidiane, dà ancora un tocco di rifinitura alla coreografia dei fiori e, prima di andarsene non riesce a reprimere un’esclamazione di compiacimento: - Questi fiori sono bellissimi, una delizia per gli occhi, un vero spettacolo e sono tutti per te!

Da infine una lucidatina alla foto, un salutino e, si avvia verso casa con tanta intima soddisfazione, beandosi di quella magnifica composizione floreale, di cui è stata l’artefice. A notte inoltrata si scatena un tremendo temporale, un fortunale quasi, con pioggia torrenziale, e forti raffiche di vento; la solita tramontana che spazza via ogni cosa e, purtroppo, dura spesso diversi giorni. Invece, stranamente, la mattina seguente splende un bel sole, non un filo di vento.

La signora Lucrezia si appresta a fare la consueta visita al cimitero; senza fiori questa volta, perché il giorno prima ne ha portati in abbondanza, belli e costosi anche. Giunta presso la cara tomba, che il giorno prima era tutta un’armonia di splendenti colori, quasi non crede ai suoi occhi: vasi rovesciati, fiori sgualciti, distrutti, tutti distrutti, sparsi per ogni dove; un vero disastro insomma! Resta qualche istante senza fiato, come inebetita, poi sbotta: - Che cavolo hai combinato questa notte? Oh Gesù, Gesù, i miei fiori, tutta quella meraviglia, tutti quei soldi ... Tu credi che i fiori me li regalino? Sai quanto mi sono costati? Una tombola! Già tu che ne sai? Con te è meglio che non parli. Uno scempio così non me lo sarei mai aspettato! – E se ne va stizzita, inviperita, impermalita, senza nemmeno un saluto e una preghiera.

Durante il cammino verso casa continua a rimuginare tra sé e sé: - Che pandemonio ha combinato! Non ci posso pensare, tutti quei fiori, tutti quei soldi; ... meglio che non ci pensi, altrimenti torno indietro e glie né canto quattro da doversene ricordare finchè campa! Cioè ... insomma, per un bel pezzo! per un bel pezzo!

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