L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 5 - 7 marzo 2004

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Quel prete con l'elmetto e la mimetica

Don Ermete Scattoloni guida dei liberatori di Gualdo Tadino

03escattoloni.jpg (11691 byte)La manifestazione organizzata sabato 21 febbraio per la presentazione al folto pubblico che ha gremito il salone dell'edificio scolastico "Domenico Tittarelli" del libro di Mario Anderlini, "Piazza Martiri della Libertà", ha contribuito a riaprire momenti di riflessione e ricordo delle vicende di sessanta anni fa nei sopravvissuti che hanno potuto scorrere le pagine del volume.

Una delle ultime immagini di Don Ermete

Il libro, come ha puntualizzato lo stesso autore, non vuol essere una ricostruzione storica completa, ma è la semplice raccolta di una trentina di interviste realizzate dall'autore, con il risultato che ciascuno degli intervistati ha narrato ciò che ha ricordato o vissuto in prima persona (anche con ripetizioni poiché le interviste non sono avvenute in contemporanea), senza la pretesa di un quadro d'insieme completo; di conseguenza dal confronto dei ricordi degli intervistati con quelli di altri emergono altri pezzi di verità sui quali giustamente lo stesso autore, nella sua presentazione, ha invitato in particolare il mondo della scuola ad esperire ulteriori ricerche.

E' in questa prospettiva che riteniamo utile riportare di seguito una testimonianza integrativa che abbiamo raccolto dal maestro Italo Giubilei, uno che fu personalmente testimone dell'arrivo in piazza della prima camionetta dell'esercito alleato, vicenda ricordata nel volume da alcuni degli intervistati, in particolare Attilio Pasquarelli e Brunello Troni.

"Avevo 21 anni ed ero uno dei renitenti alla leva; per sottrarmi all'arruolamento coatto e per sfuggire ai rastrellamenti, agli inizi del 1944 avevo trascorso gli ultimi mesi nascosto, solo raramente sfidando la sorte di camminare all'aperto; sapevamo, dall'ascolto clandestino di radio Londra, che era prossimo l'arrivo dell'esercito alleato, fermo da qualche giorno presso Foligno, mentre sembrava che i tedeschi avessero abbandonato la città; tuttavia sapevamo che il comune di Gualdo Tadino era terra di nessuno, con gli alleati ancora dietro l'angolo, ma anche con l'insidia che dalle colline potessero materializzarsi delle retroguardie dell'esercito tedesco in ritirata.

La mattinata del 5 luglio, appena quattro giorno dopo che sulla piazza c'era stata la tragica rappresaglia dei tedeschi con le quattro fucilazioni, e con ancora il terrore per quel fatto tragico, si viveva in un clima di speranzosa aspettativa, in pochi e pronti a tornare a nasconderci in caso di bisogno. Mentre osservavamo movimenti sul monte, ritenendo che fossero dei tedeschi, verso le 10,30, guardando dalla piazza verso le scalette del Reggiaro, restammo sbalorditi vedendo una camionetta con la mitragliatrice puntata e quattro militari a bordo, che lentamente da via della Rocca calava su via Franco Storelli, imboccava successivamente il corso, attraversava la piazza e veniva ad arrestarsi davanti all'attuale negozio di ottica, dove aveva sede allora lo studio del notaio Sestilio Umberto Sergiacomi; fu subito chiaro che non si trattava di tedeschi e pertanto ci stringemmo tutti all'automezzo dal quale tre degli occupanti saltarono a terra e, qual meraviglia! Nell'istante il cui uno dei tre militari si toglieva l'elmetto, scoprì un volto noto e gridai - Don Ermè, e che ci fai qui? E l'altro subito di rimando mi intimò di tacere, defilandosi e cercando di passare inosservato; avevo riconosciuto subito, infatti, che sotto l'abbigliamento e l'armamento militare si celava Don Ermete Scattoloni, un sacerdote mio amico, nativo di Sigillo e parroco di Serradica, una frazione del fabrianese sul versante orientale del Serrasanta.

Ho letto con una certa ironia il racconto di Attilio Pasquarelli "gli occupanti dovevano essere tre e uno di loro che parlava abbastanza bene l'italiano mi chiese se in città c'erano ancora i tedeschi"; Attilio, che aveva incontrato la pattuglia inglese presso la Rocca prima di me, non aveva con Don Ermete la mia familiarità e la mia confidenza e quindi non poteva constatare di più che "uno di loro parlava l'italiano", ma a me che, come Presidente Diocesano della Azione Cattolica avevo rapporti frequenti con i parroci, non poteva sfuggire chi fosse realmente quell'italiano che aveva fatto da guida alla pattuglia inglese che, dopo aver risalito il versante orientale del Serrasanta, era arrivata a Gualdo Tadino in quel fatidico 5 luglio1944.

Credo che Don Ermete, dopo il nostro incontro, si sia diretto subito alla casa parrocchiale per rientrare in un suo più consono abbigliamento sacerdotale; certo non doveva essere agevole per lui girare in tenuta militare in un periodo in cui i preti indossavano la tonaca. E così fummo solo pochi intimi a sapere che era stato un prete a guidare gli inglesi alla conquista di Gualdo Tadino."


GUALDESITA'

 

Chi era Don Ermete

Chi era Don Ermete

Don Ermete Scattoloni era nato a Sigillo il 1 settembre 1911; ordinato sacerdote il 1 novembre 1935, ha esercitato il ministero di parroco a Colle di Nocera Umbra e a Serradica dal 1936 al 1952.

Il 19 giugno 1944 accompagnò il confratello Don David Berrettini, allorché si consegnò al comando tedesco, per ottenere la liberazione dei 23 ostaggi suoi parrocchiani, prima di essere fucilato.

Amico di Carlo Carretto lo seguì per lunghi anni nella Comunità dei Piccoli Fratelli del Vangelo nel deserto dell'Algeria ed è recentemente scomparso a Spello.

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